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Rocca Massima – I difensori della Rocca e la ‘Goccia d’oro’

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Rocca Massima – I difensori della Rocca e la ‘Goccia d’oro’

01 Settembre
02:00 2006

Rocca Massima è una realtà viva. Milleduecento abitanti fra centro storico e numerose contrade che fanno capo al Boschetto, e un obiettivo comune: resistere ai tempi. Rocca Massima è comune autonomo fin da quando tale venne proclamato nel XV secolo. Prima di Roma, poi del Lazio e attualmente di Latina. Ha una sua amministrazione, compatta e determinata, che non accetta di vedersi morire sotto gli occhi un paese baciato da Dio. Con gli uliveti che si stendono come un lenzuolo sui fianchi del monte e danno frutti di qualità e in abbondanza. Con una vista panoramica mozzafiato, monti mare città. Con le stelle che sembrano di notte a portata di mano, che basta salire sul Carro e farsi il giro del cielo. Con la cura delle cose e il rispetto delle persone che non cedono a lusinghe di opportunismi frivoli. Qui a Rocca Massima si lavora sul serio. Sull’impronta dei predecessori che nel corso dei secoli sono stati paladini generosi e intrepidi di questa roccaforte che assume alla luce dell’attualità una valenza quanto mai significativa. I rocchigiani hanno fatto quadrato per difendere la postazione chiamando tutti a raccolta, nessuno escluso. Esprimendo un desiderio di contatto e di sinergia che è di forte stimolo a chiunque abbia compreso il senso della loro battaglia. Una battaglia che ha dell’incredibile. E i miracoli lo sappiamo diventano sempre più rari. Qui amministrazione e cittadinanza sono un corpo solo. Perché sanno che senza accordo interno non si va da nessuna parte. A capo della piccola schiera un manipolo di benintenzionati cocciuti e caparbi come la loro terra, come essa produttivi. Redigono un mensile locale, Lo sperone, che è la voce di tutti, uno spazio aperto alle scuole, con sede alla Madonnella che si presta anche a laboratorio d’arte. Organizzano eventi che tutti hanno la finalità di tener desta l’attenzione sull’oggi proiettato nel domani. Denso e vario il programma delle attività estive per incrementare il turismo, fervente e senza pause la promozione dell’olio extravergine e dell’oliva Gaeta prodotti dagli ulivi di varietà Itrana, e il Premio Goccia D’Oro giunto quest’anno alla terza edizione. Nato come una lettura di poesia sotto le stelle si è rapidamente affermato fino a diventare un Premio che abbraccia più forme d’arte – poesia, pittura, fotografia – e un momento dedicato all’olivicoltura. La grande partecipazione, l’eco dato dalla stampa, la vivacità e genuinità della manifestazione ne hanno fatto un evento a lunga gittata. Hanno risposto quest’anno per il concorso di poesia – suddiviso nelle sezioni a tema libero, consigliato e in vernacolo – anche alcuni italiani all’estero, e quello che più favorevolmente colpisce tante scuole locali e del circondario. Una tre giorni di fuoco, 16 – 17 – 18 agosto, preceduta da una conferenza stampa alla quale erano presenti testate locali provinciali e nazionali, e Radio Delta Velletri. Serata conclusiva venerdì 18 agosto a Piazza della Madonella alla presenza di autorità civili e religiose e centinaia di persone che non bastando le sedie si sono appollaiate ovunque. Conduttrice la giornalista Fabiola Sambucci, intermezzi musicali del giovane cantautore romano Patrick Edera.
Premiati con il trofeo Goccia D’Oro i primi classificati delle varie sezioni del Premio, un’opera ideata e realizzata dall’artista di Giulianello Emanuel Acciarito, col supporto di artigiani locali, che simboleggia il territorio con le sue ricchezze e la sua bellezza. E cosa non meno preziosa l’omaggio di prodotti locali quali l’olio le olive il pane, e altri antichi sapori di Rocca Massima, mentre alunni e studenti hanno ricevuto un festoso corredo scolastico. Distribuiti a tutti i convenuti i due cataloghi curati dall’ass. ‘Centra’ che raccolgono le poesie selezionate e le opere pittoriche
E in finale fuochi d’artificio e una tavolata di squisitezze caserecce imbandita dalle donne della Rocca alle spalle della chiesetta della Madonna del Carmine, sperticata sulle luci del mondo. Tutto ciò è stato reso possibile oltre che dal lavoro silenzioso di tanta gente, dal sostegno di alcuni grossi sponsor che hanno investito su una realtà da fiaba.
‘Rocca Massima non merita di morire, chiediamo l’aiuto di tutti’, questo l’appello lanciato dal presidente dell’associazione Culturale Mons. Centra, il maestro Remo Del Ferraro, a nome di tutti i rocchigiani. Un appello da raccogliere e rilanciare, poiché finché esiste un luogo dove tutto è importante perché tutto è vita, allora la vita ha ancora senso e valore.

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