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PROROGA | Avremo anche giorni migliori. Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche | fino a domenica 1 marzo 2020 | Museo di Santa Giulia, Brescia

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PROROGA | Avremo anche giorni migliori. Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche | fino a domenica 1 marzo 2020 | Museo di Santa Giulia, Brescia

PROROGA | Avremo anche giorni migliori. Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche | fino a domenica 1 marzo 2020 | Museo di Santa Giulia, Brescia
08 Dicembre
12:18 2019

Prorogata sino a domenica 1 marzo 2020 la mostra 
“Avremo anche giorni migliori.
Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche”

  
presentata da
Fondazione Brescia Musei
Comune di Brescia

a cura di Elettra Stamboulis
Museo di Santa Giulia, Brescia

«Gli occhi dei personaggi che disegno sono più grandi del normale.
Sono estremamente aperti e grandi. Perché gli occhi sono testimoni di tutto…
Parlare non basta, lo so già. Sono gli occhi dei personaggi che raccontano ogni cosa»

Zehra Doğan

Il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei, diretta da Stefano Karadjov, rispondono all’entusiasmo di pubblico annunciando la proroga della prima mostra personale in Italia dell’artista e giornalista curda Zehra Doğan (Diyarbakir, Turchia, 1989) “Avremo anche giorni migliori – Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche” sino a domenica 1 marzo 2020 nella cornice del Museo di Santa Giulia a Brescia.

Nel breve periodo di apertura – che ha coinciso con le due settimane di programmazione del Festival della Pace di Brescia – la mostra ha riscontrato infatti un grande successo: oltre 3.000 visitatori, con una media giornaliera di 200 presenze, ai quali si aggiungono le circa 300 persone che hanno partecipato all’inaugurazione serale del 15 novembre 2019. Proseguono anche le attività didattiche, a cura dei Servizi educativi della Fondazione, dedicate alle scuole e le visite guidate per adulti, così come i laboratori per le famiglie. Dall’opening sono state prenotate 9 visite guidate per gli adulti e 19 per le scuole.

Inoltre, sabato 23 novembre 2019 Zehra Doğan è stata protagonista di un appuntamento presso il Museo di Santa Giulia, in cui ha realizzato dal vivo in presenza del pubblico il ritratto di Hevrin Khalaf, alla quale l’opera è dedicata. Hevrin Khalaf era la segretaria generale del Partito del Futuro siriano, attivista per i diritti delle donne e in prima linea per il riconoscimento dell’identità del popolo curdo, ed è stata uccisa il 12 ottobre 2019 da alcuni uomini appartenenti alle milizie mercenarie arabe che appoggiano l’offensiva turca. Le pagine del giornale utilizzate come supporto dell’opera sono dei giorni in cui la notizia dell’uccisione è stata diffusa dai media. La performance ha accolto 200 visitatori e l’opera prodotta verrà incorniciata e inserita nel percorso espositivo della mostra, oltre alla realizzazione di un video dedicato al racconto di quella speciale giornata.

“Avremo anche giorni migliori – Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche” è un progetto originale curato da Elettra Stamboulis e costituisce la prima mostra di impianto critico curatoriale dedicata all’opera della fondatrice dell’agenzia giornalistica femminista curda “Jinha” e sarà aperta al pubblico da sabato 16 novembre 2019 a domenica 1 marzo 2020. Durante le festività natalizie, il 25 dicembre la mostra sarà eccezionalmente aperta dalle 16.00 alle 20.00 con ingresso gratuito.

Dopo il grande successo della performance organizzata lo scorso maggio presso la Tate Modern di Londra, città in cui Zehra Doğan ha scelto provvisoriamente di vivere il proprio esilio, l’artista è ora protagonista a Brescia di una potente esposizione, in occasione della sua partecipazione al Festival della Pace, organizzato dal Comune di Brescia e dalla Provincia di Brescia.

Performance al Museo di Santa Giulia.

L’arte di questa artista si interseca e intreccia con la vicenda personale e, inevitabilmente, con i drammatici eventi politici della più stringente attualità. La mostra fa luce sulla sua poetica, affrontandone le tematiche e i motivi ricorrenti, evidenziandone la complessità linguistica e mostrando l’ampia gamma di supporti e tecniche utilizzate per produrre opere d’arte: oggetti inconsueti, estremamente fragili, ma di grande potenza espressiva.

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