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Rispetto della legge lo insegna Mustafha

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Rispetto della legge lo insegna Mustafha

Settembre 27
08:39 2010

Adro e Sonnino, due luoghi, due storie agli antipodi. Notissimo il primo caso, riguardante la scuola contrassegnata con i simboli leghisti, anche per le implicazioni mediatico-politiche, lo scenario asettico-metallico, nonché vagamente omertoso e raggelante, il segnale ed il ricordo negativo e deprimente. Altra storia a Sonnino, piccolo centro collinare in provincia di Latina.

Una mamma marocchina accompagna il figlioletto alla materna indossando il niqab (copricapo con veletta che lascia scoperti solo gli occhi). Ci sono lamentele da parte di alcune mamme che riferiscono che la signora spaventa i bambini. Rapido incontro tra i genitori marocchini, la direttrice ed il sindaco, e altrettanto rapida soluzione. Mustafha Addi, il padre del piccolo, un carinissimo bimbetto “occidentale” con tanto di enorme zainetto alla moda sulle spalle, dichiara: “siccome la legge in Italia prevede che non si può andare a volto coperto, da domani mia moglie accompagnerà il bambino senza veletta”. Complimenti e ringraziamenti a vicenda tra sindaco, direttrice e genitore; caso felicemente chiuso. Naturalmente solo un servizio sul TG regionale ed in coda ad uno nazionale, e trafiletto in cronaca sul giornale diffuso in centro Italia. La notizia positiva, le belle facce, serie e serene, ed i discorsi sinceramente “umani” dei protagonisti non meritavano, evidentemente, grande attenzione; non si vorrà mica “fomentare” un clima di collaborazione e speranza!. Eccoci, dunque, a rincorrere dal basso una normalità di vita che ci viene spesso negata, ai livelli più alti, con esempi deleteri. Quasi un sadico accanimento nel farci precipitare addosso il masso delle speranze che sta per ultimare la salita, condannandoci alla condizione di eterni Sisifo della giustizia civile e degli altri diritti fondamentali della persona. Noi, infatti, non possiamo ingenuamente credere, nel caso della scuola “timbrata” di Adro, alla buona fede o al semplice zelo. C’è un disegno di prevaricazione (“c’è del marcio …”, direbbe il Bardo) che non si arresta neanche di fronte all’Autorità superiore, scardinando ogni principio di legalità. E questo chiaro esempio di arroganza e di illecito trova, come in altre situazioni (evasione fiscale, bieco razzismo o semplice quotidiana maleducazione), grande seguito e, addirittura, soddisfatta emulazione. Dobbiamo essere felici, perciò, dei mille piccoli mustafha (oggi è toccato a lui, domani sarà un pasquale esposito o un adriano brambilla) che ogni giorno rispettano la legge rafforzandoci nella fiducia di poter relegare il Far West solo nei film. Certo sarà sempre possibile trovare amare smentite; seguire la grande Stella Cometa potrebbe essere difficile per i deboli uomini. Allora, quando ne appare una, anche piccolissima, conviene non perderla di vista, guardando pure dove si mettono i piedi, ma senza mai stancarsi di camminare. Se si prova a rimuovere le etichette, quasi tutti i barattoli saranno trasparenti; il sole delle Alpi potrebbe dare in testa più di quello del Mezzogiorno, un sindaco padano potrebbe essere “infedele”, e un mussulmano fedele alla legge, quella che deve essere rispettata da tutti e sempre, non solo quando fa comodo o non disturba i guidatori di turno. Integralismo o integrazione, fanatismo o religione, giustizia o persecuzione, verità o inganno, diritto o violenza, morale o convenienza, dov’è la bussola? Sta ruotando impazzita: ha scoperto che sono distribuiti in ogni angolo del mondo.

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