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Sua Maestà il Fico d’India

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Sua Maestà il Fico d’India

Sua Maestà il Fico d’India
Luglio 17
06:57 2020

Cuore tenero avvolto da un guscio spinoso, il Fico d’India è originario dell’altopiano del Messico dove gli Atzechi, che ne avevano fatto il loro emblema, lo chiamavano “ Nopalli”.

Fu scoperto dai grandi navigatori, che, insieme a Cristoforo Colombo, lo chiamarono Fico d’India, credendo di essere approdati nelle Indie, anziché nelle Americhe.

Furono gli Spagnoli nel 1519, grazie ad Hernando Cortes, a portare la  pianta in Europa ed in Sicilia, dove trovò condizioni ambientali ottimali e si diffuse velocemente al punto da divenire un elemento tipico del paesaggio.

La caratteristica peculiare  del Fico d’India è il “cladodio”, cioè la pala, che ha la funzione di preservare l’acqua, rendendo, così, la pianta  facilmente adattabile in condizioni di estrema siccità.

La sua facilità ad adattarsi in terreni vulcanici, aridi e sassosi, l’hanno resa una fonte inesauribile di frutti gustosi e pregiati, assai apprezzati dal popolo siciliano: e pensare che, per il suo essere una pianta rustica, gli antichi nobili siciliani tendevano a  snobbare questo frutto, considerandolo prevalentemente un frutto per i poveri.

I fichi nascono direttamente sulle pale e derivano dall’ovario del fiore che cresce insieme al frutto, un fiore meraviglioso dal colore giallo luminoso.

I periodi di raccolta sono due: a fine estate viene raccolta la varietà agostana, detta di “Primo Fiore”, poiché nasce dopo la prima fioritura della pianta; invece ad ottobre si raccoglie la varietà tardiva che deriva da una seconda fioritura, prodotta artificialmente con il cosiddetto procedimento della “scozzolatura”. In estate vengono asportati, cioè “scozzolati” le pale ed i frutti germogliati a giugno: si ottiene così una seconda fioritura posticipata ad inizio autunno: ne verranno fuori frutti più grandi e pregiati!!!

I frutti di “Primo Fiore”, in base al colore della loro buccia e della loro polpa, vengono suddivisi in tre categorie:

  • Fico giallo, detto “Sulfarina”, con buccia gialla e polpa colore giallo-arancio, dal gusto dolce e consistenza morbida;
  • Fico rosso, detto “Sanguigna”, con buccia e polpa colore rubino, dal gusto dolce e polpa friabile;
  • Fico bianco, detto “Muscaredda”, con buccia e polpa verde , dal gusto zuccherino e polpa croccante.

I frutti di “Secondo Fiore” confluiscono tutti in un’unica e pregiata categoria:

  • “Scozzolati” o “Bastardoni”: vere e proprie gemme gialle, arancioni, rosse rubino e verdi di dimensioni maggiori rispetto ai fichi di prima fioritura, saporiti, dal gusto dolcissimo, una vera e propria prelibatezza di cui poter godere fino a Natale!!!

 

E, adesso, voglio rendervi partecipi di una strepitosa curiosità: pensate che in Messico, sin dai tempi degli Aztechi,  le pale giovani  del Fico d’India venivano, e anche oggi lo sono,  comunemente utilizzate come cibo. Una volta ripulite dalle spine, vengono cotte per essere consumate come delle vere e proprie verdure. Sono chiamate “Nopales” o “Nopalitos” ed Il loro sapore è molto simile al fagiolino ed all’asparago. Anche in Sicilia le pale non vengono buttate via, vengono essiccate e date in pasto alle vacche e ai vitelli.

E che dire delle bucce? Le nonne siciliane non dicevano sciocchezze quando ci incitavano dicendo: “ Jinchi la panza e jinchila di spini”, cioè “Riempi la pancia e riempila di spine”! Pulivano le bucce delle loro spine, le tagliavano a fettine, le facevano bollire e le panavano oppure le intingevano di farina prima di friggerle! Ancora oggi nelle Madonie qualcuno le mangia!

E, allora, lasciamoci deliziare da questo delizioso “miracolo della natura” e assaggiamo le marmellate, i gelati, gli sciroppi, la “mostarda”, le crostate, i gel!!!

Ma non dimentichiamo che, al di là del piacere del palato, questi frutti preziosi sono anche  ricchi di proprietà nutritive, fanno bene allo stomaco ed anche alla bellezza di pelle e  capelli!

Roma, 16 luglio 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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