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Relazione DIA primo semestre 2018: “Criminalità organizzata reinveste capitali illeciti nel settore giochi nel Lazio

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Relazione DIA primo semestre 2018: “Criminalità organizzata reinveste capitali illeciti nel settore giochi nel Lazio

febbraio 25
21:08 2019

ROMA – Per quanto riguarda il Lazio, «le aree più interessate da infiltrazioni dei clan (oltre la Capitale e il suo hinterland) sono quelle del frusinate e della provincia di Latina, territori in cui la criminalità campana ha investito i proventi illeciti nelle più diversificate attività economiche. Oltre al traffico di stupefacenti, i gruppi campani sono interessati alla gestione di esercizi commerciali e di sale giochi». È quanto si legge, riferisce Agipronews, nella relazione della DIA relativa al primo semestre 2018 e trasmessa in Parlamento. In particolare, «a Ladispoli, si segnala il provvedimento di confisca, eseguito dalla DIA di beni 25 gennaio 2018 su disposizione del Tribunale di Roma, nei confronti di 5 soggetti, di origine sinti, ritenuti parte di una consorteria criminale di usurai che, nel tempo, aveva accumulato un consistente patrimonio illecito, principalmente in danno di imprenditori locali e giocatori d’azzardo».

Nel territorio di Cassino, «si è registrata una proiezione anche di soggetti appartenenti al clan» napoletani, «risultati interessati principalmente al settore del gioco e delle scommesse (sale bingo, raccolta delle scommesse sportive ed ippiche, i videopoker e le new slot) e a quello dello smaltimento dei rifiuti».

Nel Frusinate, «si segnalano alcune connessioni operative tra il clan potentino

Martorano-Stefanutti e la ‘ndrangheta del crotonese, sempre nel settore del gioco illegale»: a conclusione dell’indagine “’Ndrangames”, i Carabinieri hanno arrestato un gruppo criminale che aveva agevolato la cosca Grande Aracri di Cutro (KR) ed il menzionato clan Martorano-Stefanutti nell’illecita raccolta delle scommesse online e nella gestione di videogiochi elettronici (New slot e Totem) sprovvisti delle necessarie concessioni dell’AAMS. Nell’occasione, venivano sottoposte a sequestro preventivo apparecchiature elettroniche installate presso 5 esercizi pubblici situati in provincia di Frosinone».

MSC/Agipro

Marzia Acampora

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