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Potito va in piazza

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Potito va in piazza

Potito va in piazza
settembre 28
16:12 2019

Nell’ultimo anno abbiamo visto alcune foto indimenticabili protagonisti bambini. Di alcune tanto tragiche vorremmo perdere memoria ma non è possibile. Quella del dodicenne Potito di Stornarella, con la sua borraccia d’ordinanza e un bel cartellone, seduto in strada da solo a manifestare venerdì 27 durante lo sciopero per il clima, per il futuro, per la terra, la guardiamo pensando dove metterla: se tra quelle da ricordare per sempre o fra quelle che non avremmo mai voluto vedere. Il ragazzino, i compagni di scuola impegnati, sembra, in altre attività, è sceso per strada nel suo Comune da solo e s’è messo in piazza col suo cartello, ispirato dal Cantico delle Creature. Voleva esprimere che l’attuale sistema economico stava avvelenando quella Terra Madre che nel Cantico è Sorella di San Francesco, e lui non avrebbe potuto sopportare in nessun caso una madre avvelenata e così è sceso a manifestare. Presto l’ha notato il sindaco, le sue foto hanno fatto il giro del web, è andato sui telegiornali e ha ripetuto la sua versione dei fatti. Con semplicità. Forse i media cercano una bambino simbolo come lo è Greta, ormai, per le giovanissime generazioni che hanno deciso, come primo passo, di usare la borraccia indistruttibile al posto delle bottigliette di plastica da mezzo litro, di mettersi una felpa col cappuccio e fare dei semplici cartelloni colorati nei quali scrivere il loro sdegno per l’indifferenza della politica e dell’economia degli adulti, non conoscendo di certo tutti i meccanismi che regolano l’una e l’altra ma vedendo bene, senza occhiali di alcun colore, i risultati che queste hanno provocato all’ambiente intorno del quale ci crediamo come genere umano padroni e gestori. «I bambini non ne sanno niente», come si sono miseramente difesi alcuni giornalisti, politici e altri, persone che fanno del cinismo parte della scorza che li tiene in piedi. La foto di Potito, solo in piazza, con la borraccia d’ordinanza, la felpa, un cartellone colorato e pieno del senso che ha voluto dargli, ispirato agli studi e alle letture della sua vita di dodicenne come gli altri, si porta dietro un carico emozionale senza pari: tutti d’accordo sul suo impegno e la sua intelligenza poiché sa spiegare perfettamente i motivi del suo gesto. Ma il fatto è che lì non avrebbe dovuto esserci se ci fosse un mondo adulto più responsabile che fa della protezione di se stesso e delle giovani generazioni l’obiettivo primario, molto prima del profitto immediato molto al di sopra del fatto di credersi il centro dell’Universo. Potito va in piazza: la sua foto ci commuove quanto ci fa vergognare. (Serena Grizi) – Immagine web

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