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Rifiuti: tariffe fuori controllo nel Lazio

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Rifiuti: tariffe fuori controllo nel Lazio

30 Marzo
09:38 2012

 

Rifiuti a peso d’oro: Nel Lazio dal 2007 ad oggi i costi medi annui del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono aumentati del 16,7% a fronte di un incremento su base nazionale del 14%. In positivo, dal 2010 al 2011, tali costi sono rimasti invariati (262€), comunque superiori rispetto alla media nazionale, pari a 246€.

In assoluto, in Italia la spesa media annua più alta si registra in Campania con 378€, la più bassa in Molise (146,5€), a dimostrazione di una marcata differenza tra aree geografiche del Paese, che trova conferma anche all’interno di una stessa Regione: nel Lazio, a Roma la TIA (più conosciuta come Ta.Ri) arriva a costare 378€, 113 € in più rispetto alla TIA che si paga a Latina, 118€ in più rispetto alla Tarsu che si paga a Rieti, 131€ in più rispetto alla Tarsu che si paga a Frosinone, ben 218€ in più rispetto alla Tarsu che si paga a Viterbo (tra le 5 città meno care d’Italia per il servizio di smaltimento rifiuti).

Italia che vai, rifiuti che trovi. Il Sud ne produce di meno ma gli costano di più: in media, per pagare la bolletta dei rifiuti si spende di più nelle regioni del meridione (264€), dove l’aumento rispetto al 2010 è stato dell’1,5% (+15% rispetto al 2007); seguono le regioni centrali (252€), +2% rispetto al 2010 (+14,5% rispetto al 2007) e il Nord Italia (228€) con un +2,2% rispetto al 2010 (+12% rispetto al 2007).

Di contro, è il Centro che registra la media più elevata in quanto a produzione pro capite di rifiuti: (604 kg), seguito da Nord (530kg) e Sud (493 kg).

I virtuosi della raccolta differenziata, invece, sono le regioni del Nord, nettamente avanti (48%, sostanzialmente in linea con quanto stabilisce la legge) rispetto a Centro (25%) e Sud (19%).

Nello studio realizzato dall’Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva l’analisi a carattere nazionale e regionale del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in termini di costo sopportato da una famiglia-tipo di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200€ ed una casa di 100 metri quadri.

L’indagine ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia nel 2011, ed è disponibile on line su www.cittadinanzattiva.it con il prospetto per ciascun capoluogo e la composizione delle voci di costo.

Tia o Tarsu? A più di dieci anni dal Decreto Ronchi del 1997, solo due capoluoghi del Lazio (Roma e Latina) sono passati dalla Tarsu alla TIA. Inoltre, rispetto al 2010, tra i capoluoghi di regione Roma ha fatto registrare il più alto incremento tariffario (+11,8%, a livello nazionale, inferiore solo a quanto registrato a Aosta, Imperia, Teramo, Macerata, Vibo Valentia, Sassari, Venezia, Foggia). Considerando gli ultimi 5 anni, tale incremento tariffario è stato del +53% nella Capitale, del 15,1% a Viterbo e del +13% a Frosinone.

Produzione e gestione dei rifiuti: secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (presentato nell’aprile 2011), nel 2009 nel Lazio la produzione pro capite di rifiuti urbani è diminuita solo dell’1,2% rispetto all’anno prima. Inoltre, il livello di raccolta differenziata si ferma solo al 15,1% del totale dei rifiuti prodotti in regione (fonte: ISPRA, 2011), a fronte di una media nazionale pari al 33,6%.

Caro bollette in Italia: in media, in un anno la nostra famiglia-tipo ha sostenuto nel 2011 una spesa di 246€ per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani (+2,1% rispetto al 2010), con Napoli quale città più cara per le tariffe rifiuti (508€) e Isernia la più economica (122€).

Il commento di Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva: “La gestione del ciclo dei rifiuti è emblematica delle tante contraddizioni di cui è vittima il nostro Paese: il servizio non migliora mentre i costi sopportati dalle famiglie sono sempre maggiori. In particolare, le tariffe aumentano di più nelle zone del Paese a più basso reddito: negli ultimi 5 anni, sono aumentate mediamente del 44% in Campania e del 20% circa in Calabria. Da Sud a Nord, gli incrementi si registrano ovunque, a dimostrazione della mancanza di una politica nazionale della gestione dei rifiuti, capace di legare gli elementi di costo ad elementi di qualità del servizio, a tutto vantaggio di chi continua ad operare in assoluta assenza di trasparenza. La conseguenza di tutto ciò è che in Italia, più del 40% dei rifiuti va ancora a finire in discarica, la raccolta differenziata stenta al Centro e al Sud e il coinvolgimento dei cittadini nella valutazione del servizio, previsto dal 2008, è ancora un’utopia”.

Città Spesa 2011 Spesa 2010 Spesa 2007 Variazione ultimo anno Variazione ultimi 5 anni

Roma € 378 € 338 € 247 +11,8% +53%

Frosinone € 247 € 247 € 218,5 0,0%% +13%

Latina € 265 € 328 € 279 -19,2% -5%

Rieti € 260 € 239 € 239 +8,8% +8,8%

Viterbo € 160 € 160 € 139 0,0% +15,1%

Fonte: Cittadinanzattiva – Osservatorio prezzi&tariffe, 2012

Città Produzione pro capite rifiuti urbani

kg/ab/anno

2010 e variazione su 2009 Raccolta differenziata 2010 e variazione su 2009

Roma 661,3 (+3,1%) 21,6% (+2,1%)

Frosinone 623,3 (+13,3%) 15,1% (-23,5%)

Latina 593,2 (+1,3%) 29,2% (-0,9%)

Rieti 521,3 (n.d) 14,9% (n.d)

Viterbo 538,1 (+1,5%) 10,9% (+0,1%)

Fonte: Cittadinanzattiva su dati Legambiente (Ecosistema Urbano, 2011 e 2010)

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