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Rocca Priora: elezioni alle porte

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Rocca Priora: elezioni alle porte

31 Maggio
16:19 2014

Si inaugurano sedi elettorali con gli ormai inutili (siamo in molti ad augurarcelo) senatori, deputati e alti rappresentanti di partito. E la gente? Non vi è stato uno straccio di primarie, siano esse di partito o di coalizione; i cittadini non hanno voce in capitolo: sono i feudatari a nominare gli aventi diritto, o per appartenenza dinastica o per raggiunta lista d’attesa. Diversamente, si è fuori con nuove liste, sempre in forma feudale. Il piano dove vivono i politici resta incomprensibile. Tutti si vantano di aver reso il paese splendido e rigoglioso. Realizzazione del Parco Madonna della Neve, costato ai cittadini oltre tre milioni di euro, in evidente degrado e abbandono, utile nelle tornate elettorali. Le scuole fornite di impianto fotovoltaico, con netto risparmio per l’istituto: peccato che il suo costo – di poco inferiore al milione di euro pagato dai cittadini – sia di dieci volte superiore all’investimento, che forse si ammortizzerà in 50 anni. Fiore all’occhiello è la rete fognaria. È la terza elezione che facciamo: un pezzo alla volta, altre tre o quattro tornate elettorali, e anche Rocca Priora avrà le sue fogne. Per i depuratori che funzionano dovremo metterci in fila elettorale. L’elenco delle défaillance amministrative può proseguire, ma mi rendo conto che l’angolo di visione delle opere realizzate non è lo stesso dei politici; assumendo il ruolo di “disfattista”.
Per il futuro, la torta non è piccola. Chissà quanto ci costerà nuotare nella “nostra piscina”? Farà concorrenza al polo natatorio di Tor Vergata? E poi il ripristino del Lago Regillo, con un paio di milioni e la Doganella tornerà a risplendere. Un impegno notevole, cui i nostri politici non possono mancare.
Si riscrivono programmi, ripetuti, vecchi e obsoleti, da oligarchi intenti a mantenere il “feudo” sotto controllo. Qualcuno voterà perché gli è stato concesso di realizzare un muretto, un posto di lavoro, la promessa di una sanatoria, un appalto o continuare a essere ditta fiduciaria comunale. Interessi di parte, lontani i diritti dei cittadini.
Spesso mi chiedo: i nostri politici vivono nel paese, girano per le strade, passeggiano sui marciapiedi inesistenti o adibiti a parcheggio, incontrano altre persone, vedono la solitudine che avvolge il paese nei giorni festivi? In Italia si sta verificando il gioco delle tre scimmie: io non vedo, io non sento, io non parlo. Tradotto per le elezioni, si riassume così: io non vedo chi voto, dipende cosa ci guadagno; io non sento, voto perciò scheda bianca; io non parlo, mi astengo, qualcuno ne avrà interesse.

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