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Progetto “Donna sicura”

Aprile 13
22:00 2011

A questa ottimistica ipotesi si contrappongono purtroppo episodi di violenza e aggressione che sono materia prima per gli articoli di cronaca. Ancora, quante volte è capitato che un’amica o una parente, una collega o anche una perfetta sconosciuta raccontasse in privato o in tv, o sui giornali di essere stata infastidita, minacciata, perseguitata da qualcuno che non intendesse disinteressarsi a lei, magari frustrato da un rifiuto o con una sorta di vendicativa rivalsa nei suoi confronti? Purtroppo in alcuni casi non sono solo paure e timori infondati: in questi ultimi anni sta balzando tristemente alle cronache un’altro tipo di violenza, soprattutto psicologica, lo stalking. Si tratta di un comportamento che porta qualcuno, lo stalker, ad assumere una serie di atteggiamenti persecutori che vanno dalla telefonata assillante, alle lettere, agli sms ripetuti e continui, agli appostamenti: la vittima non vive più, è ossessionata, vive in un continuo stato di tensione che la porta alla paranoia, al terrore, annullando la sua personalità, togliendole ogni forza per reagire. Soprattutto di questo si è parlato il 5 marzo nell’Aula Consiliare, alla presenza delle Autorità cittadine, nel corso di un incontro finalizzato al progetto “Donna sicura”, con la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Educative e Sociali e l’Associazione Kari No Yado , dell’istruttore Fesik (Federazione Educativa Sportiva Italiana Karate) Andrea Panattoni. Francesca Re, legale dell’Associazione stessa, è intervenuta con un interessante approfondimento circa le norme legali che regolano la difesa personale, con chiari e mirati riferimenti di legge e consigli circa le modalità con le quali affrontare una situazione di aggressione, sia dal punto di vista legale, che della gestione della vita di tutti i giorni. La vittima, diceva, tende a restare in casa, ha paura ad affrontare la quotidianità; si deve invece reagire, anche preparandosi fisicamente a una propria gestione di difesa personale. E qui poco dopo è stata organizzata una lezione pratica nella palestra comunale, dove l’istruttore Panattoni coadiuvato da uno staff di collaboratori, ha presentato e fatto sperimentare alle persone presenti, le tecniche di difesa personale di Krav Maga, una pratica di combattimento basata sulla rapidità della reazione della vittima, attraverso una serie di apprendimenti veloci ed efficaci. Anche persone non più giovani e scattanti possono avere la possibilità di organizzare una prima difesa che consenta di allontanarsi e chiedere aiuto in caso di aggressione. L’esercitazione, nonostante la gravità della problematica affrontata, si è svolta in un clima di gioiosa partecipazione dei presenti che, pur nella leggerezza del lavoro svolto, hanno comunque tratto preziosi suggerimenti di difesa personale, con la speranza, comunque, di non aver mai l’occasione per sperimentarli nella realtà.

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