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Recensione del racconto “Paura” di Aldo Onorati

Giugno 13
06:18 2021

Recensione del racconto “Paura” di Aldo Onorati

“Paura” è una delle opere di Onorati, presentata in forma di racconto, con un testo abbastanza densa di dettagli descrittivi, fatti, particolari.
Il significato del nome è rivelato due volte in racconto. Nella prima parte, quando al lettore sembra che il leitmotiv “terribile” sia la paura panica degli insetti del capo tirannico (“Capo” – con una lettera maiuscola nel testo dell’autore) del protagonista. Infatti, avvicinandosi alla fine, diventa evidente che la paura principale è la paura del protagonista stesso, in nome del quale viene raccontata la storia. Questa è la paura del capo, della sua famiglia, questa è la paura di perdere anche un lavoro non amato e persino pericoloso, questa è la paura per la propria sicurezza e vita. Questa è la paura mortale di un uomo che si è cacciato in un vicolo cieco. Nella lotta contro la sua paura, il personaggio principale rifiuta tutte le possibili vie logiche per uscire dalla fatale coincidenza delle circostanze e sceglie il modo più radicale per sbarazzarsi – la distruzione fisica della fonte della paura – il capo, la sua famiglia e i suoi subordinati. Ragionando con se stesso, l’eroe giunge alla conclusione che l’omicidio e la successiva prigionia imminente diventeranno una liberazione dalla paura, un’opportunità per intraprendere il suo amato, ma abbandonato hobby.
Si puo’ dire che la storia “PAURA” è un’opera con un finale aperto. L’eroe trova lo strumento del delitto, il delitto viene commesso, la sua dichiarazione viene resa a nome dell’eroe, come esito logico. Al lettore è dato il diritto di decidere da solo come andrà a finire la sua futura vita in carcere, se ci sarà pentimento, rimpianto, riconoscimento. L’autore non dà la sua interpretazione e giudizio. Ognuno ha la propria paura e ognuno è responsabile delle conseguenze di affrontarla. Vorrei sottolineare la traduzione sottile, figurativa ed espressiva del testo autentico in russo, fatta da Nataliya Nikishkina ed Ekaterina Spirova. Leggi questa storia con facilita’, e allo stesso tempo, vengono preservate le modalità di narrazione e i risvolti, caratteristici della lingua italiana, che senza dubbio conferiscono al testo un grande colore emotivo e un sapore nazionale.

Vladimir Golovachev,
Membro dell’Associazione dei critici d’arte della Russia,
membro della Società Bibliotecaria di San Pietroburgo

Traduzione di Nataliya Nikishkina e Ekaterina Spirova


Рецензия на рассказ Альдо Онорати «Страх»

«Страх» – одно из произведений Онорати, представленное в форме небольшого рассказа, при этом, с достаточно плотным насыщением текста описательными деталями, фактами, подробностями.
Смысл названия раскрывается в произведении дважды. В первой части, когда читателю кажется, что «страшный» лейтмотив – это паническая боязнь насекомых деспотичного начальника («Шефа» – с большой буквы у автора) главного героя. На самом же деле, ближе к финалу, становится очевидно, что главный страх – это страх самого главного героя, от имени которого ведется повествование. Это страх перед начальником, его семьей, это страх потерять пусть нелюбимую и даже опасную работу, это страх за свою безопасность и жизнь. Это смертельный страх человек, загнавшего себя в тупик. В борьбе со своим страхом главный герой отвергает все возможные логические пути выхода из рокового стечения обстоятельств и выбирает самый радикальный способ избавления – физическое уничтожение источника страха – Шефа, его семьи и подчиненных. В рассуждениях с самим собой, герой приходит к выводу о том, что убийство и последующее неминуемое лишение свободы станет избавлением от страха, возможностью заняться любимым, но оставленным хобби.
Можно сказать, что рассказ «Страх» – это произведение с открытой концовкой. Герой достает орудие преступление, преступление совершается, его констатация дается от имени героя, как логическая развязка. Читателю предоставляется право самому решить, как сложится его дальнейшая жизнь в заточении, будет ли раскаяние, сожаление, признание. Не дает своей трактовки и суждения автор. У каждого свой страх, и каждый несет ответственность за последствия борьбы с ним. Хочется отметить тонкий, образный и выразительный перевод аутентичного текста на русский язык, выполненный Наталией Никишкиной и Екатериной Спировой. Рассказ читается легко, вместе с тем, сохранена манера повествования и обороты, характерные для итальянского языка, которая, несомненно придает тексту большую эмоциональную окраску и национальный колорит.

Владимир Головачев,
Член ассоциации искусствоведов России,
член Санкт-Петербургского библиотечного общества

Перевод Натальи Никишкиной и Екатерины Спировой

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