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#Nonleggeteilibri – Non lasciarmi, fantascienza non fantastica

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#Nonleggeteilibri – Non lasciarmi, fantascienza non fantastica

#Nonleggeteilibri – Non lasciarmi, fantascienza non fantastica
Aprile 08
12:03 2018

Non lasciarmi (titolo originale: Never Let Me Go) di Kazuo IshiguroFeltrinelli 2016 traduzione di Paola Novarese € 13,00 isbn 9788806231774 e-book € 7,99 – disponibile al prestito inter bibliotecario SBCR www.consorziosbcr.net

I bambini e poi gli adolescenti del college Hailsham vivono una vita come quella dei loro coetanei, tra scuola, gioco, sport, amicizie, gelosie, adorazione per qualche loro insegnante o antipatie senza rimedio. Solo che non hanno nulla a che vedere con i loro coetanei. L’orrore che si consuma, alla prima percezione, sullo sfondo delle loro esistenze, è l’appartenere ad una generazione di cloni impossibilitati a riprodursi, utili a donare organi per i trapianti degli ‘umani’ propriamente detti. Ishiguro (suo il romanzo Quel che resta del giorno da cui l’omonimo film del 1993, con l’ottimo sir Anthony Hopkins per la regia di James Ivory) mette la sua filosofia nipponica fatta di immagini nitide, pulite, dialoghi senza fronzoli, al servizio di quella che oggi è considerata tra le migliori letterature inglesi contemporanee ed è Premio Nobel per la Letteratura 2017. I suoi personaggi, i dialoghi su momenti infinitesimali della vita dei tre giovani protagonisti che il racconto segue, un ambiente tratteggiato con pochissime coordinate (un college in mezzo alla natura raggiunto solo regolarmente da fornitori), ottengono con tutta probabilità l’effetto desiderato: il disagio cresce attorno ai tre protagonisti Kathy, Tommy e Ruth, creature intelligenti e sensibili eppure incapaci, o rese incapaci, di diventare qualcosa di diverso da ciò che gli altri hanno deciso per loro. I protagonisti della vicenda non sono neppure in grado di migliorare le condizioni basiche del proprio vivere: usciti dal college passano le loro giornate in casolari freddi, serviti probabilmente solo d’un sussidio per vivere un’esistenza molto semplice; poche volte se ne allontanano per fare una gita con un’auto in prestito andando a guardare, come spettatori, il mondo ‘fuori’ che sembrano conoscere molto bene per immagini ma pochissimo nella sua sostanza. Come morti viventi sono stati addestrati a vivere la loro esistenza facendo riferimento alle pochissime persone con cui si conoscono fin da bambini, senza altre coordinate, se non molti divieti volti a impedirgli di conoscere la portata profonda del proprio destino. Il libro richiama la necessità d’un pensiero più libero nei confronti del conformismo sociale e delle sue molte facce e se nel corso della lettura questa posizione appare incerta come i caratteri dei protagonisti è perché nel racconto, ucronico e distopico per scelta (sostenuto dall’idea forte di cloni a fini di ricambio) riverbera molto più semplicemente la fragilità della condizione umana resa più labile dall’impossibilità di capire spesso, proprio il pensiero degli affetti più vicini. Così il meccanismo narrativo risulta magnetico proprio per una forma di leggerezza che contribuisce a rendere il tutto lieve fino a farlo apparire, a tratti, piatto o privo d’anima. Altre volte l’autore ha indagato la solitudine esistenziale dell’uomo, e in questo romanzo pare voler adombrare, riscuotendo grande successo fra i giovani lettori, una condizione di immobilità, di ristrettezza d’orizzonti, giudicata non cosi fantascientifica. Anche Non lasciarmi, nel 2005 è divenuto film, per la regia di M. Romanek, con una intensa Keira Knightley. (Serena Grizi)    

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