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Sorrento, affiorano ambienti del I° secolo d.c.

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Sorrento, affiorano ambienti del I° secolo d.c.

Sorrento, affiorano ambienti del I° secolo d.c.
Luglio 01
02:00 2008

Parete affrescata. Scavo di Piazza Veniero a SorrentoImportante scoperta archeologica a Sorrento: durante i lavori di riqualificazione della Piazza Veniero sono venuti alla luce alcuni ambienti che appartenevano ad un edificio il cui impianto risale al I sec. D.C. e che mostrano perfettamente conservati i pavimenti in signino abbelliti da piccole piastrelle di marmo a forma di rombi e pareti affrescate. Gli ambienti sono affiorati durante un saggio effettuato dalla Soprintendenza di Napoli e Pompei nel corso dello scavo diretto dall’archeologa Tommasina Budetta. Per la prima volta è possibile osservare un’intera parete decorata con pitture simili a quelle delle vicine abitazioni di Pompei ed Ercolano, con alternanza di riquadri rossi e blu nei quali con tratto sottile sono disegnati candelabri, cespi di acanto e aironi. I tratti dell’edificio rimessi in luce non consentono al momento di comprendere l’articolazione degli ambienti, tuttavia si può ipotizzare la presenza di un corridoio porticato che si apre su un salone o soggiorno. Straordinario è, infatti, il perfetto stato di conservazione degli ingressi segnati da soglie di marmo con la traccia dei fori dei cardini e di una finestra intonacata che si apriva sul viridario. Lo scavo ha inoltre consentito il recupero di una quantità di materiali raccolti negli strati di scarico che hanno segnato l’abbandono dell’edificio. Infatti, sui piani pavimentali, così come si riscontra anche in altre aree archeologiche del territorio della penisola sorrentina, gli strati dell’eruzione del 79 d.C., che ha irrimediabilmente sepolto i più noti siti vesuviani, è stata rimossa, attestando una rioccupazione del sito che, dall’osservazione preliminare dei reperti, si può ascrivere al II sec. D.C. Riemerge come per incanto la vita quotidiana dell’antica città di Surrentum: ceramica da mensa, anfore, utensili metallici, monete di bronzo, raccolti negli spazi abitativi ricolmati non più dai lapilli dell’eruzione pliniana ma da scarichi di materiale edile antico e moderno. Surrentum, infatti, rappresentava il centro economico e commerciale dell’intera penisola sorrentina, confinante, come dicono le fonti letterarie antiche, con quello di Stabiae e dall’altro lato con l’agro picentino e il golfo di Posidonia. Le nuove scoperte si aggiungono all’intenso lavoro di tutela già effettuato dall’Ufficio Scavi di Sorrento, diretto da Tommasina Budetta, che ha tra l’altro consentito di ricostruire l’antica pianta della città che si cela sotto l’attuale centro urbano. La carta archeologica finora redatta consente di individuare gli assi stradali antichi che disegnano stretti e lunghi isolati attraversati dai decumani (le strade principali est-ovest) che corrispondono alle attuali strade di via S. Cesareo, via Pietà, via S. Nicola. Sono stati finora sicuramente ubicati gli edifici termali, il teatro, il foro e il circuito murario di età sannitica che è tuttora visibile insieme ad un tratto della porta meridionale, a Porta Parsano Nuova. Ulteriori ricerche archeologiche potrebbero approfondire la fase più antica, quella della fondazione della città. La prosecuzione dei lavori sarà possibile solo con adeguati finanziamenti che consentirebbero la realizzazione di un percorso, anche sotterraneo, dei tratti della città antica, di grande interesse turistico e culturale.

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