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Scomparso la ‘granata’ Limonov, una vita tra dissidenza e letteratura

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Scomparso la ‘granata’ Limonov, una vita tra dissidenza e letteratura

Scomparso la ‘granata’ Limonov, una vita tra dissidenza e letteratura
Marzo 22
19:20 2020

(Serena Grizi) È scomparso lo scorso 17 marzo il poeta e scrittore e leader del Partito Nazional Bolscevico Ėduard Limonov al secolo Ėduard Veniaminovič Savenko nato a Dzeržinsk il 22 febbraio del 1943 e morto a Mosca. Si avvicinò alla poesia giovanissimo, frequentando le avanguardie moscovite e riscuotendo subito un buon successo per i suoi componimenti. Intese la sua attività di politico e scrittore, oppositore da sempre di Vladimir Putin, un continuum alla maniera dello scrittore André Malraux. Nazionalista e conservatore, politico controverso più che scrittore controverso, difficile da intervistare e comprendere se non se ne conosce la storia, contraddittorio, combattivo e mite, la lettura delle sue opere, alcune tradotte in italiano, può aiutare nell’impresa. La sua scrittura restituisce la freschezza e la franchezza dell’esperienza: il giovane Limonov povero e anticonformista svilupperà col vivere gli anticorpi che all’inizio non possiede per resistere a società opulente e dedite ad ogni piacere che forse credeva di disprezzare.

«Se vado a Mosca , io e Limonov beviamo insieme. Lui è davvero un personaggio, lo vedo come un ragazzino, ma fedele alle sue idee. E questo mi piace. Ha una sua purezza. È ancora povero, nonostante tutti lo conoscano». Da Carrère Vite che sono la mia, intervista di Gabriele Romagnoli sull’inserto de la Repubblica, Robinson – l’isola che c’è di sabato 7 marzo 2020

L’esperienza, negli ultimi anni, ridimensionerà anche gli atteggiamenti ‘machisti’ ma di ogni sua tendenza politica e/o morale è interessante osservare il persistere, lo svilupparsi o il venire meno che scaturisce dalla sua dimensione di scrittore per cui non darà mai di sé una immagine preconfezionata.

«Pare che con questo suo interessante libro, a metà strada tra biografia romanzata e saggio di storia contemporanea, Carrère, scrittore e figlio della storica di fama Hélène C. d’Encausse, abbia compiuto il capolavoro della vita artistico-sovversiva di Eduard Savenko (in arte Limonov ‘granata’), come il protagonista la prefigurava e l’aveva già per buona parte messa in scena. L’Eduard di Carrère è poeta e critico, scrittore, avventuriero in cerca di fortuna negli States, maggiordomo in casa di miliardari, sbandato, alla continua ricerca di compagnia femminile senza disdegnare quella maschile (argomento ancora tabù ai tempi d’un ‘giovane’ nato nel 1943). Limonov, pseudonimo che descrive nell’animo di chi l’ha adottato una deflagrante personalità, diviene l’ottimo Cicerone per attraversare cinquant’anni di storia russa spietatamente pubblica e privata, senza che nei diversi capitoli i due racconti s’accompagnino necessariamente; prevaricandosi di volta in volta senza stancare i lettori, molti dei quali nel 2012, anno d’uscita del libro, non conoscevano né il personaggio né lo scrittore Savenko ma decretarono il grande successo del libro». – immagine web

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