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PIANO PER LA RIPRESA EUROPEA

PIANO PER LA RIPRESA EUROPEA
Gennaio 05
10:20 2021

Il Piano per la ripresa nasce come risposta agli effetti della pandemia provocata dal Covid-19. Le somme stanziate nel Bilancio UE 2021-2027 (quadro finanziario pluriennale) si attestano in circa 1824,3 miliardi di euro per un’Europa moderna (innovazione, ricerca, nuovo programma per la salute, politiche tradizionali), digitale (Europa digitale) ed ecologica (lotta ai cambiamenti climatici cui sarà destinato il 30% dei fondi, protezione delle biodiversità). Accanto al bilancio a lungo termine è previsto quindi il NextGenerationEU e si discute sul MES. Il QFT (Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027) prevede 1074,3 miliardi, dove le voci più consistenti sono “Coesione, resilienza e valori” e “Risorse naturali e ambiente” alle quali sono attribuite rispettivamente 377,8 e 356,4 miliardi di euro. Per quanto riguarda la NextGenerationEU, sono state attribuite nel complesso 750 miliardi di euro (conclusioni Consiglio europeo 21 luglio 2020). Il NextGeneration EU è uno strumento temporaneo per ottenere fondi sul mercato di capitali. Prevede il dispositivo per la ripresa e la resilienza a cui sono stati stanziati 672,5 miliardi di euro in forma di prestiti e sovvenzioni per riforme e investimenti in base ai piani di ripresa e resilienza predisposti dai Paesi EU. Inoltre prevede che le economie intraprendano verde, digitale, sostenibilità e resilienza. All’Italia spettano 44.724 (70%allocation 2021-2022 commitment) e 20.732 (p.m. 30% allocation 2023 commitment), ossia lo stanziamento maggiore rispetto a tutti gli altri Stati UE in riferimento al NextGenerationEu e di 37,341 miliardi di euro in riferimento al QFT, ossia lo stanziamento più rilevante dopo la Polonia. Per ottenere il finanziamento in oggetto, gli Stati devono predisporre dei Piani nazionali di ripresa e resilienza riferibili a un piano d’investimenti e riforme sino al 2026.  Per quanto riguarda il finanziamento, il bilancio a lungo termine è finanziato dalle risorse dell’UE; mentre il NextGenerationEU tramite prestiti sul mercato finanziario agevolati e, entro il 2024, la Commissione dovrà proporre nuove fonti di entrate. L’Italia, come Stato membro, fornisce il suo contributo economico all’UE ma non riesce a spendere tutte le risorse che le sono destinate. Verde e sostenibilità sono centrali per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni entro il 2050 (Green Deal europeo) ed è stato approvato un obiettivo vincolante del Consiglio Europeo di ridurre le emissioni di gas effetto serra del 55% entro il 2030 (in riferimento ai livelli del ’90) in base alla proposta di legge sul clima della Commissione (limitazioni CO2, sistema alimentare sostenibile, nuova strategia industriale…) E poi c’è l’Accordo di Parigi. Obiettivi chiari, risorse incanalate per un’effettiva ripresa in termini occupazionali, ambientali, efficienza ed efficacia della struttura burocratico-amministrativa e strutturale del Paese, assieme ad un export/import competitivo sarebbe auspicabile (fonte europa.eu).

 

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