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Raccolta di Svrìnguli Svrànguli in Sala Consiliare

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Raccolta di Svrìnguli Svrànguli in Sala Consiliare

luglio 12
10:25 2010

Rare volte la presentazione di un libro richiama tanta sentita attenzione, ma qui c’era più di un motivo perché ciò si verificasse. Nell’esprimere la sua gratitudine a Rita per come ha saputo ben tratteggiare la storia della comunità roccheggiana, il sindaco Pasquale Boccia ha rilevato come abbia rappresentato tale evento una pagina bella per la città che governa, poiché “l’uomo di oggi ha bisogno di queste boccate di aria fresca”. Maria Pia Santangeli, apprezzata scrittrice dei Castelli, presente con una sua bella e acuta postfazione in quarta di copertina, ha parlato dal tavolo dei relatori di “complicità positiva” dell’autrice con la storia del luogo e della condivisione che ne consegue. Profonda la sua analisi del testo, di cui solo riportiamo qualche passo: “In quanto amica di Rita ho visto nascere questo libro, un libro importante, il primo libro di poesie in dialetto che tratta la lingua dei padri, ricchissimo di motivi e di spunti, secondo il proprio sentire. Una voce al femminile a più registri, capace di trattare gli affetti senza cadere nel sentimentalismo, e di fare critica con giocosità”. Armando Guidoni, nella sua veste di editore, nel rendere omaggio a Rita Gatta in qualità di collaboratrice del mensile Notizie in… Controluce che egli dirige, e che sensibile alla cultura del territorio accoglie tra le sue pagine una rubrica bimestrale di poesie dialettali, torna ad evidenziare come l’opera di Rita Gatta sia la prima del genere per il comune di Rocca di Papa, qualcosa di cui forse si sentiva la mancanza: “Un pensare spontaneo come il dialetto aiuta a legare storia e tradizioni, e l’amore nei confronti del paese e dei concittadini di cui questa opera è intrisa, non può che essere corrisposto”. “Scrivo tanto” dice Rita Gatta nel chiudere gli interventi. “La scrittura mi permette di ricostruire il passato, di dare voce a chi non c’è più. Nello scrivere cerco uno sfogo, specialmente nel sonetto liberatorio, e risolvo situazioni. Per questo ringrazio anche quelle persone che mi fanno contrariare e in risposta mi portano a scrivere”. E prosegue Rita Gatta con i ringraziamenti, che sono tanti e motivati. Per l’Amministrazione che le ha concesso il patrocinio e il contributo per la pubblicazione del libro e che la ospita per la presentazione nella “sala calda”, per lo staff di Controluce presente in sala e per Armando Guidoni “icona della pazienza e disponibilità”, per Simone Artibani per la foto in copertina e per Carfagna, Croce, Gentilini e Piacentini per le illustrazioni che ancor più valorizzano il libro, per l’amica Lina Furfaro, scrittrice della Calabria che l’ha aiutata nel glossario e per Maria Pia Santangeli che ha messo a disposizione per la realizzazione del libro la sua lunga esperienza di autrice, e per finire ha ringraziato familiari e amici che le sono stati vicini supportandola concretamente in ogni fase della bella avventura editoriale. Il libro, corredato di cd, è andato letteralmente a ruba fra i presenti. Le letture di Alfredo, il figlio di Rita che ha dato prova di grande dimestichezza col dialetto roccheggiano, e con lo spirito tosto e insieme amabile che lo anima, sono state di grande efficacia nel ridestare sapori, odori, suoni e percezioni che sotto la pelle vibrano ancora negli abitanti del luogo, sapientemente riportati in essere dalla penna arguta e tenera di una figlia verace della Rocca. La raccolta, che inizia con una poesia dedicata al padre e chiude con una dedicata alla madre, entrambe in lingua, conta circa ottanta composizioni che scorrono come acqua chiara sul fondo di un ruscello, e anche chi non conosce il dialetto roccheggiano si può gustare in pieno i sonetti, grazie all’accorgimento di Rita di aver fornito ognuno di essi di una sintetica quanto esplicativa nota.
Svrìnguli Svrànguli – o Berretta del prete – dopo tanta gestazione si trova ora in piena fioritura e si aspettano i frutti che verranno, copiosi e meritati.

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