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ONBOARDING STRATEGY: COME ACCOGLIERE I NUOVI IMPIEGATI IN AZIENDA

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ONBOARDING STRATEGY: COME ACCOGLIERE I NUOVI IMPIEGATI IN AZIENDA

ONBOARDING STRATEGY: COME ACCOGLIERE I NUOVI IMPIEGATI IN AZIENDA
novembre 08
11:17 2018

Quando si inizia un percorso lavorativo presso una nuova azienda, è lecito aspettarsi un periodo di ambientamento. Questo perché qualsiasi persona, dal giovane al professionista più esperto, necessita di tempo per potersi adattare ed essere coinvolto alla perfezione all’interno dei meccanismi dell’azienda.

Per l’impresa è fondamentale che ogni suo componente si inserisca perfettamente all’interno del delicato meccanismo che la costituisce: questo vuol dire che ogni singolo impiegato deve essere formato e seguito attentamente soprattutto nelle prime fasi, per poter dare il meglio di sé.

Spesso gli imprenditori danno tutto questo per scontato, eppure è importante adottare delle strategie per far sentire i nuovi arrivati a proprio agio. Si parla delle cosiddette “onboarding strategies”, ossia di alcune tattiche che possono facilitare l’inserimento in organico. Vediamole insieme. 

 

L’importanza del welcome kit e delle sue regole

Il welcome kit è un elemento in apparenza semplice, ma che sa come produrre dei grandi risultati quando viene inserito in una strategia di onboarding più ampia e curata alla perfezione.

Nella fattispecie, si parla di un vero e proprio pacchetto di benvenuto, pensato per accogliere al meglio il nuovo dipendente. Ogni kit ha le sue regole, le quali si basano innanzitutto sulla percezione del brand da parte dell’impiegato. Dunque devono essere modellati per convincerlo, sin da subito, della bontà della sua scelta e dell’affidabilità dell’azienda.

Inoltre, il welcome kit ha anche lo scopo di mettere in risalto le informazioni che l’impresa desidera far conoscere immediatamente al nuovo arrivato: questa è l’occasione perfetta per ribadire l’etica e la politica aziendale. Dunque uno degli obiettivi fondamentali per il welcome kit è trasmettere al lavoratore il messaggio e la mission del brand che lo ha assunto.

 

Come preparare un kit di benvenuto efficace

Il welcome kit può essere più o meno complesso, e ospitare un numero variabile di oggetti. In realtà anche quelli più semplici possono essere molto efficaci se, come detto poco sopra, vengono inseriti in una strategia di onboarding ragionata.

Fra gli elementi essenziali del kit troviamo la lettera di benvenuto, la mappa dell’azienda e un documento contenente la sua mission. Poi arricchiscono il kit i vari oggetti che è possibile aggiungere e personalizzare, in base a ciò che intendiamo trasmettere. Si parte dalla classica tazza fino ad arrivare alle cartelle portadocumenti. Anche le tradizionali penne personalizzate (oggi ordinabili anche online) sono parecchio efficaci: questo perché aumentano il senso di appartenenza e lo spirito di gruppo. Altri gadget che è possibile inserire nel kit di benvenuto sono i calendari e i planner, insieme alle agende, alle calcolatrici e ai bloc-notes.

Naturalmente è possibile dare ampio spazio alla fantasia, in base a quelli che sono gli obiettivi comunicativi che ha l’azienda.

 

Il welcome kit, occorre ripeterlo, è un tassello chiave nel puzzle di una strategia di onboarding, quindi va sempre curato con attenzione.

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