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SON TORNATI A FARSI VIVI I BRIGANTI A ROCCA DI PAPA

SON TORNATI A FARSI VIVI I BRIGANTI A ROCCA DI PAPA
Luglio 30
19:39 2022

 

Chi ha detto che i briganti sono scomparsi con la modernità e la frenesia dei nostri tempi ? Nulla di più sbagliato! Sono ben rintanati nel loro habitat naturale, quello che nei secoli del Papa Re, era un luogo nel quale ci si avventurava armati e ben protetti da una scorta di gendarmi… anzi, i personaggi più autorevoli e in vista, spesso assumevano sembianze di servitori vestiti umilmente, cercando di non dare nell’occhio: stiamo parlando della famigerata Macchia della Fajola.

Mastro Titta diverse volte s’è dilettato nel suo  triste lavoro, decapitando alcuni di questi personaggi, ai quali la storia riconosce quel sentimento di riscatto verso le ingiustizie di chi era al potere.

Tornando a questo caldo sabato di fine luglio, una nuova iniziativa è stata messa in atto nell’ambito del programma “ESTATE #VIVIPARCHIDELAZIO 2022” che  ha visto la dott.ssa Cinzia Barbante, geologa e coordinatrice del Settore Guardiaparco del Parco regionale dei Castelli Romani guidare insieme ai suoi preparatissimi colleghi un numeroso gruppo di escursionisti di tutte le età, curiosi di esplorare la natura dei boschi di Rocca di Papa sul “Sentiero dei Briganti”,  evento patrocinato dal Parco Regionale dei Castelli Romani.

L’estivo caldo assolato s’è gradualmente fatto piacevole tra le fronde del bosco: le diverse soste hanno dato spunto a riflessioni ambientali, storiche, geologiche… ed ecco parlare del taglio dei boschi: rassicura la nostra guida, ricordando che quel territorio interessato un paio di anni fa al taglio ceduo  è ora tornato a rivivere in una rigogliosa ricrescita del bosco che da secoli costituisce una grande ricchezza economica per Rocca di Papa, dove in prevalenza crescono castagneti e diverse sono le imprese boschive che danno lavoro ai cittadini.

Si procede: attraverseremo la Via Francigena del Sud, incontreremo una parte della Via Sacra che conduceva al Tempio di Giove Laziale, oggi  infestato dalle antenne, scandalosa situazione che troppo a lungo si protrae, nonostante le numerose iniziative mosse dai cittadini e dalle Associazioni del territorio.

Il cammino ci conduce di nuovo nel fitto bosco: vale la pena ricordare che in questa parte della selva i castagni lasciano spazio alla vegetazione originaria del Q.T.A. dove crescono querce, tigli e aceri e un ricco sottobosco… folta la  vegetazione che ci circonda, fiori e arbusti di vario genere spiccano tra il verde; man mano il bosco s’infittisce: il cielo e la luce che filtra tra i rami lasciano posto a un’inquietudine ch’aumenta con l’oscurità della boscaglia  e prende corpo nella fantasia dei viandanti – che cauti avanzano attenti a non scivolare sui lapilli e tra le buche scavate dalle intemperie e dalle radici degli alberi -, un pensiero sempre più serpeggiante… qui c’erano i briganti: questo era il loro regno, qui tendevano agguati ai passeggeri della Via Postale Roma Napoli, qui vivevano e amavano in invisibili nascondigli naturali.

E d’improvviso ecco materializzarsi nel bosco un folto gruppo di briganti, minacciosi con le loro armi e in apparenza dalle intenzioni poco amichevoli… ma ben presto, messi alla fuga dall’arrivo dei gendarmi procediamo il nostro cammino fino alla meta: Fontan Tempesta!

E là ritroviamo i nostri simpatici fuorilegge: si gioca a morra, si danza, si canta, si declamano poesie… realistici, fedeli ai ritratti di antichi pittori del passato, vestono abiti che richiamano la loro condizione di fuorilegge…

Siamo davanti all’antico fontanile del 1500 che pare fosse un ritrovo delle streghe e le sue acque, dicono, hanno la proprietà di annullare la licantropia. Nonostante a causa della prolungata siccità, in questo periodo la fontana sia a secco, in passato numerosi furono i viandanti che là si fermarono a bere l’acqua sorgiva,  e chissà, qualcuno dice che nei pressi potrebbe trovarsi il tesoro del brigante Gasperone.

È un festoso epilogo quello che vede coinvolti i presenti, soprattutto i bambini trascinati nelle tarantelle, nel ritmo dei canti, nelle scenette che osservano con curiosità e gioia… tra questi, la mia nipotina Serena, entusiasta di questo straordinario salto nella storia e nella natura.

Gratitudine per chi offre con spontanea volontà il proprio contributo: il gruppo prende proprio il nome di Briganti di Rocca di Papa, onestissimi cittadini e cittadine impegnati in iniziative che mirano esclusivamente alla rinascita del nostro territorio…

 

(foto Paola Rufini)

 

 

 

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