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Quale modello di gestione per il Distretto delle Eccellenze?

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Quale modello di gestione per il Distretto delle Eccellenze?

Marzo 01
11:59 2010

Un obiettivo importante dunque, per tutto il partenariato del Distretto, fatto di oltre 40 soggetti tra enti pubblici e privati, guidati dalla Comunità Montana Castelli R. e P., che, in qualità di ente capofila, ha svolto un’intensa attività di animazione e concertazione sul territorio per formulare un piano aderente alle reali esigenze delle imprese agricole Ora tutti questi enti, uniti fin qui da un’associazione temporanea di scopo, devono darsi una forma giuridica per poter operare nel territorio come soggetto unico. Il primo passo dunque per la realizzazione del Piano di Distretto, è la costituzione degli organi statutari, con la scelta del modello gestionale e organizzativo.

 

” Scelta a dire il vero piuttosto obbligata – ha spiegato il Presidente della Comunità Montana Castelli, Giuseppe De Righi, in un incontro con i partner presso l’azienda agricola Relais Nadine a Frascati la settimana scorsa – in quanto la Regione ha indicato la costituzione solo di Società per Azioni, anche se avremmo preferito una struttura più snella e semplice”. ” La scelta che ci resta – ha proseguito nel suo intervento – è tra una SpA costituita dal comitato promotore, che poi mette in vendita le quote alle aziende, oppure una SpA di tipo consortile – quella che vogliamo suggerirvi – dove tutti gli imprenditori partecipano da subito all’acquisto della quote, assicurando una reale partecipazione dal basso alla società. I tempi sono più lunghi ma sicuramente il risultato è migliore”. Il Presidente ha infatti sottolineato l’ importanza che la partecipazione dei privati sia massima, per sostanziare le azioni del Piano che contengono i progetti di investimento delle aziende, ispirati a criteri di alta qualità sul piano della produzione e della commercializzazione dei prodotti. “In ogni caso la partecipazione “privata” non dovrà essere inferiore al 51%, come la legge sui Distretti indica.”

 

La proposta della Comunità Montana ha trovato eco negli altri esponenti del Distretto intervenuti dopo De Righi, dal consigliere provinciale Sergio Urilli, al presidente della Coldiretti Davide Granieri e al rappresentante della Confcooperative Giuseppe Sparvoli.

 

Tutti i presenti alla riunione hanno ricevuto una copia della bozza di statuto della Spa Consortile e della relativa manifestazione di interesse, a disposizione delle aziende, operatori ed enti che vorranno esprimere la propria volontà a sottoscrivere le quote societarie. ” Avete tempo fino al primo marzo – ha ricordato il presidente della Comunità Montana – per mandarci le manifestazioni di interesse, o anche richieste di integrazione o correzione della bozza di statuto da noi proposto”.

 

Il Piano di Distretto, approvato dalla Regione e pubblicato sul BURL della Regione Lazio n.20 (supplemento 6 del 13/02/2010) è adesso a tutti gli effetti un atto di programmazione, in base al quale si possono e si debbono attivare azioni concrete, attuando i progetti in esso contenuti. L’opportunità più immediata per reperire le risorse necessarie all’attuazione è offerta dai Fondi regionali per l’Agricoltura, previsti nel Piano di Sviluppo Rurale- 2007-2013, su cui il Distretto di fatto si è già mosso, candidando due Progetti di Filiera, dedicati al Vino e al sistema Foresta-Legno ed un Progetto Leader (Asse IV PSR) denominato “Terre di qualità”.

 

” Per tutte e tre le proposte, che prevedono risorse complessive per circa 17 milioni di euro, siamo in attesa dei decreti di assegnazione definitivi – spiega il Direttore generale della Comunità Montana Rodolfo Salvatori – visto che tutti e tre sono stati già dichiarati ricevibili.”

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