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Perle di ignoranza

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Perle di ignoranza

Settembre 10
14:24 2013

«Non mi oppongo all’Islam come Paese, ma penso che le loro leggi non debbano essere accettate qui da noi» – confusione tra stato e religione;

«… i musulmani obbediscono a un testo sacro chiamato haram» – confondendo haram con il Corano; per la cronaca haram è un parola araba che significa proibito e si riferisce a tutte quelle pratiche contrarie alla fede islamica; «l’haram è un testo sacro che gli ebrei non osservano perché gli ebrei hanno la loro religione che segue Gesù Cristo» – che confusione storica! Perle d’ignoranza pura appunto. Sono state sciorinate durante un’intervista al canale televisivo Seven news da una giovane candidata australiana del partito di destra One Nation, Stephanie Banister, 27 anni, madre di due figli; il 7 settembre nello stato del Queensland si terranno le elezioni federali e il partito One Nation pone al centro della sua battaglia la lotta all’immigrazione. Ma se la storia non è proprio materia per la Banister, anche la sua conoscenza della politica interna lascia a desiderare. Infatti alla domanda su come giudicasse il nuovo piano di assistenza sanitaria ha risposto che «sta funzionando bene», anche se in realtà è un progetto di riforma che entrerà in vigore nel 2016. Del resto qualche tempo fa la polizia l’aveva fermata in un supermercato mentre attaccava su i prodotti della Nestlè adesivi “I prodotti halal finanziano il terrorismo”. Halal in arabo significa lecito, quindi riferito al cibo significa preparato secondo la legge islamica e la Nestlè è una multinazionale svizzera il cui presidente è un austriaco di origini ebraiche. Errore di geopolitica? Ma perché meravigliarsi? Ricordate la Palin, partito Repubblicano  americano quando a proposito di politica estera si dichiarò una esperta nei rapporti con Putin perché dalla sua casa in Alaska si poteva vedere la Russia? E ancora quel premier giapponese che nel 2010, in un momento politico delicato, disse che il suo lavoro era facile perché doveva andare in parlamento e dichiarare che “non commentava casi specifici” o che “si stavano occupando del caso nella maniera appropriata”? Comunque la Banister, la Palin e  il deputato giapponese nel giro di poche ore si sono ritirati dalla competizione politica e dimessi dagli incarichi che eventualmente ricoprivano. Cioè chi parla a vanvera si gioca la faccia e la carriera. Proprio come in Italia!

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