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RIFLESSIONI IN TEMPO DI PANDEMIA

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RIFLESSIONI IN TEMPO DI PANDEMIA

RIFLESSIONI IN TEMPO DI PANDEMIA
Marzo 19
17:05 2020

 

In questi giorni di clausura ( esco solo sul balcone di casa per stendere i panni e qualche volta per gettare la spazzatura negli appositi contenitori che sono nel piazzale della mia abitazione) devo dire che molto seguo social, leggo, “sanifico” ( nuovo termine usato per indicare le pulizie di casa di questi giorni: rispetto a quelle solite, sono molto più accurate e consapevoli), scrivo e seguo la nipotina nei compitini che le sue maestre inviano giornalmente. Lei sta con noi perché i suoi genitori lavorano e al mattino arriva ed è il nostro sole… mi piace anche leggere insieme a lei e giocare a carte, a domino…
Con molta schiettezza devo dire che non mi pesa non uscire, anche se sono saltati alcuni impegni presi da tempo, visite mediche rinviate, spesa portata dai figli o dal nipote che abita nel piano sottostante. Ho molto tempo disteso da dedicare a mio marito nella quotidianità di tutti i giorni e condividere ore di pura normalità, quella che, per forza di cose a volte si lascia scorrere senza troppo soffermarcisi.
Il sole mi fa tanta compagnia, dà luce alla natura che si sta risvegliando e, attraverso i vetri, quel che mi circonda, vicino o lontano è qualcosa che mi riempie la vita. Molto dedico ai ricordi, ai pensieri di chi non è più con noi, guardo foto e nella commozione entro in comunicazione.
Condivido interessi di vario genere con amiche e amici sui social, faccio piccole ricerche e cerco di lasciar scorrere il tempo senza sperperarlo. Già, proprio così: mi piace in questi giorni centellinare con consapevolezza ogni minima attività, ogni piccolo interesse, impegno.
Tanto mi piacerebbe stare in poltrona e leggere tutto il giorno, ma non posso, non ho tempo: così, spesso leggo di notte, quando mi sveglio e non è ora di alzarsi, leggo alla luce di una piccola lampadina. Recentemente ho letto la biografia di Luisa Spagnoli, fondatrice della storica fabbrica di baci Perugina e ideatrice dei meravigliosi abiti che portano il suo nome. Lo consiglio: è veloce, scorrevole, pieno di buoni sentimenti e mette in risalto una personalità femminile italiana di carattere deciso e volitivo. Prima ancora ho terminato un bel libro di archeologia sulle origini e diffusione della Cultura di Rinaldone di Alberto Conti e Giovanni Feo: veramente interessante e collegato a qualcosa che fa parte del nostro territorio. Se ne riparlerà in altra sede.
Oggi giornata di panificazione: curioso, i figli, il nipote, il marito, ciascuno autonomamente ha voluto fare un pane. Quasi un rito sacro che un tempo era quotidianità in ogni famiglia…
Quando poco fa mi sono seduta al pc a scrivere, il mio obiettivo era un altro: volevo dire la mia sulle diverse posizioni che descrivono e commentano questi giorni di forzata quarantena, per alcuni disattesa, per altri contestata. Ascoltavo sui social un ragazzo sveglio e molto in gamba che fa parte della nostra redazione Castelli di Notizie, Samuel Nocera, parlare dei provvedimenti presi a Genzano dal Commissario Straordinario, riguardo la chiusura dei Parchi cittadini. E’ giovanissimo, eppure maturo e molto equilibrato: con parole semplici ha descritto quel che si vede anche in altri paesi. Difficile per molti rispettare le regole e le disposizioni che raccomandano di non uscire se non per gravi motivi. Purtroppo ancora in questi giorni ci sono persone che vanno nei boschi, che passeggiano in gruppi, che sostano nelle piazze scatenando l’ira di chi in casa li vede attraverso i social. Eppure non è difficile comprendere che si sta vivendo un’emergenza, un momento in cui se tutti veramente si comportassero con responsabilità, la pandemia potrebbe essere contenuta.
Sempre in questi giorni tra arcobaleni disegnati e colorati dai bambini, bandiere, inni nazionali e condivise canzoni popolari da più cittadini, si riscopre la voglia di essere UNO, un popolo, una nazione… che condivide unita il momento di pericolo, di emergenza… cantare e ascoltare la musica possono alleviare e risollevare il morale di chi teme di non farcela.
Tutti dobbiamo essere stretti nella riconoscenza verso coloro che stanno in prima linea e lavorano per la nostra sicurezza, per la nostra alimentazione, per la nostra salute, per portare avanti questa nostra nazione… è a loro, a questi italiani che dobbiamo rispetto, è per loro che dobbiamo essere uniti.
Mi vengono in mente gli anziani, quelli che rischiano di non farcela (anche se tanti giovani, a volte bambini ci stanno lasciando); le persone che fanno parte di categorie protette, malati in terapia oncologica… anche per loro dobbiamo rispettare le indicazioni delle autorità e degli esperti. Se solo qualcuno provasse a far cambio, tra una terapia con flebo per combattere il tumore e lo stare in casa a far quello che più ci piace… ecco credo che tante persone che dicono di essere claustrofobiche e di non poter resistere dal mettere il naso fuori la porta, forse ripenserebbero alla loro fortuna di non essere al loro posto.
Quando si rischia la pelle è facile far scattare la caccia all’untore cercando un capro espiatorio. Che non sia così e soprattutto che, barriere nazionali e internazionali siano per ciascuno di noi ideali confini tra popoli che stanno cercando di combattere una situazione di emergenza sanitaria. Nessuno è perfetto, nessuno è al di sopra di ogni peccato. Tutti abbiamo i nostri difetti, tutti abbiamo commesso e stiamo commettendo errori. Tutti stiamo lottando.
Purtroppo capita che qualcuno corra al riparo quando i buoi sono scappati dalla stalla: facciamo sì che ogni popolo possa gestire i propri bovini e che i somari, quelli che ragliano con la voce più altisonante non abbiano facile gioco con le masse.

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2 Commenti

  1. Rita Gatta
    Rita Gatta Marzo 20, 15:56

    grazie cara Maria, un abbraccio a distanza in attesa dei tempi migliori <3

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  2. maria
    maria Marzo 19, 22:19

    sempre un piacere e un beneficio leggerti, grazie maestra Rita

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