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Stop alle speculazioni: la Tenuta di Passerano scopre la sua vocazione

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Stop alle speculazioni: la Tenuta di Passerano scopre la sua vocazione

Stop alle speculazioni: la Tenuta di Passerano scopre la sua vocazione
Giugno 20
17:13 2018

No al mega cimitero di Roma, inizia un percorso di rilancio turistico e didattico

Stop alle speculazioni: la Tenuta di Passerano scopre la sua vocazione

L’ arrivo di un bus di 55 posti, proveniente da Napoli, apre il nuovo corso della Tenuta agro patrimoniale di Passerano, a Gallicano nel Lazio. A scendere sono i ragazzi ospiti del “Paolo Colosimo” di Napoli, l’Istituto per non vedenti e ipovedenti a cui, nel 1970, il barone Paolo Quintieri lasciò in eredità, in beneficenza, un ingente patrimonio di cui i 900 ettari di Passerano rappresentano una fetta importante.

Per la prima volta, dopo 48 anni, i ragazzi dell’istituto hanno visitato la “loro” azienda, guidati dal neo direttore, l’agronomo Aldo Mauri che, oltre a presentare il nuovo corso, per il rilancio di Passerano, ha regalato un emozionante percorso tra natura e prodotti. “Con i ragazzi – spiega il direttore – abbiamo simulato la mungitura degli animali, curato l’aiuola delle erbe aromatiche, degustato i prodotti aziendali dei nostri capi di bestiame e del nostro orto dando modo a tutti di conoscere meglio Passerano anche sotto il profilo tattile, olfattivo, gustativo”. “E’ solo il primo incontro – precisa Mauri – visto che, per il futuro, forniremo, per l’anno scolastico 2018/2019, un’offerta formativa con la creazione di aree ortive e di laboratorio gastronomico, con creazione di piatti direttamente nella cucina che stiamo predisponendo”, corsi di ippoterapia, la riapertura degli antichi laboratori del Colosimo per la tessitura della lana e l’intreccio della paglia con la fornitura delle materie prime assicurate dalla Tenuta.

La collaborazione con l’Istituto Colosimo è solo uno dei tasselli di una politica di rilancio di Passerano che, per anni nel mirino di imprese e di speculatori di varia natura, torna a difendere la propria vocazione, anche in forza del vincolo apposto dalla Soprintendenza su tutta l’area, riconosciuta di interesse storico-artistico e, pertanto, inserita fra i beni demaniali di interesse culturale e monumentale della Regione Campania e sottoposta a tutte le disposizioni di tutela e salvaguardia con decreto Regione Campania n. 19 del 21 maggio 2018 a firma dell’avv. Rossana Giordano dirigente  UOD del Demanio Regionale.

Stop, quindi, alle ipotesi di progetto di un mega cimitero per la Capitale e di eventuali centri di compostaggio, la Tenuta di Passerano diventa un luogo aperto a tutti, una meta turistica, con laboratori a cielo aperto per percorsi di alternanza i scuola lavoro, fattoria didattica, un B&B con 12 posti letto a breve prenotabili online, uno spaccio aziendale e un punto di degustazione di prodotti della terra. A dare forza alla proposta, nei giorni scorsi, la soprintendente archeologica per il Lazio, Margherita Eichberg, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, il senatore Bruno Astorre e diversi sindaci e amministratori del territorio che hanno condiviso il progetto di rilancio del direttore Aldo Mauri, della società concessionaria regionale SAUIE s.r.l. e della Regione Campania.

Oltre al Castello di Passerano, nell’area ricadono un lungo tratto dell’Antica via Prenestina, perfettamente conservato, ma anche siti di straordinario interesse, come l’estesa necropoli di tombe ipogee a camera sul Colle Sant’Angeletto, riportata alla luce tra il 1994 ed il 2014 e databili fra il VII e il III sec. a.C; importanti resti di ville, cisterne, impianti produttivi, canalizzazioni di età romana, collegati da percorsi viari, con tanto di ponti, che corrono affianco a tombe e aree sepolcrali, attraversa l’intera Tenuta.

 

 

 

 

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