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ProgettiamoCi. Esperienze di Progettazione Partecipata.

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ProgettiamoCi. Esperienze di Progettazione Partecipata.

Ottobre 30
13:56 2009

La presenza del tessuto associativo cittadino.
Il Coordinamento IGDOLAB vive dell’apporto costruttivo di realtà associative e singoli cittadini che operano nei più svariati settori della vita sociale e culturale della città, unite dal comune denominatore dell’impegno per un cambiamento che riguardi il senso di appartenenza alla comunità, la salvaguardia del patrimonio storico e culturale, l’attenzione ai valori ambientali, la solidarietà, il consumo consapevole, la promozione di scelte e prassi ecosostenibili, la preoccupazione verso assetti e politiche urbane che siano pienamente confacenti alla vivibilità del territorio.
La mostra fotografica (dal 18 ottobre)
Nella settimana precedente gli incontri svoltisi in Sala Consiliare e Sala Convegni è stata allestita, nel sottopasso della stazione ferroviaria di Ciampino, una mostra fotografica sull’IGDO e sulle esperienze partecipative realizzate in altre realtà italiane. L’interesse riscontrato, la curiosità e anche lo stupore della scoperta-riscoperta di un patrimonio architettonico e urbano che, nonostante la sua massiccia evidenza, sembrava essere stato liquidato come un rudere irrecuperabile, hanno ancora una volta dimostrato che “le percezioni” indotte dalle parole d’ordine ripetute per anni possono essere ribaltate dalla conoscenza e dall’oggettività dei fatti. Uno spiacevolissimo equivoco, che speriamo involontario, con le FS ha provocato l’arbitraria
rimozione anticipata della mostra, nonostante fosse stata regolarmente autorizzata con l’adempimento di tutte le procedure richieste. Di questo increscioso incidente IGDOLab, chiederà conto e ragione ai competenti organi FS per il risarcimento dei danni. Il Convegno sulla Progettazione Partecipata (23 ottobre) Una occasione di ascolto e confronto per conoscere le esperienze già vissute da altre comunità che hanno portato avanti progetti condivisi e per capire i punti di vista di amministratori, tecnici, associazioni e cittadini che li hanno resi possibili, in particolare a Locate del Triulzi (MI), a Livorno e a Modena. Giulio Moini docente della Sapienza, facoltà di Sociologia ha illustrato le pratiche della partecipazione, le loro origini, le tecniche, i punti di forza e di debolezza. E’ emersa l’opportunità di un ricorso più frequente a questa metodologia in risposta alla crisi sempre
maggiore dei tradizionali modelli di rappresentanza democratica. Il voto e la delega si rivelano insufficienti nella risoluzione dei conflitti e nel fornire risposte adeguate ai bisogni collettivi, in una fase storica in cui il rapporto fiduciario tra elettori ed eletti è ridotto ai minimi termini. Di contro non si sono sottaciute le difficoltà nel coinvolgimento attivo di percentuali significative di
cittadinanza e ne sono state analizzate le cause: disinformazione, sfiducia, carenza di tempo ed energie da sottrarre al privato di ognuno, scarso senso di appartenenza alla comunità, soggezione rispetto alle proprie carenze culturali, senso di inadeguatezza che preclude la volontà di proporre soluzioni comunemente affidate ad “esperti” o presunti tali.
La tavola rotonda: rendere le parole fatti (24 ottobre 2009) Un lungo pomeriggio di dibattito tra amministratori, tecnici, politici e cittadini per capire come i metodi e le esperienze di progettazione partecipata illustrati potessero essere messi a frutto nel
caso specifico della riqualificazione dell’IGDO. Si sono succeduti numerosi interventi fino a tarda sera, sia sul metodo che sul merito delle questioni affrontate, ripercorrendo le vicende politico amministrative del complesso e ponendo precisi interrogativi sulle prospettive future. Soprattutto si è cercato di capire se vi fosse la disponibilità, da parte del Sindaco e della Giunta, ad avviare un processo realmente inclusivo, che riconosca nell’incontro e nella molteplicità delle proposte possibili una preziosa occasione di crescita culturale e sociale collettiva. E’ stato ampiamente dimostrato durante il dibattito che in questi processi, se opportunamente coordinati, è possibile giungere alla sintesi, ossia a soluzioni largamente condivise, che consentono la realizzazione degli interventi in tempi più brevi rispetto al consueto processo di progettazione. Nonostante questo la volontà politica dichiarata è stata quella di affidare la soluzione della vicenda ad una specifica Commissione Consiliare, che dovrà
occuparsi di affrontare il problema. Il Sindaco ha più volte espresso in maniera chiara forti resistenze su un possibile ribaltamento dei tradizionali meccanismi decisionali, dichiarando di non volere adottare varianti di PRG che riportino il complesso ad una destinazione di servizio pubblico, per timore che l’amministrazione possa essere trascinata in beghe giudiziarie. Ha inoltre
indicato di preferire un referendum alla capacità di elaborazione collettiva di chi non riveste ruoli istituzionali, forse per il timore di non poterne controllare pienamente l’esito.
Considerazioni conclusive e prospettive future La chiarezza rappresenta in qualsiasi caso un dato apprezzabile e un passo avanti rispetto all’ambiguità riscontrata in questi ultimi due anni circa. Alla luce dei fatti, viene però da chiedersi: che senso ha avuto la Delibera di Giunta che istituiva, nel gennaio 2008, un fantomatico Laboratorio sull’IGDO? E ancora: che senso hanno avuto le mozioni consiliari, votate all’unanimità, che “impegnavano” Sindaco e Giunta a procedere con il suddetto inesistente
Laboratorio?
Ma è tempo d i Andare Avanti e di accettare le sfide che ci si presentano.
Il riscontro che  abbiamo avuto sui temi posti al dibattito cittadino da ProgettiamoCi ci incoraggia al di là di ogni nostra aspettativa. Ed ancor più ci incoraggia la Meraviglia ed il Disappunto che ha suscitato la mostra fotografica allestita nel sottopasso della stazione fs, tra i cittadini che andavano o tornavano dal lavoro. Meraviglia nel vedere durante i quattro giorni che le foto sono state al loro posto, spazi inimmaginati dietro muri che si credevano cadenti. Disappunto nel non ritrovarle più
quelle foto, d’improvviso e senza alcuna plausibile ragione.
Sì, siamo sempre più convinti. Quel cuore ferito della città che per troppi anni è stato l’Igdo, deve tornare a pulsare.
Coordinamento IGDOLAB
https://sites.google.com/site/igdolab/
http://igdolab.blogspot.com/

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