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Piani di zona, primo incontro tra il Comitato degli acquirenti e la consigliera Lombardi

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Piani di zona, primo incontro tra il Comitato degli acquirenti e la consigliera Lombardi

ottobre 29
18:43 2018

Dopo le indiscrezioni su un provvedimento normativo illegittimo e ingiusto, che potrebbe mettere in discussione la sentenza della Corte di Cassazione 18135, l’esponente del M5S si è detta disponibile ad ascoltare le ragioni degli acquirenti

Un post Facebook sul problema dei piani di zona e l’ipotesi di una modifica normativa per sanare ex-post la situazione di quanti hanno venduto, a prezzo di mercato, immobili realizzati in edilizia convenzionata.

Parte da qui la preoccupazione e l’allarme mediatico che ha spinto, nei giorni scorsi, il neonato Comitato degli acquirenti dei Piani di zona a richiedere un incontro urgente con la consigliera regionale del M5S, Roberta Lombardi.

L’incontro, al quale ha partecipato una delegazione del comitato formata da Dario Pastore, Giuseppe Di Piero, Eugenio Novario e Giovanni Veloce, si è tenuto ieri nella sede del Consiglio regionale del Lazio.

“Si è trattato – spiega Dario Pastore, portavoce del Comitato- di un confronto franco e costruttivo. È stata l’occasione per spiegare alla consigliera Lombardi e al suo staff i motivi della nostra forte e ferma contrarietà al provvedimento legislativo circolato negli ultimi giorni”.

Nei giorni scorsi, infatti, diversi esponenti del M5S hanno avanzato l’ipotesi di un intervento del legislatore, per sanare la situazione di conflittualità che si è venuta a creare dopo la sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite 18135 del 2015. In particolare, con un post Facebook, l’esponente dei 5Stelle aveva affermato di aver incontrato il Comitato dei venditori con l’obiettivo di individuare una soluzione per “consentire le regolarizzazioni di quanti, in buona fede, fidandosi di amministrazioni, agenzie immobiliari e notai, hanno venduto in un periodo in cui non erano previste le affrancazioni e adesso vivono l’incubo del pignoramento della propria casa”.

Un’affermazione che, secondo informazioni circolate in Rete, sarebbe stato tradotto in un provvedimento legislativo illegittimo e iniquo per gli acquirenti. La consigliera ha assicurato che quello diffuso non è il testo definitivo e che d’ora in avanti le proposte del Comitato degli acquirenti saranno oggetto di attente valutazioni per contribuire all’elaborazione dell’eventuale proposta normativa.

Roberta Lombardi ha riferito che l’intervento normativo proposto fa capo al ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, mentre a livello parlamentare la questione è seguita dal sen. Emanuele Dessì. Proprio con lui, la consigliera Lombardi si è impegnata a organizzare un incontro.

“Abbiamo ragionato a lungo sulle nostre critiche – continua Pastore – in relazione all’illegittimità e all’ingiustizia dell’ipotesi normativa divulgata, mettendo in discussione la forte parzialità del metodo di consultazione fin qui adottato”.

Il Comitato, infatti, ha sottolineato che il testo circolato in Rete fosse stato cucito su misura ad uso e consumo di soggetti che rispetto ai Piani di zona sono terzi ed estranei.

Roberta Lombardi ha ascoltato le osservazioni del Comitato, chiedendo dati statistici e analisi economiche a sostegno della tesi, secondo la quale l’affrancazione non è in grado di risolvere la problematica né di restituire alle case acquistate a prezzo di mercato un valore commerciale corrispondente al mercato non vincolato.

In conclusione, il Comitato ha chiesto all’onorevole Lombardi di attivarsi presso il Ministro Bonafede per verificare se risponde a verità la notizia sconcertante, apparsa su alcuni giornali online, secondo la quale il Tribunale di Roma avrebbe messo in atto un generalizzato rallentamento dei procedimenti in corso attraverso la conversione dei riti da sommari a ordinari.

“Abbiamo fatto capire – conclude Pastore – che non subiremo supinamente le conseguenze di questo provvedimento e che siamo pronti a comunicare la nostra indignazione in ogni sede, a tutti i livelli e che nessuno verrà indotto a rinunciare alla tutela giudiziaria dei propri diritti”.

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