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Palozzi & Co e il riciclo delle facce toste

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Palozzi & Co e il riciclo delle facce toste

Settembre 19
14:34 2013

vittime e piange e si dispera? A mio avviso questa immagine si presta bene per sintetizzare un ex Sindaco come Palozzi e la sua maggioranza che ora protestano contro la nuova discarica”.
Ci sarebbe poco da aggiungere a queste parole di fine luglio di Adolfo Tammaro, consigliere comunale di Marino, a commento di una riscoperta sensibilità ambientalista dei politici al governo del Comune da ormai sette anni.
Ebbene Adriano Palozzi, ora consigliere regionale, nè più nè meno come il suo collega romano Gianni Alemanno, sembrerebbe a tutti gli effetti corresponsabile da sempre delle politiche “pro-discarica” ma ha la faccia per cavalcare la protesta di questi giorni, per ultima quella dell’11 settembre scorso al Palaghiaccio in via Appia. Questa non è un’opinione, questi sono fatti dimostrabili.
Ripercorriamoli insieme.

La giunta Palozzi non ha mai voluto prendere in considerazione la raccolta “differenziata spinta”, il porta a porta per indenderci, perseverando in onerosi investimenti su quella stradale di prossimità: i cassonetti. Ma grandi, molto grandi che hanno richiesto un rinnovo del parco automezzi della Multiservizi di Marino incaricata del servizio.
A marzo 2011 l’ex sindaco di Marino criticava aspramente e pubblicamente la scelta porta a porta dei vicini ciampinesi, e rinunciava così a più di 900.000 Euro a fondo perduto della Provincia di Roma a disposizione dei Comuni che avessero avviato il “porta a porta”. Oggi Marino è al 21% dei rifiuti differenziati, quelli “scellerati” di Ciampino al 62,4% (fonte dati: “Comuni Ricicloni” Legambiente).

Eppure già nel novembre del 2009 il direttore della Multiservizi di Marino assicurava “entro il 2011 sarà rispettato l’obiettivo del 51% di raccolta differenziata” in risposta ad un’interrogazione del consigliere Sandro Caracci che chiedeva ragioni di assurdi investimenti su nuovi automezzi di raccolta presi in leasing dalla controllata del Comune.

Palozzi e l’ex assessore Prinzi (oggi sostituito da Remo Pisani) non hanno voluto sapere ragioni: non sono valse a nulla le sollecitazioni presentate da associazioni, movimenti civici di Marino che con dati oggettivi allarmanti alla mano, hanno invitato a confronto in più occasioni pubbliche i responsabili delle scelte sbagliate. Alla fine, incredibile a dirsi, questi amministratori hanno peggiorato una situazione già grave, aumentando la percentuale di indifferenziato conferito ai vari centri di raccolta. Oggi quasi l’80% della “monnezza” dei marinesi, per le scelte di Palozzi & Co, va in discarica.
La storia parla chiaro.

Sono credibili oggi questi signori quando salgono sul palco a gridare “no alla discarica di Falcognana?”.

Cosa succederà domani?
Il comune di Marino, o meglio, i suoi abitanti dovranno pagare penali per non aver raggiunto la soglia minima di rifiuti differenziati: nel quadro di controllo previsto nel Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani approvato dal precedente Consiglio Regionale è stata confermata la perentoria obbligatorietà del raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata. La nostra Città non arriva nemmeno a sfiorarli lontanamente (65%) ed occorrerà invertire bruscamente la rotta anche nella testa dei marinesi che ad oggi avrebbero dovuto già essere sensibilizzati ad una raccolta dei rifiuti diversa e sicuramente più responsabile.

Non basta, oltre al danno la beffa: Roma (altra amministrazione oscar per incapacità nella gestione rifiuti) ha scelto di svuotare le proprie pattumiere in via Ardeatina, fuori alla porta degli abitanti delle frazioni di Marino di Santa Maria delle Mole e Frattocchie. “A qualcuno doveva capitare..”
Salute minacciata, immobili svalutati, traffico a peggiorare in previsione del via vai dei camion sulla direttrice Porta Medaglia, Laurentina, EUR. Un bel regalo dell’amministrazione capitolina.

Le ragioni della ipocrita conversione ambientalista della giunta di centro destra a Palazzo Colonna hanno poco a che fare con questi temi e sembrerebbero riconducibili ad altri interessi: da anni la più grande coalizione politica, quella transpartitica della speculazione edilizia, sponsorizza un enorme progetto di cementificazione dell’area confinante la discarica di Falcognana, in via del Divino Amore. I nomi, elencati da destra a sinistra nel tempo, sono nei verbali dei Consigli Comunali che hanno decretato la morte dell’Agro Romano e delle vigne storiche di Marino.
Al prossimo Consiglio Comunale Adolfo Tammaro dovrà avere riscontro a domande precise sulla gestione dei rifiuti da parte di Palozzi & Co: un’interrogazione del Movimento per il Cambiamento chiede i numeri e i risultati della politica dei rifiuti di questa incapace Amministrazione. Forse così si potrà misurare l’entità del danno, il peso di quanto non è stato fatto negli ultimi sette anni nella nostra Città a fronte di false promesse elettorali.

Senza l’incapacità e la negligenza nella gestione dei rifiuti degli Alemanno e dei Palozzi non ci sarebbe bisogno dei Sottile commissari all’emergenza rifiuti. Non ci sarebbe bisogno di aprire le porte della già presente discarica Ecofer di rifiuti pericolosi di Via Ardeatina (autorizzata dalla Polverini), anche ai rifiuti puzzolenti dei romani..

E’ bene che i cittadini lo capiscano una volta per tutte: non si può più delegare a questi personaggi le sorti della propria esistenza. Continuando a dare fiducia a questa gente, l’unica garanzia di riciclo sarà per le loro facce toste.

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