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Siamo uomini o caporali

Siamo uomini o caporali
Dicembre 17
18:07 2015

Ricattate, picchiate e stuprate nei campi di lavoro
Le foto/denuncia di Tiziana Luxardo per il Calendario 2016
prodotto da Codacons e Cia – Agricoltori Italiani
Giovedì 17 Dicembre 2015 ore 18.30
Stadio di Domiziano
Via di Tor Sanguigna 3 (Piazza Navona) Roma

Codacons e Cia Agricoltori Italiani uniti per un progetto/denuncia sullo sfruttamento e violenza sulle donne nelle campagne da parte dei caporali.

Le due organizzazioni, hanno chiesto ad una delle più affermate fotografe del panorama internazionale, Tiziana Luxardo, di rappresentare con i suoi scatti questa orribile piaga ancora viva nel nostro Paese. “Siamo uomini o caporali…” è il titolo della mostra e del calendario 2016 che viene presentato a Roma Giovedì 17 Dicembre 2015 alle ore 18.30 presso lo Stadio di Domiziano in Via di Tor Sanguigna a due passi da Piazza Navona.

Dodici scatti in bianco nero” – spiega Luxardo – “immagini concettuali che descrivono l’odioso fenomeno del caporalato in Italia, ancora non pienamente risolto che divengono il tema narrante di un calendario a tiratura limitata. E’un piaga a molti sconosciuta che mi ha spinto a riflettere. L’obbligo di un artista è anche quello di comunicare attraverso la creatività concetti più duri e profondi per arrivare in maniera diretta all’anima delle persone”.

Sul campo si contano ancora le vittime, per lo più straniere sfruttate nei campi, ma anche nostri connazionali, soprattutto giovani donne provenienti dall’Europa dell’Est.

Dal canto loro gli agricoltori italiani, che per la stragrande maggioranza operano nella più cristallina legalità ed etica, utilizzeranno il calendario per invitare i colleghi ad aderire alla “Rete del lavoro agricolo di qualità”. Tra le vittime di questi criminali, spesso alimentati dal sistema delle mafie, ci sono proprio gli agricoltori perbene e i consumatori. I primi danneggiati due volte: in termini d’immagine del settore e nella competitività delle loro produzioni. I secondi, acquirenti inconsapevoli di prodotti frutto di violenze e malaffare.

Quello delle schiave dell’agricoltura è sicuramente un tema delicato, ma che riguarda un fenomeno fortemente radicato in Italia e, troppo spesso, legato alla criminalità organizzata. Sono loro le nuove schiave dell’agricoltura: quelle donne che, giunte in Italia con l’utopia di condurre una vita migliore, sono costrette a lavorare in condizioni disumane, ricattate, picchiate e stuprate da coloro che, ingannandole, le hanno condotte verso lo sfruttamento.

 

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