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Maggio 19
10:11 2019

Roma si espanse poco a poco e, sin dalle sue origini, assimilò i popoli che costituirono in seguito la Repubblica prima e l’impero poi. Con la sua caduta si “divise” tra Sacro Romano Impero (Occidente) e Costantinopoli (Oriente). Una serie di Stati nazionali successivi, dove l’Italia era a sua volta divisa in Stati, hanno costituito l’Europa per secoli. Fatta l’Unità d’Italia, le atrocità delle due guerre mondiali hanno contribuito alla sottoscrizione del Trattato di Parigi nel 1951 istitutivo della CECA (Comunità Europea del carbone e dell’acciaio) “base” per la futura Unione Europea; mentre sono del 1957 i Trattati di Roma istitutivi della CEE (Comunità economica europea) e dell’EURATOM. L’ultimo Trattato di riforma è del 2007, il Trattato di Lisbona (TUE e TFUE). Da allora in Europa non sono state fatte più guerre e ha regnato la pace, la libertà e la democrazia. Per arrivare a questa fase però, ci sono voluti all’incirca duemila anni. Ora, lungi da voler fare una ricostruzione storica esauriente, il significato che traiamo da queste poche righe è chiaro: l’Europa deve raggiungere l’unione politica, ossia economica, fiscale e di difesa o no? Ciò che fin qui è stato raggiunto in termini fattuali sembra protendere verso la prima direzione ma, se così è, allora ciò che manca all’attuale assetto è per l’appunto l’unione politica. L’Europa dovrà assumere le sembianze di uno Stato unitario o di uno Stato federale? Se consideriamo gli attuali Stati come Regioni dello Stato Europa, esso avrà una differenza di popoli, tradizioni e valori inevitabile: sfumature dell’essere cittadini europei. E le Istituzioni di un probabile Stato Federale come potrebbero essere per meglio corrispondere a un disegno democratico e il più vicino possibile ai cittadini europei? Attualmente le istituzioni sono il Parlamento europeo -i membri sono eletti dai cittadini europei ed esercita funzioni legislative e di bilancio con il Consiglio-, Consiglio europeo –è composto da capi di Stato o di governo e ha funzioni di politica generale-, Consiglio –composto da un rappresentante ministeriale per ciascun Stato membro-, Commissione europea -composta da cittadini scelti da Stati membri, ha iniziativa legislativa, da esecuzione al bilancio e gestisce i programmi-, Corte di giustizia dell’Unione europea –si pronuncia sui ricorsi presentati da Stato membro, istituzione o persona fisica o giuridica e in via pregiudiziale su richiesta giurisdizioni nazionali sulla interpretazione diritto Ue o sulla validità atti-, Banca centrale europea (“diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote” come stabilisce l’art. 128 TFUE) e Corte dei conti (“assicura il controllo dei conti dell’Unione” come stabilisce l’art. 285 TFUE) come stabilisce l’art. 13 TUE (Trattato sull’Unione europea). Un Senato Europeo potrebbe sostituirsi all’attuale Consiglio? E l’attuale Parlamento come Parlamento Federale? I senatori eletti su base nazionale e gli onorevoli su base regionale? Gli Stati membri perderebbero il bicameralismo sostituito da un Senato e da un Parlamento per ogni Regione e un Consiglio per ogni Comune? Il Senato Federale Europeo assumerebbe un carattere più “nazionale” mentre il Parlamento Federale Europeo più “regionale”? Il Consiglio sostituito dal Senato Federale, il Consiglio Europeo eliminato e il costituendo Consiglio dei Ministri con vertice un presidente prenderà il posto della Commissione? A ciò naturalmente dovrà seguire una struttura “burocraticaprocedurale” semplice, efficiente ed efficace. Per quanto riguarda le materie, quelle che hanno un’“incidenza europea” saranno appannaggio esclusivo del futuro Stato Federale Europeo, rispettando gli Stati nelle loro Costituzioni e tradizioni “compreso il sistema delle autonomie locali e regionali”, dove “qualsiasi competenza non attribuita all’Unione nei trattati appartiene agli Stati membri” (art.4 TUE). Infatti, l’art. 5 TUE stabilisce che “La delimitazione delle competenze dell’Unione si fonda sul principio di attribuzione. L’esercizio delle competenze dell’Unione si fonda sui principi di sussidiarietà e proporzionalità.”, “In virtù del principio di sussidiarietà, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva l’Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri”. D’altronde, la stessa Europa è una parte, una “Regione” del Mondo. Da un passo della dichiarazione del Ministro degli esteri Francese Robert Schuman del 1950 leggiamo che “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto.”; mentre la Dichiarazione di Roma-firmata a Roma nel marzo 2017- conclude affermando che “L’Europa è il nostro futuro comune.” Le culture dei Popoli europei nella cultura del Popolo europeo come cittadini del Mondo? Infatti, l’art.1 TUE afferma che “Il presente trattato segna una nuova tappa nel processo di creazione di un’unione sempre più stretta tra i popoli dell’Europa, in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini.”; mentre l’art.2 TUE che “L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani…in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.” Ciò che asseriamo non è certo una novità. Infatti, l’art.3 TUE afferma che “Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.” e L’art. 4 TUE che “L’Unione rispetta l’uguaglianza degli Stati membri davanti ai trattati e la loro identità nazionale”. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (CDFUE) nel preambolo stabilisce che “I popoli d’Europa nel creare tra loro un’unione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.” Naturalmente le Costituzioni dei singoli Stati permarranno con tutti i loro principi, valori e attribuzioni. L’articolo 11 della nostra Costituzione italiana consente limitazioni della propria sovranità “necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni” e l’articolo 117 afferma che “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.” Da tener presente anche gli articoli 116 e 118 Cost. Incentrare il dibattito sull’unione politica dell’Europa anziché sulla sua permanenza o meno? I partiti nazionali devono essere responsabili e battersi per un’Europa migliore, rafforzando quel senso di appartenenza ai principi, valori, tradizioni, diritti e democrazia. A quanto pare non siamo nell’oscurità. Il tracciato c’è già. Basta guardare all’attuale assetto europeo. Basta solo fare quei piccoli passi per dare corpo a un sogno antico. Lo Stato Federale garantirebbe unità e autonomia all’interno e sicurezza all’esterno. L’integrazione europea occidentale si è manifestata tramite due metodi: il metodo della cooperazione intergovernativa (“prevalenza organi di Stati”; “prevalenza del principio dell’unanimità”; “assenza o rarità del potere di adottare atti vincolanti”) e il metodo comunitario (“prevalenza degli organi di individui”; “prevalenza del principio maggioritario”; “ampiezza del potere di adottare atti vincolanti”; “sottoposizione degli atti delle istituzioni ad un sistema di controllo giurisdizionale di legittimità: proprio perché le istituzioni sono dotate del potere di adottare atti vincolanti”). Sicuramente i legami che crea lo Stato Federale sono stabili rispetto a Stati totalmente indipendenti. Come si dice? L’Unione (europea) fa la forza. Europa, nel mito, è una fanciulla, ossia un’unica e indissolubile personalità.

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