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Scandalo dei diritti umani in Austria

Luglio 02
23:00 2008

172 organizzazioni non governative di 32 paesi esprimono preoccupazione per quello che può essere un caso di repressione da parte dello stato verso l’attivismo sociale

Il 21 maggio 2008 alle sei di mattina, agenti di polizia armati di tutto punto, appartenenti a squadre speciali, hanno effettuato un raid in 21 case e uffici di varie associazioni austriache. Buttando giù la porta, gli agenti mascherati hanno circondato dei civili spaventati puntando loro addosso le pistole mentre erano ancora a letto addormentati. Dieci persone sono state arrestate e trattenute in custodia da quel giorno, senza alcuna accusa specifica mossa contro di loro. Nonostante la dichiarazione del Ministro Federale dell’Interno austriaco secondo cui “Le misure adottate dalla polizia […] non erano in alcun modo dirette contro i diritti degli animali o le associazioni animaliste”, il sequestro di computer, documenti e altri beni ha di fatto bloccato il lavoro di alcune delle associazioni coinvolte.

Chiediamo ai media di occuparsi di questo caso, puntando l’attenzione sul fatto che Amnesty International [1] e il Partito verde austriaco hanno preso posizione in modo determinato, criticando i metodi della polizia e il trattamento degli arrestati, in particolare l’assenza di prove che giustificassero un “forte sospetto” (dringender Tatverdacht) o una “motivazione per l’arresto” (Haftgrund). Il racconto dei detenuti su quanto accaduto è allarmante: si veda, per esempio, l’appello inviato da Martin Balluch il 9 giugno [2].

Negli ultimi anni, in Austria erano state ottenute riforme legislative importanti, delle vere e proprie pietre miliari: l’abolizione degli allevamenti di animali “da pelliccia”, l’abolizione dell’allevamento in batteria delle galline, l’abolizione dell’uso di animali selvatici nei circhi.

Proprio le persone che sono riuscite a ottenere dei risultati che sono di esempio per il resto del mondo, dovrebbero essere accusate di tutti i casi irrisolti di danneggiamento di proprietà privata degli ultimi undici anni?

“Tutti i cittadini hanno il diritto di difendere attivamente qualcosa o protestare contro qualcosa. È particolarmente importante difendere gli animali, perché gli animali non possono farlo da soli. Lo devono fare le persone, per loro. Gli animali, come tutti gli indifesi, si affidano alla nostra protezione.” (Elfriede Jelinek, premio Nobel per la letteratura 2004) [3]

Le associazioni per i diritti animali che hanno sempre operato in modo pacifico e legale devono vedere il loro lavoro danneggiato per il sequestro dei loro materiali?

Le sottoscritte organizzazioni di tutto il mondo esprimono una profonda preoccupazione per quello che sembra essere un tentativo di criminalizzare il movimento animalista e di negare la libertà di quanti in esso coinvolti.

Sono disponibili su questo tema informazioni in inglese e tedesco sul sito dell’associazione austriaca Verein Gegen Tierfabriken (Associazione contro gli allevamenti intensivi): http://www.vgt.at

Questo comunicato è sottoscritto da 172 organizzazioni in 32 paesi del mondo, ed è stato tradotto nelle varie lingue dei vari paesi coinvolti e inviato ai media nazionali in contemporanea. Qui la lista di tutte le organizzazioni aderenti: http://www.evana.org/index.php?id=34906

Note:

[1] La dichiarazione di Amnesty International:
http://www.vgt.at/presse/news/2008/news20080605_1_en.php

[2] La lettera di Martin Balluch:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=530

[3] http://www.evana.org/index.php?id=34576

Per informazioni e contatti in Italia: info@agireora.org

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