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Pro-Loco Ciampino: Natale Sciara intervista Lina Furfaro

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Pro-Loco Ciampino: Natale Sciara intervista Lina Furfaro

Pro-Loco Ciampino: Natale Sciara intervista Lina Furfaro
18 Febbraio
16:28 2020
  1. N. So che hai ricoperto diversi incarichi nella scuola, sei stata responsabile dell’organizzazione di plesso scolastico per diversi anni e ti occupi della parte sindacale giusto?
  2. Sì, attualmente sono rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nel mio istituto comprensivo, soprattutto però sono insegnante di scuola primaria.
  3. N. Oltretutto sei una scrittrice con all’attivo ben nove libri di carattere vario, ma essenzialmente romanzi e perlopiù ambientati nella tua regione di origine che è la Calabria e l’impronta è essenzialmente di carattere socio-storico con particolare sensibilità verso il mondo della tua professione.
  4. Sì, molti miei scritti hanno un carattere pedagogico: “La maestra Tita”; “Ferruzzano – Diario 1916 -1918”; altri un carattere storico/divulgativo “Gerace, il monastero di Sant’Anna”, “Giuditta Levato”, “San Jeiunio”. L’ultimo mio lavoro è un monologo teatrale “Tommaso Campanella. L’ostinato”.  In ogni caso i miei lavori più importanti nascono dalla mia passione per i documenti, dalla ricerca negli archivi storici che frequento fin da ragazza. A Locri abbiamo la fortuna di avere la Sezione dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria. Poi qua ho continuato la ricerca coinvolgendo anche amiche nella mia passione. I documenti  stimolano il mio interesse: li leggo con attenzione, poi i fatti pungolano, esortano a immaginare il contesto e le emozioni dei personaggi incontrati tra le carte. La fantasia fa il resto e ne viene fuori una sorta di romanzo storico e spesso i protagonisti sono state donne coraggiose, determinate.
  5. Ma il romanzo con titolo “Testimone l’orizzonte” scritto a quattro mani con Rita Gatta è di ambientazione Castellana, anche se nello sfondo ci sono cento anni di storia italiana fino agli anni ’60 del secolo scorso, cioè fino all’avvento dell’epoca consumistica. Anzi, conoscendo la produzione letteraria dei Colli Albani che sta vivendo un momento felice con la pubblicazione di opere anche originali, mi permetto di dire che è uno dei libri più belli e rappresentativi di un certo spirito in senso generale dei Castelli Romani.
  6. “Testimone l’orizzonte” è stata un’esperienza eccezionale. Ho chiesto più volte a Rita di scrivere un romanzo assieme e quando è arrivato il momento abbiamo concordato l’argomento: protagonista una donna di Rocca di Papa per rendere appetibile la storia di questo bel paese castellano. Attraverso questa figura femminile ritrovata poi con grande gioia anche negli archivi, abbiamo costruito usi, costumi, fatti e vicissitudini… incastonati con grande impegno in una trama accattivante.  Uno dei libri più belli: direi che per il suo genere, romanzo storico, riguardo i Castelli ne ho letti pochi e “Testimone l’orizzonte” ha avuto ottime recensioni anche da parte di persone competenti. Per il resto lascio agli altri la valutazione della bellezza e della qualità dell’opera: oltre tre anni di lavoro assieme a Rita Gatta. Tra ricerca, lettura, scrittura, scambio di opinioni…  una crescita rilevante anche per il  continuo confronto, d’obbligo ancor più quando si scrive a quattro mani.
  7. Tu ormai da molti anni sei residente a Ciampino e sei la scrittrice che ha pubblicato di più anche se non opere legate alla città. Hai mai pensato, a questo proposito, di scrivere qualche cosa che riguardi la città che ti ospita e alla quale tra l’altro offri un contributo culturale partecipando attivamente alla Rassegna dei Martedì Pro-Loco da me coordinata?
  8. Tempo fa andando nell’Archivio Centrale dello Stato ho cercato: ho trovato il carteggio del Progetto Città Giardino legato al nuovo aeroscalo, parliamo degli anni precedenti la prima guerra… quando era ancora territorio del Comune di Marino. Tu parlando della città di Ciampino ti riferisci alla città nata nel 1974. No, per il momento non ho in programma nulla se non il continuare a collaborare con piacere alla vita sociale ciampinese.
  9. Tra l’altro hai il merito di aver curato una raccolta poetica e un romanzo di Domenico Cannizzaro, che da anni, dopo una stagione di impegno, aveva abbandonato la scena letteraria.
  10. Sì, e la mia collaborazione all’identità culturale della città di Ciampino può essere avvertita anche attraverso questo tipo di dedizione, valorizzare chi scrive, divulgare la conoscenza di cittadini che vanno incoraggiati a pubblicare. In questo caso il professore Domenico Cannizzaro ha contribuito a dare un volto a diverse generazioni visto che ha insegnato qua per molti anni materie letterarie, ha pubblicato una piccola antologia con i suoi alunni; una vita dedicata alla lettura, alla scrittura e al lavoro di educatore, ma mai aveva preso l’iniziativa di pubblicare fino a quando non l’ho incoraggiato valorizzando i suoi versi e il suo romanzo, scritto nel 1958 in Calabria, letto da scrittori suoi amici La Cava e Saverio Strati, apprezzato anche da Sciascia, ma mai dato alle stampe.
  11. So tra l’altro, che sei impegnata anche nel mondo del teatro, vuoi parlarne?
  12. Con una compagnia teatrale di Roma “I Capocotti” ci divertiamo nel tempo libero. Ho preso parte a diversi spettacoli tra cui quello più conosciuto intitolato “Ndrangheta”, dove recito soprattutto in dialetto calabrese, una commedia sulla legalità molto simpatica portata anche nelle scuole a Roma riscuotendo molti consensi. Inoltre posso dire di essermi avventurata nella scrittura teatrale con un monologo su Tommaso Campanella – L’ostinato, chiestomi e portato in scena dall’attore Antonio Tallura. Una grande soddisfazione per il successo avuto al Festival del Teatro Classico “Tra mito e storia” e nelle scuole in Calabria.
  13. Quali sono i tuoi progetti letterari per il futuro?
  14. In questo momento non sto scrivendo. Il tempo libero comunque lo dedico alla lettura, ma è il tempo che precede la scrittura solitamente.
  15. Anche tu hai partecipato alla bella e proficua iniziativa promossa dal Comune di Frascati che aveva per titolo “Castelli di Scrittori” testimoniata dalla pubblicazione “La dimensione letteraria dei Castelli Romani” e dai video su “You Tube” riportanti interviste dei partecipanti.
  16. Sì, una esperienza molto positiva che ci ha permesso di conoscerci e confrontarci con autori dell’area dei Castelli Romani. Una iniziativa eccezionale che ci ha portati in giro per i Colli Albani proponendo le nostre produzioni letterarie.
  17. A proposito di letture ed autori, hai delle preferenze?
  18. Se proprio devo scegliere preferisco il romanzo storico, le biografie romanzate, la storia locale.
  19. La città di Ciampino è legata in qualche modo a P. P. Pasolini e Vincenzo Cerami, due figure importanti della cultura italiana degli ultimi decenni, tanto che ad essi sono stati dedicati la biblioteca cittadina al primo e il teatro al secondo. Ma essi con la loro presenza in città appartengono alla Ciampino frazione di Marino; tu senti in qualche modo di riempire un vuoto culturale cercando di dare un’anima a questa giovane città che sta crescendo?
  20. Penso che la vita di Ciampino non nasca nel momento dell’istituzione, dicembre 1974, le due figure che dici fanno parte a tutti gli effetti del paese che già andava prendendo le sue caratteristiche moderne con pro e contro, note e ben diverse dal paese di Marino. Come dicevo prima mi fa piacere contribuire alla vita socio-culturale attraverso la mia modesta esperienza. Presentando il romanzo “Giuditta Levato” ho più volte detto che la Via dedicata a questa donna calabrese è un modo di condividere assieme gli avvenimenti del passato. La microstoria edifica la macrostoria. Scrivendo la biografia ho contribuito, in questo senso sì, partecipo e mi fa piacere, anche perché non esisteva un libro e quasi nessuno conosceva la storia della donna che l’Amministrazione ha inserito nella toponomastica. Anche i figli stessi della donna avevano molti dubbi sulla sentenza archiviata.
  21. E la Rassegna dei Martedì Pro-Loco negli ultimi 25 anni ha rappresentato un punto di riferimento importante per stimolare molte persone alla creazione ed alla pubblicazione di numerose opere che sono nate negli ultimi decenni; questa iniziativa che è una esperienza unica per la durata di 24 anni – per ben otto mesi all’anno dà spazio settimanalmente a scrittori, studiosi e poeti presentando libri- e che nel tempo ha ospitato presenze di primo piano della cultura castellana, romana e nazionale… Come la vivi? Gradirei un tuo parere di persona impegnata a tutto campo nella cultura.
  22. Ormai partecipo a questa Rassegna da oltre undici anni e posso dire con entusiasmo che è un riferimento molto valido per vari aspetti, è un ritrovarsi tra autori e con il pubblico attento e presente, uno spazio che mantiene vivo il dibattito culturale. Ciò che voglio evidenziare però è che per quanto partecipata, l’iniziativa, non è sufficientemente reclamizzata visto che è una manifestazione che offre una grande opportunità sul territorio anche ai giovani.

 

 

 

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