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RIPENSARE IL FUTURO AI TEMPI DI CoViD-19

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RIPENSARE IL FUTURO AI TEMPI DI CoViD-19

RIPENSARE IL FUTURO AI TEMPI DI CoViD-19
23 Marzo
18:00 2020

Tutto si lega. Il 18 giugno 2015 viene pubblicata “Laudato si’“, la seconda enciclica di Papa Francesco. Il 25 – 27 settembre 2015, in occasione del Summit delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile, i Capi di Stato in rappresentanza dei 193 Paesi dell’ONU adottano l’Agenda 2030, il documento che fissa gli impegni per lo sviluppo sostenibile da realizzare entro il 2030. Il 2 dicembre 2015, la Commissione Europea rilascia il Documento “L’anello mancante – Piano d’azione dell’Unione Europea per l’Economia Circolare” dove si legge: “La transizione verso un’economia più circolare, in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo, è una componente indispensabile degli sforzi messi in campo dall’Unione Europea per sviluppare un’economia che sia sostenibile, rilasci poche emissioni di biossido di carbonio, utilizzi le risorse in modo efficiente e resti competitiva. Questa transizione offre all’Europa l’occasione di trasformare l’economia e generare nuovi vantaggi competitivi sostenibili”.

Nel dicembre 2018, dopo una consultazione pubblica iniziata il 30 luglio 2018 e terminata il 1 ottobre 2018, il Ministero dell’Ambiente rilascia il Documento “Economia Circolare ed uso efficiente delle risorse – Indicatori per la misurazione dell’economia circolare” dove si legge: “il sistema economico si trova all’interno di un più ampio sistema ecologico e, pur usufruendo delle sue risorse naturali e dei suoi servizi ecosistemici, deve rispettarne regole di funzionamento e limiti fisici, biologici e climatici. A differenza del sistema definito lineare, che parte dalla materia e arriva al rifiuto, l’economia circolare è un’economia in cui i prodotti di oggi sono le risorse di domani, in cui il valore dei materiali viene il più possibile mantenuto o recuperato, in cui c’è una minimizzazione degli scarti e degli impatti sull’ambiente“.

Mercoledì 11 Marzo, 2020, la Commissione Europea ha adottato “Un Nuovo Piano d’azione per l’Economia Circolare – per un’Europa più pulita e più competitiva” (A new Circular Economy Action Plan – for a Cleaner and More Competitive Europe), tassello fondamentale e principale elemento costitutivo dello European Green Deal, la nuova agenda Europea per lo Sviluppo Sostenibile.

E così, passo dopo passo siamo arrivati alla data del 19 Marzo, 2020, data di presentazione del “Rapporto 2020 sull’economia circolare in Italia”. Il Rapporto, fa il punto sull’economia circolare in Italia, alla vigilia del recepimento di un pacchetto di nuove direttive europee e del lancio di un vasto programma europeo di Green Deal. Focus di quest’anno è l’approfondimento sulla bioeconomia rigenerativa, settore quantitativamente e qualitativamente importante dell’economia circolare che può contribuire sia a consolidare il futuro di settori già di successo, sia ad aprire nuovi sviluppi. Il Rapporto, disponibile sul sito web della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, presentato in streaming nel mezzo della crisi sanitaria CoViD-19 e conseguente crisi economica dai confini ancora incerti ma sicuramente minacciosi, ci invita a fare delle profonde riflessioni per uno Sviluppo Sostenibile. E’ il momento di mettere in atto le migliori strategie di difesa per aumentare l’efficienza, tagliare gli sprechi, inventare nuove soluzioni. E l’Italia ha un asso nella manica. E’ leader nell’economia circolare: un modello che ci parla della necessità di ridurre il consumo di suolo, di acqua, di materiali, ma anche della possibilità di far crescere l’occupazione e i posti di lavoro. Ogni abitante della Terra utilizza più di 11.000 chili di materiali all’anno. Un terzo si trasforma in breve tempo in rifiuto e finisce per lo più in discarica; solo un altro terzo è ancora in uso dopo appena 12 mesi. Il consumo di materiali cresce a un ritmo doppio di quello della popolazione mondiale.

Il consumo sconsiderato della risorsa acqua è uno dei fattori principali dello Sviluppo Sostenibile. Il 22 Marzo è stata la giornata annuale delle Nazioni Unite a sostegno del raggiungimento dell’Obiettivo 6 di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, “Acqua Pulita e Servizi Igienico-Sanitari” per tutti: un’occasione fondamentale di incontro e di confronto sulla crisi globale dell’acqua e gli impatti di cambiamenti climatici e ambientali senza precedenti. La pandemia da CoViD-19 ha stravolto ogni programmazione di eventi della Giornata Mondiale dell’Acqua, ma anche arricchito i suoi contenuti. Spunti di riflessione e azione, straordinari, emergono infatti nelle attuali circostanze, in cui il diritto alla salute non è più sentito come immediatamente certo ed è strettamente legato ai comportamenti individuali. In questa occasione, il Segretario Generale  della OECD (OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) José Ángel Gurría ha denunciato che tra la popolazione terrestre ci sono circa due miliardi di persone che non hanno un accesso sicuro all’acqua e che la qualità dell’acqua disponibile si sta deteriorando rapidamente mettendo a repentaglio l’accesso all’acqua potabile per 4,6 miliardi di persone.

A livello locale, Velletri 2030 ha fatto quanto materialmente possibile ad una piccola Associazione Culturale per diffondere il concetto di Sviluppo Sostenibile, della necessità di ridurre il consumo di suolo, di acqua, di materiali, attraverso Seminari e pubblicazioni scientifiche. Tra le tante, Velletri 2030 nel Maggio 2017 ha presentato alla cittadinanza il Documento “Un’idea di Futuro Sostenibile“, oggi disponibile online sul sito web dell’Associazione, che dedica ai temi menzionati interi capitoli, proponendo le soluzioni dello stato dell’arte dell’epoca. Tra questi, anche l’importanza delle Infrastrutture Digitali. Quante volte Velletri 2030 ha messo in evidenza che “le buche nelle Infrastrutture Digitali” possono arrecare più dannni “delle buche nelle Infrastrutture Stradali”. Adesso siamo confortati dalle parole del Ministro Paola Pisano: “la solidarietà può avere tante forme e quella digitale può essere davvero preziosa in tempi di emergenza da Coronavirus”. Il mondo tecnologico e dell’informazione è stato chiamato a raccolta dal Ministro che ha lanciato l’iniziativa “Solidarietà Digitale”, un’iniziativa di solidarietà a favore delle persone in quarantena da Coronavirus per ridurre l’impatto sociale ed economico nelle aree soggette a restrizioni grazie a servizi e soluzioni innovativi (lavoro agile, smart working, insegnamento a distanza, ……).

Che ci dice la scienza sul nostro futuro? Non facciamoci illusioni e non diamo ascolto ai parolai. “Per fermare il Coronavirus dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo: come lavoriamo, facciamo esercizio fisico, socializziamo, facciamo shopping, gestiamo la nostra salute, educhiamo i nostri figli, ci prendiamo cura dei nostri familiari”, spiega Gordon Lichfield, direttore del MIT Technology Review, la rivista del Massachusetts Institute of Technology, in un’analisi dal titolo “we’re not going back to normal” (Non torneremo alla normalità) che si basa sulle simulazioni dell’Imperial College di Londra sull’espansione dell’epidemia Coronavirus nel Regno Unito. Ma non fino al 3 aprile e neanche fino ai primi di maggio. Probabilmente in un certo qual modo sarà per sempre.

Per concludere, prendiamo spunto da una frase che in questi giorni sentiamo ripeterci da più parti: “Dimostriamo di essere un grande Paese, facciamo ognuno la nostra parte”. Velletri 2030 invita tutti a consultare regolarmente i dati della pagina Facebook “Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche”, raggiungibile anche dalla pagina Facebook di Velletri 2030,  e a leggere gli articoli di divulgazione scientifica pubblicati dalla testata giornalistica “Scienzainrete”, in questo periodo quasi tutti dedicati al Coronavirus, in particolare “Quarantena fuori casa e accelerazione sui farmaci” dove la professoressa Xiong Lin, del Dipartimento di statistica della Università di Harvard confronta i dati di Wuhan con i dati prodotti dall’Italia.

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Lucio Anneo Seneca)

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