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Sabato 23 Novembre Velletri celebra la Festa del suo patrono il Papa S. CLEMENTE I

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Sabato 23 Novembre Velletri celebra la Festa del suo patrono il Papa S. CLEMENTE I

Sabato 23 Novembre Velletri celebra la Festa del suo patrono il Papa S. CLEMENTE I
novembre 10
11:22 2019

CLEMENTE ROMANO patrono di Velletri

Il 23 Novembre la chiesa celebra la memoria del Papa S. Clemente I martire terzo in linea di successione al Sommo Pontificato patrono della città di Velletri e compatrono della Diocesi Suburbicaria di Velletri – Segni insieme al Vescovo S. Bruno. A lui è dedicata la splendida Basilica Cattedrale dove si svolgono i solenni riti che ormai fanno parte della tradizione della chiesa locale insieme all’esposizione del bellissimo busto reliquiario opera di Giuliano Finelli (primo allievo di Gianlorenzo Bernini) commissionato all’artista dal Cardinale Vescovo Domenico Ginnasi le cui sembianze sono quelle del Pontefice Martire. Il Papa S. Clemente è rappresentato in una espressione corrucciata che lascia visibile tutto il peso della responsabilità del Sommo Pontificato in un delicato periodo storico come quello in cui è vissuto il nostro protettore, questo ha dato adito al detto popolare della “cruma de San Cremente”. Poche sono le notizie arrivate fino a noi sulla personalità del Pontefice che fu autore di una Lettera ai cristiani di Corinto nella quale si evince il primo intervento del Vescovo di Roma sui problemi di una chiesa locale. : “Risuonava ancora al suo orecchio la predicazione degli Apostoli. Così nel II secolo sant’Ireneo parla di Clemente, terzo successore di Pietro dopo Lino e Anacleto, e forse in gioventù collaboratore di Paolo. Ma di lui una sola cosa è certa: la profonda conoscenza (rivelata negli scritti) della Scrittura e anche dei testi ebraici e non canonici. Si ritiene perciò che sia venuto al cristianesimo dall’ebraismo. Sappiamo che il suo pontificato dura nove anni, sotto gli imperatori Domiziano, Nerva e Traiano. Ma il suo posto è grande nella vita della Chiesa, che lo venera come uno dei “Padri apostolici”, per la lettera alla comunità di Corinto, dove i pastori sono stati destituiti da giovani cristiani turbolenti. Clemente non interviene finché dura la persecuzione ordinata da Domiziano nell’Impero. Tornata la pace, al tempo di Nerva, eccolo inviare a Corinto una lettera scritta da lui ma presentata come voce della Chiesa di Roma, cosciente della sua autorità e responsabilità. Essa ricorda l’origine divina dell’autorità ecclesiastica e le norme per la successione apostolica; condanna l’espulsione dei presbiteri di Corinto e disegna un’immagine dell’intera comunità cristiana come modello di fraternità. Infine, sebbene Clemente scriva dopo la persecuzione, rammenta con serenità il dovere dell’obbedienza ai prìncipi nelle cose terrene. La lettera, detta poi Prima Clementis, afferma dopo i testi degli Apostoli l’autorità dei vescovi sui fedeli e il primato della Chiesa di Roma sulle altre. Sarà infatti definita “Epifania (cioè manifestazione) del primato romano”. Un documento che si diffonde in tutta la cristianità antica, e che resta valido in ogni tempo. La voce di Clemente parla “con una gravità saggia, paterna, cosciente delle proprie responsabilità, ferma nelle esigenze e al tempo stesso indulgente nei suoi rimproveri” (G. Lebreton). Ancora 70 anni dopo, a Corinto, il documento viene letto pubblicamente nelle riunioni eucaristiche domenicali, insieme alle Scritture. Poco si sa degli ultimi anni di Clemente. Secondo una tradizione del IV secolo, sarebbe stato affogato con un’ancora al collo in Crimea, suo luogo d’esilio, per ordine di Nerva. Ma gli Atti relativi sono giudicati leggendari. D’altra parte lo storico Eusebio di Cesarea e san Girolamo concordemente dicono che Clemente muore nel 101, e non parlano affatto di esilio e di martirio. Nel IV secolo gli viene dedicata sul colle Celio a Roma una basilica, che sarà poi devastata da un incendio nel 1084. E sui suoi resti, dopo il 1100, sorgerà la basilica nuova a tre navate, ampiamente restaurata poi nel secolo XVIII. Sotto la sua abside gli scavi ottocenteschi hanno fatto scoprire parti della basilica originale, con dipinti murali anteriori al 1084. In ogni tempo la Chiesa continua a venerarlo, col nome di Clemente Romano. Il programma dei festeggiamenti dopo il triduo di preparazione prevede la mattina della festa alle ore 10.00 la celebrazione della Messa Pontificale alla presenza dell’amministrazione comunale da parte del Vescovo Apicella, la sera alle 17,30 a presiedere la celebrazione sarà il cardinale Francis Arinze Cardinale Vescovo titolare di Velletri – Segni non mancherà la tradizionale fiera delle merci.

 

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