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Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio. Oro e colore nel cuore dell’Appennino

Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio. Oro e colore nel cuore dell’Appennino
Settembre 25
08:42 2021

Gubbio, Palazzo Ducale e Palazzo dei Consoli 23 settembre 2021 – 9 gennaio 2022

a cura di Andrea De Marchi e Maria Rita Silvestrelli

 L’arte caleidoscopica di Ottaviano Nelli è protagonista della mostra Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio. Oro e colore nel cuore dell’Appennino, allestita a Gubbio dal 23 settembre 2021 al 9 gennaio 2022. Ad ospitarla sono i due luoghi espositivi più emblematici della città, il Palazzo Ducale e il Palazzo dei Consoli. La mostra riunisce le opere più importanti del pittore eugubino Ottaviano Nelli, quali polittici, anconette e affreschi strappati e al contempo propone una lettura del legame profondo dell’artista con la città e il territorio di cui fu espressione massima nel suo tempo.

L’esposizione, a cura di Andrea De Marchi e Maria Rita Silvestrelli, è promossa dalla Direzione Regionale Musei Umbria, il Comune di Gubbio, Palazzo Ducale di Gubbio e Palazzo dei Consoli con il contributo della Regione Umbria, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, la Diocesi di Gubbio, Gubbio Cultura e Multiservizi, il Festival del Medioevo e la Galleria Nazionale dell’Umbria. L’organizzazione è affidata a Maggioli Cultura. L’inaugurazione della mostra è prevista giovedì 23 settembre alle ore 18.30.

Ottaviano di Martino Nelli (Gubbio, 1370 ca. – 1448-49) è l’artista più importante che la città di Gubbio abbia avuto e viene presentato al grande pubblico con una mostra monografica a lui dedicata. Formatosi nell’ambito della cultura tardogotica, seppe fondere la tradizione locale con elementi desunti dalla pittura lombarda e dalla miniatura francese, sviluppando un linguaggio personale vicino alle soluzioni di Lorenzo Salimbeni e di Gentile da Fabriano. A Gubbio, dove venne ripetutamente nominato console della città, fu a capo di un’attivissima bottega che esercitò una certa influenza in Umbria e nelle Marche. Tematica centrale della mostra, pertanto, è quel Quattrocento eugubino di cui Ottaviano Nelli fu protagonista indiscusso.

Le splendide sale di Palazzo Ducale e Palazzo dei Consoli presentano alcune delle testimonianze qualitativamente più alte ed emblematiche della sua arte, con prestiti mirati provenienti da importanti istituzioni e collezioni private. La mostra si divide in due sezioni: a Palazzo Ducale Ottaviano Nelli, pittore prezioso, mentre a Palazzo dei Consoli è raccontato Il lascito del Nelli a Gubbio. Ottaviano Nelli fu soprattutto pittore di affreschi, ma si potranno ammirare anche pale d’altare e dittici di devozione individuale.

 Il curatore Andrea De Marchi: «Pochi artisti sono rappresentativi della grande stagione del gotico internazionale come Ottaviano Nelli. Ebbe la capacità di farsi interprete del suo tempo, della sua gente e dei suoi paesi, di una borghesia mercantile ed artigiana in esuberante crisi di vitalità di cui lui era figlio. Fu vorace e quasi bulimico nell’assimilare spunti disparati e fin contrastanti, coniando un linguaggio loquace e multitasking, di facile presa e colorito, che condizionò a lungo i pittori che seguirono per quasi tutto il secolo. La forza pittorica di Ottaviano Nelli fu la capacità di attraversare i registri e mescolare i livelli, la musica degli angeli e il fortore degli stabbi, l’inno sacro e la mascherata irriverente, la tenerezza liliale delle sue Madonne e la crudezza del sangue a fiotti di martirii, la dolcezza malinconica e la volgarità compiaciuta. Ottaviano Nelli è un pittore dalla vena umoristica, a tratti perfino beffarda».

 La curatrice Maria Rita Silvestrelli: «La fortuna critica di Ottaviano Nelli ha preso avvio dalle corrispondenze private e dagli interessi dell’erudizione tardo settecentesca. Mano a mano il pittore si è aperto un varco nella storiografia artistica e suscitò nuove curiosità che andavano di pari passo con una crescente attenzione per la città di Gubbio. È stata una vera riscoperta quella di Ottaviano Nelli e questa mostra ne raccoglie tutta la fascinazione che continua ancora negli studi attuali. Nella sua semplicità, Ottaviano fu un grande narratore, infaticabile ideatore di scene tratte dalla vita quotidiana, riprodotte con garbo e immediatezza, ancorate a modelli arcaici e perenni, per questo in grado di dialogare anche oggi con una realtà in piena trasformazione e di continuare, v’è da crederlo, a raccogliere consensi».

La mostra Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio è il punto di partenza per ricomporre in maniera efficace la vicenda di un artista dalla forte personalità. Una mostra preziosa che trasmetterà al visitatore il fascino della scoperta, dal punto di vista storico e artistico. Un omaggio unico a Gubbio e alla sua ricchezza culturale.

 OPERE IN MOSTRA

Fulcro dell’esposizione a Palazzo Ducale è la ricostruzione integrale per la prima volta di un grande pentittico francescano attualmente smembrato e conservato in cinque sedi diverse tra Italia, Francia e Stati Uniti. Si compone centralmente della “Adorazione dei Magi”, proveniente dal Worcester Art Museum in Massachusetts, insieme con i pannelli laterali “Circoncisione di Gesù Bambino” e “Sposalizio mistico di San Francesco con la Povertà, accompagnata dall’Obbedienza e dalla Castità” dalla Pinacoteca dei Musei Vaticani, “San Girolamo nel deserto” dal Musée du petit Palais di Avignone, “Erode e Erodiade accusati da San Giovanni Battista” dalla Fondazione Roberto Longhi di Firenze e “Un’animula del Battista recata in cielo da due angeli” (nota solo da fotografie). È la riscoperta di un vero gioiello, ricomposto nel suo aspetto originario ed esposto nella città per la quale l’opera fu creata, grazie ai prestiti straordinari. Restituisce un pentittico dalla sagoma semplice, ma bizzarro nell’accostamento di scene narrative così diverse e con scale proporzionali eterogenee.

Sempre a Palazzo Ducale sarà presentato al pubblico per la prima volta il trittico acquistato dallo Stato italiano proprio nel 2021 per la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e firmato dal pittore orvietano Cola Petruccioli, uno dei maggiori punti di riferimento per la formazione di Ottaviano Nelli alla fine del Trecento. Insieme con Petruccioli, anche il senese Taddeo di Bartolo con “Madonna col Bambino e quattro angeli musicanti” sempre dalla Galleria Nazionale dell’Umbria.

A Palazzo dei Consoli sarà mostrato il contesto artistico e l’ambiente di Ottaviano Nelli, con l’eugubino Jacopo Bedi, e gli affreschi profani di Palazzo Beni, oggi riacquistati dal Comune di Gubbio proprio in occasione di questa mostra.

Un notevole lavoro scientifico ha accompagnato la produzione e realizzazione della mostra di Ottaviano Nelli a Gubbio. A completare l’esposizione è un approfondito catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, una vera e propria monografia con la raccolta sistematica di tutte le opere realizzate dal Nelli tra Umbria e Marche nell’arco della sua ampia produzione.

«Questa mostra – sottolineano i curatori – non ha che la pretesa di porre solidi prolegomeni per una monografia davvero esaustiva su questo pittore così ricco di sfaccettature e così rappresentativo, e al tempo stesso di attirare l’attenzione su dipinti e contesti che reclamano di essere a loro volta restaurati e salvati, così da mettere in moto altri studi e nuove rivelazioni».

 SEDI DELLA MOSTRA

Palazzo Ducale

Unico esempio di architettura rinascimentale in una città prettamente medievale, sorge di fronte al Duomo ed è frutto dell’ampliamento e della trasformazione di un nucleo di edifici medievali. Venne costruito a partire dal 1476 per volere di Federico di Montefeltro, su disegno di Francesco di Giorgio Martini da Siena. L’opera fu compiuta sotto il figlio Guidobaldo. Il palazzo si distingue per la finezza architettonica e la ricercatezza delle decorazioni. Nelle sale interne, corredate ancora di alcuni originari arredi, è esposta un’interessante raccolta di opere d’arte che illustrano le principali fasi evolutive della pittura eugubina tra XIII e XVIII secolo. La visita al Palazzo prosegue con la pregevole copia dello “studiolo” di Federico da Montefeltro, rivestito di pannelli intarsiati (l’originale dell’opera si trova al Metropolitan Museum di New York). A piano terreno è possibile accedere all’area scavata al di sotto del cortile, dove vi sono vestigia delle preesistenti strutture medievali.

Completa la visita una sezione, ricavata nei piani alti del Palazzo, dedicata alla opere vincitrici della Biennale d’Arte Contemporanea di Gubbio; vi figurano lavori di Leoncillo, Pomodoro, Castellani.

Palazzo dei Consoli

Costituisce, con il complesso di Piazza Grande e Palazzo del Podestà, una tra le più maestose e ardite realizzazioni urbanistiche medievali. Testimonia la grandiosità del progetto politico e istituzionale del Libero Comune di Gubbio. La costruzione del complesso monumentale, nato come nuovo centro politico e simbolo della città e del territorio, viene decretata tra il 1321 e il 1322. Alla metà del Trecento le strutture principali dovevano essere pressoché completate. L’antico palazzo di governo fu destinato ad ospitare le principali magistrature ed istituti del Libero Comune di Gubbio: il Consiglio generale del Popolo, i Consoli e il Gonfaloniere di Giustizia oltre al Capitano del Popolo e al Connestabile a capo dei 24 armati incaricati della guardia del palazzo. Dal 1909 le sale di Palazzo dei Consoli ospitano le collezioni del Museo Civico. La raccolta museale, allestita su diversi piani, illustra la storia e la cultura locale dalla preistoria al XX secolo.

ITINERARIO URBANO

Ottaviano Nelli visse ed operò a lungo. Ogni angolo di Gubbio conserva tracce della sua instancabile operosità. Per questo il percorso espositivo prosegue all’esterno e si connette al contesto urbano per un unico itinerario di visita  con cicli spettacolari di grandiose narrazioni nellesche. In particolare gli affreschi in Santa Maria Nuova, la “Madonna del Belvedere” dalla bellezza commovente e manifesto del gotico internazionale e la solenne “Crocefissione”.

La scoperta di Nelli prosegue in Sant’Agostino, Santa Maria della Piaggiola, San Francesco, Fraternita dei Laici (o dei Bianchi), San Domenico e canonica di San Secondo (cappella Panfili di Jacopo Bedi).

Crowdfunding per san Domenico. La mostra vuole essere l’occasione anche per attirare l’attenzione su vari affreschi in cinque cappelle di San Domenico, che devono essere salvati dallo stato di evidente degrado in cui versano. Per questa necessità urgente è stata lanciata una sottoscrizione in favore dei restauri in San Domenico a cui si potrà partecipare, presto avviati grazie al contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia.

COORDINATE MOSTRA

Titolo: “Ottaviano Nelli e il ‘400 a Gubbio. Oro e colore nel cuore dell’Appennino”

Sedi: Palazzo Ducale e Palazzo dei Consoli – Gubbio

Data: 23 settembre 2021 – 9 gennaio 2022

Orari di apertura: Aperture straordinarie in occasione del Festival del Medioevo: 23 settembre dalle 20 alle 23; 24 e 25 settembre dalle 10 alle 23. Dal 26 settembre al 1 novembre tutti i giorni dalle 10 alle 18.30; dal 2 novembre al 30 novembre tutti i giorni 10-18 dal lunedì al giovedì, 10-18.30 venerdì, sabato e domenica; dal 1 dicembre al 9 gennaio 2022 tutti i giorni 10-18.30. Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura. Saranno previste aperture straordinarie in occasione di eventi e festività.

Biglietto unico Mostra + Musei: Intero € 10; ridotto A € 6 (cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i 18 ed i 25 anni; gruppi di almeno 15 unità; possessori biglietto della Galleria Nazionale delle Marche; possessori del biglietto di almeno uno dei musei della rete METU, Passaggio a Nord Est; ridotto B € 3 (ragazzi tra 6 e 18 anni). È possibile acquistare il biglietto online sul sito di mostra > www.mostranelligubbio.it.

Per informazioni: Ufficio IAT Gubbio tel. 075 9220693 – info@iat.gubbio.pg.it  

www.mostranelligubbio.it

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