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Operazione Chrysler

giugno 07
09:36 2011

La FIAT, che finora non aveva sborsato un lira per la Chrysler, con 1,27 miliardi di dollari è passata dal 30 al 46% del capitale della stessa Chrysler; dopodichè la settimana scorsa, con altri 500 milioni di dollari, ha raggiunto il controllo della maggioranza ( 52%) del capitale della società USA.
Da notare che la FIAT, solo 6 mesi fa, ha avuto 4,5 miliardi di euro di prestiti dalle banche italiane!

La FIAT è classificata come JUNK (spazzatura) dalle agenzie di rating: per Moody’s Ba1 (junk=spazzatura), per S&P BB (junk=spazzatura), per Fitch BB+ (junk=spazzatura);
e la Chrysler è classificata peggio della FIAT, quasi al fondo della classifica, come JUNK (spazzatura) da tutte le agenzie di rating.
DI CONSEGUENZA i prestiti fatti dalla Chrysler-FIAT sono stati classificati come “junk bond” (BOT SPAZZATURA) ed hanno un tasso di interesse quasi triplo (oltre l’8%) rispetto ai BOT USA (T-Bond decennali).

Il nuovo mega prestito è stato organizzato a maggio all’hotel Hilton di New York dal banchiere Sergio Marchionne, vice presidente di UBS, la prima banca svizzera;
erano presenti 125 banchieri, 97 americani di Goldman Sachs, Morgan Stanley, Citigroup e BankAmericaMerrill Lynch e i restanti europei, giapponesi e dei fondi hedge e di private equity. Ma le banche che hanno fatto il “prestito” per la Chrysler, e che ora di fatto comandano la FIAT-CHRYSLER, sono in primis le 4 banche USA di cui sopra.

Con l’operazione Chrysler, FIAT SPA HA ORA DEBITI PER 27 MILIARDI di EURO !!!

La famiglia AGNELLI-ELKANN si è preparata da tempo per sganciarsi parzialmente o totalmente in futuro dalla FIAT;
la EXOR, ex IFIL, è la loro cassaforte e negli ultimi anni è stata rimpinguata a più non posso a partire dal settore immobiliare con l’acquisizione della CUSHMAN & WAKEFIELD, la prima società immobiliare USA.
Con il processo a Torino contro Grande Stevens, Gabetti e Marone per l’equity swap che nel 2005 permise a IFIL di mantenere (illecitamente secondo la Procura) il controllo della Fiat, a famiglia AGNELLI-ELKANN ha rischiato molto ma in primo grado sono stati assolti;
ma ora la Procura di Torino e la Consob hanno presentato ricorso direttamente alla Cassazione.

Ma gli AGNELLI, e la storia del nostro paese insegna, non mollano l’osso (il settore auto) facilmente e cercano di sfruttare fino in fondo tutte le “opportunità”:

ne è una riprova ad esempio il fatto che Marchionne nei giorni scorsi ha chiesto 3,5 miliardi di dollari al Dipartimento USA dell’Energia (Doe) per “ricerca sui motori elettrici”.
E “i fondi potrebbero arrivare già questo mese di giugno”…

 

SLAI COBAS
Sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale
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Milano, 6 giugno 2011
Slai Cobas

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