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giugno 30
23:00 2009

D’altronde a questo cambiamento generalizzato di mentalità concorre anche la crisi stagnante in cui sono venute a trovarsi un po’ tutte le agenzie educative (dalle organizzazioni culturali, al volontariato gratuito, all’associazionismo….alla stessa famiglia e alla scuola).
Naturalmente l’ambito della politica – già di per sé complesso e soggetto a stimoli e prospettive spesso contraddittorie – è quello in cui si evidenzia maggiormente la carenza di alcuni precisi valori che un tempo erano oggetto di più responsabile condivisione. D’altronde il palcoscenico italiano – televisivo soprattutto – da parte degli imbonitori di turno, offre agli utenti quello che è più immediatamente appetibile ed ‘eccitante’ sviando da quelli che sono i problemi quotidiani di famiglie, lavoratori, categorie meno garantite.
Fare un’analisi sulle recenti tornate elettorali, a partire dai concetti sopra espressi, sarebbe interessante, ma ci ruberebbe troppo spazio, anche se basterebbe solo citare uno dei dati emersi: a livello nazionale una persona su tre non è andata a votare.
Ma, con riferimento solo alle elezioni amministrative frascatane, mi pare che le affermazioni iniziali di questa riflessione, non siano del tutto peregrine. Ad esempio, nonostante da… secoli ci siano stati salti di fosso, ‘tradimenti’ e voltagabbana, mai come in questa tornata elettorale si sono visti trasformismi di ogni genere. Gente che è passata da un’aggregazione politica estrema all’altra con una nonchalance che sa tanto di presa in giro di molta parte di quell’elettorato che solo qualche tempo prima li aveva votati… in senso contrario! Ma come? chi era ‘di sinistra’ fino a pochi giorni prima, è passato ‘a destra’; chi ‘di centro’, ondivagando per qualche tratto, indifferentemente ha scelto l’una o l’altra posizione con un grado di coerenza che rasenta l’avanspettacolo (alludiamo alle piroette)!
Candidarsi (oltre che per completare liste altrimenti zoppe) è sembrato l’hobby del giorno. Gli aspiranti consiglieri comunali a Frascati superavano abbondantemente i 300 (solo un terzo nato a Frascati). Con motivazioni che a leggere i curricula degli stessi candidati veniva da chiedersi se facessero sul serio o ci stessero prendendo in giro. Infatti fa parte forse di un programma politico candidarsi quasi come una necessità dopo il pensionamento visto che non si ha più niente (o quasi) da fare o non ci sono altri hobby da scegliere? O glielo ha consigliato il dottore? E che importa all’elettore se il candidato è padre o futuro padre o madre di un bel pargolo (il giudizio è sempre soggettivo) o nonno o nonna di 4 o 24 nipoti!?
Ma rientrando nella politica ‘seria’è indubbio che una certa delusione degli ultimi anni della Giunta Posa, aveva colpito molti cittadini, elettori e anche iscritti al PD, eppure lo stesso Posa e le liste che sostenevano il candidato sindaco di centrosinistra, sono stati favoriti proprio da quanti… sono fuorusciti dal PD, creando liste alternative che al di là delle denominazioni collegate al rispettivo candidato sindaco potevano benissimo chiamarsi ‘Lista degli scontenti 1′, ‘Lista scontenti 2′, e così via (infatti i personaggi candidati a sindaco e buona parte dei loro sostenitori erano perlopiù usciti dalle ‘giunte Posa’ in anni precedenti o immediatamente prima delle elezioni: tanto per non far nomi, da Adotti a D’Orazio a Pacifici e via discorrendo). D’altronde non era ben chiaro quanto lo ‘scontento’ derivasse da una disattesa proposta e indirizzo politico dalla Giunta uscente o quanto da interesse più personale e individuale di assessorati o posti non ridistribuiti.
Ma la conclusione è che – pescando di qua e di là qualche consenso e spesso con una campagna elettorale non scevra dall’impiego di ingenti mezzi, compresi gli aerei! – molti non si sono accorti che sottraevano voti non solo alla candidatura ‘berlusconiana’, (arrivata a meno del 23%), ma anche al centrosinistra (si può ancora chiamare così?) vanificando quindi un eventuale ballottaggio e comunque non intaccando l’ascesa del candidato sindaco vincitore (sia pur con una lieve percentuale), fin dal primo turno. D’altronde ci sarebbe anche da fare una piccola riflessione sui mezzi a disposizione(aerei compresi) e spese sostenute da alcuni candidati per la campagna elettorale una causa in più a demotivare l’elettorato a recarsi alle urne e una in meno per votare candidati troppo invadenti…
Ora, con l’insediamento della ‘nuova’ giunta del sindaco Di Tommaso – figura rispettabile ma che deve dimostrare da subito di imprimere una svolta all’amministrazione precedentemente appiattita sulla figura del leader (leggi Posa) e alla vita cittadina, anche perché se ci siamo salvati da chi si candidava proponendoci Frascati come una sorta di ‘parcheggiopoli’ dei Castelli, non vorremmo che qualcuno insistesse a farne una ‘schiamazzopoli’ notturna, oltre che diurna, per il vantaggio (economico) di pochi ! Ma su questi argomenti e altri temi (come quello che la nuova Giunta riveda i parametri di Tarsu, ICI e via discorrendo), torneremo in seguito.

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