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SPARARE A ZERO NON CONVIENE MAI

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SPARARE A ZERO NON CONVIENE MAI

SPARARE A ZERO NON CONVIENE MAI
giugno 28
10:05 2019

Anni fa potevamo ancora intravvedere sulla scena politica nazionale e locale personalità di un certo calibro che pur militando su fronti opposti, avevano dalla loro alcune indubbie capacità non solo di fare politica, con la ‘P’ maiuscola come direbbe papa Francesco, ma anche di affidarsi ad un’etica di norme non scritte, ma di buon senso, di buone maniere che, in primis, comprendeva quella del rispetto reciproco e della mediazione.

Certo c’è sempre stato chi, facendo di tutta l’erba un fascio, ha considerato la politica una ‘cosa sporca’, così lasciando talvolta che questa finisse in mano ad alcune furbesche minoranze, magari facendo eleggere personaggi che, con la scusa di non aver fatto politica nella propria carriera professionale o imprenditoriale, si sono presentati con una verginità peraltro alquanto dubbia, e insinuando che  per non aver esercitato politica partitica, si potessero presentare come novelli salvatori della patria. Magari addirittura come paladini dell’anticorruzione, senza considerare che la corruzione non è un ben precisato nemico, ma uno stile di vita che sottende molte branche della società soprattutto dove ‘girano’ soldi, anche se non per questo ci si deve avvitare nel fatalismo del ‘così fan tutti’!

Sarebbe interessante ripercorrere gli ultimi venti-venticinque anni della nostra vita politico-sociale italiana e rendersi conto non solo del cambiamento degli stili di vita, ma anche del modo di rapportarsi del ‘politico’ con la società; una società che in genere, del resto, pur sempre più lamentosa e rancorosa, si dice che abbia comunque i governanti che si merita.  Ma qui il discorso dovrebbe entrare nel dettaglio e si farebbe troppo lungo per un articoletto che vuole solamente mettere in rilievo un aspetto della nostra sociologica realtà: quello del mancato rispetto della persona e delle persone e lo stile di vita che si trasmette alle generazioni presenti e future. Lungi da me fare del moralismo che non avrebbe senso, tuttavia non si può non cominciare a ricordare quel certo linguaggio che, sviluppandosi con la cosiddetta ‘seconda Repubblica’ (quella berlusconiana per intendersi) ha diffuso turpiloqui e atteggiamenti non proprio da persone rispettabili. Si pensi all’antico ‘celodurismo’ del padano Bossi, alle battute sessiste del cavaliere disarcionato, fino all’uso gergale di palle, ombrelli (inteso come gesto) e gratuiti insulti vari, dell’attuale aspirante presidente del consiglio (ma già ormai tale a tutti gli effetti, dal momento che gli hanno tolto le briglie): l’onnipresente Salvini (che del resto non è che un figlio – politico si intende – del Berlusconi cadente.

Con la complicità della televisione (di qualsiasi colore) che più che a dibattiti seri su temi di rilievo, invita alla rissa i vari contendenti (che poi sono sempre quelli che girano per i vari canali) messi l’un contro l’altro, e anche con la complicità di giornali di parte nel prendere posizione e spacciarla molto spesso come la verità, o il pensiero della maggioranza della gente (il che non è).

Al tutto si aggiungono i vari facebook, twitter, ‘mi piace o non mi piace’, e messaggini vari in cui ciò che domina è la posizione drasticamente antagonista dei cinguettanti. Ma a questo hanno contribuito molti degli attuali politici che per essere più graditi alle ‘masse’ gli propinano la…facile soluzione dei problemi che pure sono complessi. Manco tali politicanti fossero il mago Zurlì. Quello almeno faceva divertire i bambini (e le loro famiglie).

E torniamo al rispetto per gli avversari. Oggi più i politici si insultano l’un l’altro e più credono di fare audience e risolto le situazioni. E, come si diceva, i giornali (anche quelli locali) non sono da meno. Si può essere di parte e questo non è certo vietato, ma occorre anche saperlo fare, altrimenti lo ‘sparare a zero’ comporta l’effetto boomerang. Ne dovrebbe sapere qualcosa anche qualche giornale locale che solo qualche mese fa, definiva il povero Crestini di Rocca di papa ‘il sindaco del nulla’, tranne poi che ai funerali del valoroso sindaco ha dovuto correggere il tiro, riportando le parole del card Bertone che, del primo cittadino di Rocca di papa, sottolineava ‘il coraggio di un uomo generoso’.

Speriamo che in futuro si dia più rispetto alle persone – politici compresi – anche (e forse soprattutto) se le loro idee non collimano con le nostre. E questo vale per tutti da destra a sinistra, passando anche per chi si ritiene indipendente.

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1 Commento

  1. Serena
    Serena giugno 30, 10:31

    L’opinione di un singolo redattore non rispecchia necessariamente né quella della Redazione né quella di altri redattori. Il giornalismo, poiché si occupa di quotidiano, è nato per errare. La vita delle persone pubbliche, lo sappiamo, è molto di più rispetto a ciò che si vede o si presume. A volte conta una intera esistenza, altre un solo gesto che pare riscattarla semmai possa sembrare che ce ne sia bisogno. Il giudizio non è nelle mani di nessuno…

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