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STS “s’ha da chiudere” nel silenzio del prossimo sindaco e dell’opinione pubblica

STS “s’ha da chiudere” nel silenzio del prossimo sindaco e dell’opinione pubblica
Luglio 15
08:07 2021

Frascati – Questi gli umori raccolti nella prima giornata di sciopero estivo della Azienda Speciale STS, municipalizzata che tiene aperti i battenti di buona parte dei servizi comunali, il giorno 14 luglio, sciopero che proseguirà anche per tutta la giornata del 15 all’interno di una settimana di ‘agitazione’ voluta dai lavoratori di tutte le sigle sindacali. STS viene ‘dismessa’ a pezzi: già ‘ricollocato’ con un buon taglio dello stipendio, superiore al taglio di ore effettivamente lavorate, il comparto delle pulizie, seguiranno portineria, servizi del verde, centro elaborazione dati. Mandati a casa anche l’ufficio tributi, patrimonio e usi civici che saranno prontamente ‘internalizzati’ grazie a concorso pubblico buttando alle ortiche, di fatto, esperienza più che decennale e conoscenza del territorio. Davanti al disfacimento dell’ennesima Azienda speciale (aziende fortemente volute dai comuni quando erano in carenza di personale non potendo bandire concorsi pubblici), né lo stato né la politica locale sono in grado di dire una parola ora che centinaia e migliaia di lavoratori in tutta Italia che hanno mandato avanti per anni i servizi di intere amministrazioni vengono spediti a casa nel silenzio generale perché sostituibili tramite concorso.

STS, a quanto pare, non riceve solidarietà né dai colleghi comunali, assenti per l’intera giornata del 14 luglio gli attuali reggenti in carica nel comune commissariato e i dirigenti, né dai cittadini che ogni giorno si rivolgono agli sportelli per vedere risolte le proprie pendenze, i propri problemi, nè dalla politica.

La politica frascatana mai avara di dichiarazioni, alla anti vigilia delle elezioni amministrative ottobrine fa silenzio. Silenzio. Mai silenzio è stato tanto pesante anche perché fra i molti che si apprestano a correre per la carica di sindaco ci sono tutti volti noti alla politica e alla vita  pubblica frascatana che conoscono la realtà STS, in qualche caso l’hanno voluta assieme alle precedenti amministrazioni, e se è vero che di ogni decisione ci si può pentire per i motivi più disparati, questi futuri sindaci dovrebbero venire a dire ai lavoratori anche quali sarebbero i motivi del ripensamento e cosa pensano del futuro di quasi cento famiglie che si troveranno, nella maggior parte dei casi, a perdere il loro unico reddito. Con amarezza, i lavoratori si chiedono che politici potranno mai essere questi quando nella giornata di ieri anche lo stato è sceso accanto ai lavoratori Whirlpool cacciati con annuncio on-line: forse si troverà o forse no una soluzione con l’apporto di tutte le forze sociali, sindacati, solidarietà, associazioni, comitati, ma almeno la politica prova a metterci la faccia, accanto ai lavoratori. Anche perché, senza nulla togliere al diritto d’impresa, la società che ora gestisce le pulizie di molte amministrazioni comunali, grazie ai buoni uffici della Città Metropolitana, arriva da Udine: questo significa che il territorio dei Castelli Romani riesce a produrre solo posti di lavoro che poi occupano gli imprenditori ‘più capaci’, oppure buchi nei bilanci delle amministrazioni comunali? Per la cronaca: STS Azienda Speciale, da quando sono state rilevate le difficoltà economiche ha sistemato la propria situazione di bilancio e oggi è un’azienda sana grazie ai molti sacrifici dei lavoratori che hanno accettato decurtazioni di orario e di stipendio senza mai vedere, invece, premiato il raggiungimento di obiettivi, come accade nella pubblica amministrazione, con aumenti o contratti migliorativi (negli scorsi anni, dicono ancora i lavoratori, hanno aspettato per mesi gli arretrati dell’unico benefit che hanno, i buoni pasto per le giornate di rientro al lavoro).

Quindi, da quanto dichiarato a gran voce dai lavoratori e dai sindacati presenti alla giornata di sciopero e presidio davanti la Casa Comunale: STS è un’azienda sana ma i lavoratori si mandano a casa; dopo più di un anno di pandemia che ha spezzato le speranze di avere una vita ‘normale’ a tante famiglie italiane, qui a Frascati il primo atto dell’era vaccinale è stato mandare a casa le lavoratrici del comparto pulizie per annunciare poi tutte le successive dismissioni e quelle che vengono chiamate ‘internalizzazioni’ (leggi: spendere ulteriori risorse per mandare via gli attuali lavoratori e cercarne altri). La politica cosa risponde? Perché se quelli che attualmente concorrono alla carica di sindaco di Frascati non sanno pronunciarsi, oggi, davanti una istanza così forte, vitale, per i lavoratori, per la comunità, per il buon andamento della cosa pubblica, cosa potranno fare domani gli stessi amministratori per la cittadinanza tutta? Questo si chiedono i lavoratori STS in sciopero, oltre a cosa ne sarà del loro prossimo, immediato, futuro.  

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