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Sonig Tchakerian e “le ciaccone” al Teatro La Fenice di Venezia

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Sonig Tchakerian e “le ciaccone” al Teatro La Fenice di Venezia

Febbraio 08
10:26 2014

 

La Sonata per violino solo di Bartòk rappresenta un chiaro omaggio a Bach e si ispira apertamente alle tre Sonate e Partite per violino solo. Come nella Partita in re min. BWV 1004 di Bach, Bartòk alterna movimenti lenti a movimenti veloci e vi è la presenza di una Fuga come secondo dei quattro tempi. Il primo movimento reca l’indicazione Tempo di ciaccona e si richiama alla danza barocca per la decisione ritmica del tema. Il fatto di “prendere in prestito” da Bach due forme barocche come la Ciaccona e la Fuga non impedisce, tuttavia, a Bartòk di utilizzare un linguaggio estremamente moderno.

Sonig Tchakerian

Sonig, “violinista che all’esibizione virtuosistica aggiunge l’anima” (Giorgio Vitali’) l’interprete che “possesses an alluring cantabile which works wonders” (Julian Haylock), che con “la cavata imperiosa e misurata” assieme a Martha Argerich “scolpisce la Sonata di Schumann come un capolavoro romantico sofferto e commovente” (Cesare Galla), che “trasmette sentimento, inzuppando il timbro in un bicchiere colmo di stati emotivi” (Andrea Bedetti), è un personaggio inconfondibile nel panorama concertistico internazionale. Il suo carattere unisce all’umiltà meticolosa nello studio, l’ardimento nell’interpretazione dove non vuole alcuna nota inerte, né una pausa o un fraseggio, vivendo in prima persona il linguaggio e le scelte degli autori. Per questo, nella trasmissione L’infedele, l’hanno presentata come una protagonista di quella libertà pur rigorosa che caratterizza “il nuovo Bach”. Di Bach è da poco uscita per la Decca l’incisione integrale della Sonate e Partite per violino solo: Sonig vi è arrivata per un percorso con i grandi classici e dalla messa a fuoco di opere fatte di pezzi diversissimi quasi segretamente uniti. Così l’incisione precedente è dedicata ai 24 Capricci di Paganini, dove ha maturato quel dominio del virtuosismo più ardito che carica la furia o l’abbandono, poi offerto in Bach. Il “fascino soggiogante, il carismatico rigore morale e la potente bellezza d’una capacità tutta sua d’affondare il fraseggio” (Lorenzo Arruga) non è per lei un punto d’arrivo; vive con un’inquieta voglia di cercare oltre, esplorare cose nuove. Se fin da bambina ha imparato a imporsi con l’archetto e con l’esistenza sotto la guida del padre, carismatico medico e appassionato violinista; se ha potuto godere di grandi maestri diversissimi, come Guglielmo, Accardo e Milstein, e ha creato esperienze intense e coraggiose come la direzione, insieme a Giovanni Battista Rigon, delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, suonando con artisti famosi o divenuti tali; e infine se ha il crisma della classicità ufficiale insegnando violino nella scuola di Alto Perfezionamento dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma, oggi ha aperto anche nuovi percorsi: una performance di Bach a confronto con le sacre pagine di Anselmo d’Aosta; un’avventura oltre il confine del jazz con strumentisti spericolati; un viaggio di concerti e incontri alla riscoperta delle origini armene. Radici e futuro, per lei due realtà da non tradire.

Il concerto si svolge nell’ambito della Stagione di musica da camera 2013-2014 della Società Veneziana di Concerti.

I biglietti per il concerto sono in vendita presso le biglietterie Hellovenezia (Teatro La Fenice, P.le Roma, Tronchetto, Lido, Mestre, Dolo, Chioggia, Sottomarina), tramite biglietteria telefonica (041 2424), biglietteria on-line (www.teatrolafenice.it) e biglietteria via fax (041 2722663), oltre che un’ora prima dello spettacolo presso Il Teatro La Fenice.
Domenica 9 febbraio 2014 ore 20.00
TEATRO LA FENICE, VENEZIA

SONIG TCHAKERIAN violino

“Le Ciaccone”

Musiche di Béla Bartòk e Johann Sebastian Bach

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