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Presidio contro la cementificazione

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Presidio contro la cementificazione

Aprile 28
06:13 2014

S.Maria delle Mole e Frattocchie.
In particolare, chiediamo che la società Idea Fimit, partecipata dall’INPS, annulli l’accordo quadro sottoscritto con la “Ecovillage” (società legata al costruttore Parnasi) che prevede una colata di cemento di 500.000 metri cubi per 4.000 nuovi abitanti su 50 ettari di Agro Romano. Tale progetto, lo ricordiamo, rientra nell’accordo di programma siglato dall’ex sindaco di Marino, Adriano Palozzi, e dall’allora governatrice della Regione Lazio, Renata Polverini nel 2011. In totale sono previsti un milione di metri cubi di cemento e 15.000 nuovi abitanti, i quali andrebbero di fatto a raddoppiare la popolazione già residente nelle frazioni, distruggendo per sempre centinaia di ettari di verde ricco di storia, reperti archeologici, falde acquifere e bellezze naturali.
Nonostante le rassicurazioni di alcuni dirigenti INPS, la società Idea Fimit, che di INPS gestisce il patrimonio immobiliare, non pare intenzionata a recedere dall’accordo quadro per il quale ha già versato ben 7 milioni di euro di caparra per entrare nell’affare insieme alla società Ecovillage.
Facciamo notare che l’accordo quadro del 31 luglio prevede che esso sia invalidato nel caso ci siano questioni legali pendenti sulla vicenda: così è, infatti presso il TAR del Lazio già dal 2012 sono stati depositati tre ricorsi da parte dei cittadini tramite lo studio legale che collabora con l’Assemblea contro la Cementificazione e, inoltre, ce ne sono diversi presentati dal comitato “Argine Divino Amore”.
Ad oggi i terreni che fanno gola ai palazzinari romani sono inoltre di tipo “artigianale”, a causa della sciagurata riforma generale del Piano Regolatore del 2004 che ne mutò l’originale destinazione agricola, ma rimangono comunque estranei a qualsiasi progetto legale di espansione edilizia. I giochi politici messi in atto dalla maggioranza di centro-destra marinese, con il beneplacito dell’opposizione consiliare, per trarre i benefici che tutti possiamo immaginare da un affare complessivo di quasi un miliardo di euro vanno contro le esigenze della popolazione intera che si trova già in condizioni difficili a causa della riduzione di numerosi servizi (sanità, istruzione, trasporti…) e che si vedrà ulteriormente cadere addosso “un’idea di sviluppo” che in realtà crea profitti per un dedalo di scatole cinesi riconducibili a pochi grandi magnaccia.
Andiamo a chiedere all’INPS di ritirarsi dalla cementificazione del nostro territorio e la restituzione immediata dei 7 milioni di euro di caparra, visto che i privati spesso si fanno forti di questi accordi come garanzie di concessione di prestiti dalle banche per i loro affari.
Ecovillage prevede di iniziare i lavori entro l’estate, sta a noi impedire lo scempio in una zona contigua al Parco dell’Appia Antica e sempre più sotto pressione di palazzinari e “boss” della monnezza (vedi discarica Ecofer).
E’ dove viviamo e nessuno ha il diritto di rovesciarci addosso un milione di metri cubi di cemento.
Mercoledì 30 aprile, tutti e tutte sotto l’INPS di via Ciro il Grande

Assemblea contro la Cementificazione

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