Notizie in Controluce

“Presentato in Senato il ddl che regolarizza il «sex work» in Italia

 Ultime Notizie
  • Pomezia, bandiere a mezz’asta in ricordo di Willy Monteiro Duarte Pomezia, bandiere a mezz’asta in ricordo di Willy Monteiro Duarte nel giorno dei suoi funerali. Il cordoglio dell’Amministrazione comunale   Il Comune di Pomezia aderisce all’iniziativa lanciata da Anci Lazio....
  • A ROCCA DI PAPA LE SCUOLE RIAPRONO IL 14 SETTEMBRE Come già assicurato in più occasioni, confermo la riapertura delle scuole comunali di Rocca di Papa per lunedì prossimo, 14 settembre. Le polemiche alimentate in queste ultime settimane di campagna...
  • Festival ArteScienza: dal 15 settembre gli appuntamenti al Goethe-Institut Rom Accelerazione||Decelerazione Roma, 8 settembre – 4 ottobre, 4 dicembre 2020   Dal 15 settembre il Festival ArteScienza al Goethe-Institut Rom. Fino al 25 settembre tutti i giorni, concerti/installazione con gli...
  • Gabbarini: “A Genzano le scuole riaprono con tante incertezze Gabbarini: “A Genzano le scuole riaprono con tante incertezze. In ritardo lo scuolabus ai Landi”  “A dispetto di quello che sta avvenendo in molti Comuni anche dei Castelli Romani, dove...
  • Cena con Delitto Rock Una cena avvolta nel mistero. Arriva domani la Cena con Delitto Rock. 12 Settembre RedRock via del Casale Santarelli 123 Ingresso gratuito   Una serata tinta di giallo, avvolta nel...
  • La campanella suona ancora!  Pochi semplici suggerimenti rivolti ai genitori per sostenere i propri figli nella ripresa delle attività scolastiche   Dopo mesi di prolungata sospensione delle attività scolastiche in presenza, la scuola riapre...

“Presentato in Senato il ddl che regolarizza il «sex work» in Italia

Marzo 06
16:51 2014

25-Senza-titolo-1Dipinto di Franco Farina

Notizia di agenzia – “Presentato in Senato il ddl che regolarizza il «sex work» in Italia: Partita Iva, patentino, certificati medici e perfino il permesso del comune a esercitare in casa… è arrivata ieri la proposta di legge per regolarizzare la prostituzione in Italia. Il ddl, firmato dalla

senatrice del Pd Maria Spilabotte e sostenuto anche da Alessandra Mussolini di Forza Italia prevede l’introduzione di quelli che vengono definiti «diritti e doveri per i sex worker», i lavoratori del sesso.”
Comprendo la “concretezza” della proposta bibartisan di Alessandra Mussolini (Forza Italia) e Maria Spilabotte (Partito Democratico) per la prostituzione legalizzata. Ma mi puzza di accatto, è la solita proposta a sfondo economico: “per battere la crisi, tassiamo le lucciole”. Che sarebbe come dire: “pecunia non olet”… Quindi in tempi di necessità meglio approfittare della corruzione e della prostituzione imperante, a tutti i livelli, in Italia, legalizzandola e tassandola. Ciò senza differenziazione fra maschi e femmine, tutti potranno prostituirsi “purché di sana e robusta costituzione e purché si muniscano di partita IVA e paghino la tangente allo stato”.
Il mio cuore trema di fronte alla vilificazione dell’amore implicita nella sconcia proposta.
La piaga della prostituzione è un segnale del malessere di questa nostra società e voler guadagnare sulla “malattia” è disumano e dimostra uno spirito debole.
Ammettere che il marcio possa divenire una fonte di reddito…? No, no! Lo stato dovrebbe invece disporre delle strategie per eliminare questo martirio della prostituzione e non “tassarne” i guadagni indebiti. Perciò ritengo le avances delle due parlamentari libertarie indegne di “elette” in Parlamento per lavorare al bene pubblico.
Pensare che il rapporto fra esseri umani possa essere risolto in termini di “prestazioni” è avvilente. La necessità di prostituirsi è una diretta conseguenza della mancanza di ecologia sociale nella nostra società consumista.
Forse il meretricio ha origine in conseguenza e da quando è stato istituito il matrimonio monogamo (e reso obbligatorio), altrimenti questa pratica non avrebbe senso in una società spiritualmente ed ecologicamente integra in cui l’amore e la sessualità possano essere vissuti in forme sane e libere e collettive.
Ad esempio se si sente la necessità della promiscuità amorosa si potrebbe compartecipare ad una “famiglia allargata”, ed esperimenti in tal senso sono stati tentati in diverse comunità. Non ha senso accondiscendere alla pratica prostitutiva solo perché si sente il bisogno di promiscuità sessuale, sarebbe invece sufficiente superare il matrimonio monogamo e accettare che vari tipi di legame possano manifestarsi nelle maglie della società. Saranno chiamati forse “harem” -sia al maschile che al femminile od al pansessuale- non fa nulla.
Ovviamente chi non desiderasse un rapporto promiscuo potrà sempre scegliere di unirsi in “rapporti preferenziali monogami”, l’importante è che l’amore prevalga e non lo scambio in denaro.
Infatti posso comprendere che si possa ricevere un compenso per un lavoro di qualsiasi genere, materiale, intellettuale, scientifico, etc. ma un rapporto “intimo” non può -secondo me- essere equiparato ad un “lavoro”, esso è solo una espressione dell’emozione umana di scorgere nell’altro se stesso, amandolo, e quindi non può rientrare nell’ambito delle “prestazioni”…. E poi cos’è questa mania di anglicizzare tutto? Come se “sex worker” fosse meno avvilente di puttana (o culattone).
Ma, vivendo nella società malsana in cui viviamo, sembra che la soluzione per sanare il deficit nazionale riposi nell’accettazione del deficit morale!
Paolo D’Arpini, presidente Circolo Vegetariano VV.TT.
Referente P.R. European Consumers Tuscia

Condividi

Articoli Simili

0 Commenti

Non ci sono commenti

Non ci sono commenti, vuoi farlo tu?

Scrivi un commento

Scrivi un commento