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#Nonleggeteilibri – Sera in paradiso, il talento per i racconti di Lucia Berlin

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#Nonleggeteilibri – Sera in paradiso, il talento per i racconti di Lucia Berlin

#Nonleggeteilibri – Sera in paradiso, il talento per i racconti di Lucia Berlin
19 Gennaio
13:08 2020

(Serena Grizi) Sera in paradiso (titolo originale: Evening in Paradise) di Lucia Berlin, Bollati Boringhieri 2018 traduzione di Manuela Faimali € 18,00 isbn 9788833930398 e-book € 9,99. Disponibile al prestito inter bibliotecario SBCR www.consorziosbcr.net

In questa seconda raccolta tradotta in italiano dell’autrice nata in Alaska, ancor più che ne La donna che scriveva racconti si gusta e si annusa il talento di Lucia Berlin (nel nome la c diventa s) per la narrazione: vissuta tra Stati Uniti, Cile, Messico prima al seguito del padre ingegnere minerario e per una vita in cerca di famiglia con i quattro figli e gli amori della sua vita, la sua scrittura passa spesso per l’esatta evocazione degli ambienti, per gli odori e le consistenze delle polpe dei frutti, dei fiori, dell’aria intrisa di piante evocando con gusto sicuro suppellettili da pochi soldi ed eleganza, più di qualche volta, etnica. Colori, orditi ed ambienti, in generale, divengono la geografia stessa dei lettori: (La casa di argilla con il tetto di lamiera, La barca de la ilusión, La mia vita è un libro aperto) «Io ero distesa sulla coperta e guardavo i bambini, ascoltavo i corvi, inquadravo le libellule con lo zoom. A decine, di un incredibile blu elettrico, con il sole che filtrava azzurro tra le nervature delle ali mentre schizzavano, svolazzavano, lapislazzuli rasenti l’acqua verde.» Che le donne si chiamino Laura, Maya, Maria, Tiny (anche se nel racconto che dà il titolo alla raccolta il protagonista è Hernán proprietario d’un albergo zeppo di stelle del cinema), spesso è richiamata la sua complicata vicenda sentimentale e di madre alla ricerca d’un benessere, a volte fatuo invece, dopo aver perso quello conosciuto nella sua casa natale. La collana prodotta infilando come perle racconti di formazione, amore e famiglia, letta di seguito compone un romanzo che forse l’autrice non ha mai scritto o mai concepito di scrivere per il fatto, non del tutto scontato, che forse non ne ebbe tempo. Nei racconti s’adombra un abuso subito poco più che bambina da un rispettabilissimo amico del padre Andado. Romanzo gotico e si leggono le molte complicazioni esistenziali, probabilmente cercate all’inizio solo per curiosità o forte passionalità, sfociate in passaggi difficili nei quali, troppo duro tenere il timone dritto, la scrittrice periodicamente abusò dell’alcol. Nelle storie c’è spesso una donna che cammina scalza, che tenta di non avere paura dei sentimenti che induce fra amicizie e amori, che ama molto leggere e lo fa soprattutto all’imbrunire, davanti a monti e tramonti mirabolanti o su un’amaca vicino al mare. Non elude neppure lo sguardo dei figli che la vedono nel tempo madre affettuosissima e da più grandicelli tentano di occuparsi anche del suo amore per la bottiglia nascondendole l’alcol nel quale si rifugia quando le contraddizioni divengono troppo pressanti. Assediata in alcuni periodi dalle ristrettezze, riesce sempre a colorare il suo universo di curiosità, avvenimenti, persone (si capisce che la sua casa è, e vuole essere, accogliente per quanto piccola, come nel racconto Noël, 1974). La sua prosa riesce difficilmente a restarsene in una categoria per la luminosità che riesce a gettare anche sulle ombre, come se trasformando in racconto gli ingredienti che ha, che pur nella loro straordinarietà a tratti le saranno sembrati esigui come capita in molte esistenze, non volesse mai indulgere nel dramma che il lettore dovrà semmai intendere nelle pieghe della narrazione. In Perdersi al Louvre, finalmente c’è una Lucia che fa qualcosa per se stessa: da sola vaga per Parigi e i suoi immensi musei, o al Père Lachaise in cerca dei ‘suoi scrittori’ (Colette, Proust, Hugo, Artaud, Wilde o l’attrice Bernhardt): «Ero triste per Bruno e i miei genitori. Non triste perché mi mancavano, ma perché in realtà non mi mancavano affatto. E quando fossi morta sarebbe stato lo stesso. Morire è come spargere mercurio. In un attimo torna tutto di nuovo insieme nel tremulo ammasso della vita». Ma è da credere che questo passo sia il più lontano dalle molte atmosfere che troviamo nei sui racconti fra New Mexico, Canada, Colorado, California. Ne Il guardiano di nostro fratello, mirabile racconto sulla scomparsa d’una cara amica per mano d’un amante, Lucia è ancora una donna delle pulizie, come narra in molte altre sue storie, poi insegnò letteratura presso l’Università del Colorado e fu molto ammirata da Saul Bellow. Gradite sorprese nella postfazione.

 

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