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TEATRO CIVICO DI ROCCA DI PAPA: SI RIDE E SI RIFLETTE

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TEATRO CIVICO DI ROCCA DI PAPA: SI RIDE E SI RIFLETTE

TEATRO CIVICO DI ROCCA DI PAPA: SI RIDE E SI RIFLETTE
Maggio 21
05:45 2019

 

Sta per volgere al termine la programmazione annuale del nostro Teatro Civico di Rocca di Papa: la scorsa domenica 19 maggio,  all’insegna dell’ironia e del divertimento, un selezionato pubblico ha assistito, sorriso e s’è intrattenuto con una commedia leggera e brillante: M’avete rotto di Fabrizio di Renzo e Alessandro Bonanni, tra gli interpreti con Tonino Tosto, regista, Marina Vitolo, Susy Sergiacomo, Titti Cerrone, Jessica Agnoli.

Calpurnio, ricco imprenditore si ritrova alla soglia dei settanta con una famiglia che, lungi dal riconoscere sacrifici e responsabilità che hanno gli concesso di farsi da solo, ruota intorno a lui in modo superficiale, ciascuno legato ai propri interessi.

Così, in modo leggero e divertente si conosce Wanda, la frivola moglie dedita al canto e alle partite di burraco; i figli Jessica, viziata ultimogenita che non intende tagliare il comodo cordone ombelicale che la lega alla famiglia dalla quale ottiene la realizzazione di ogni capriccio; Cesare e sua moglie Titti, apparentemente gentile e disponibile con tutti che comanda a bacchetta il giovane marito completamente dipendente dal cellulare e che vive nel mondo parallelo del web; Fulvio, genero collaboratore del suocero, sposato con la primogenita di Calpurnio, Giusy, sfruttatrice a distanza delle risorse paterne.

L’uomo è stanco di sopportare quel peso che gravita irriconoscente intorno a lui, così architetta un piano e, fingendosi morto, scopre la realtà che filtra oltre l’apparenza della sua quotidianità e tutto contribuirà ad aprirgli gli occhi, e a fare in modo che ciascuno possa avere quel che si merita, compresa la madre badessa, suor Alfonsina, superiora del convento al quale è destinata la beneficenza di Calpurnio.

Si sorride e si riflette sulla superficialità che il benessere ha creato nelle nuove generazioni, alle quali sembra tutto essere dovuto, senza che esse conoscano sacrifici e senso di responsabilità. Così come, sempre all’insegna del divertimento, s’avverte però quella punta d’amaro nel constatare che l’affetto talvolta è solo legato all’avere, al chiedere, al pretendere e, paradossalmente, il vero legame affettivo scaturisce dalla vicinanza e dalla collaborazione che viene dal lavoro: il genero, alla fine, dimostrerà di essere l’unica persona onesta che dal suocero ha appreso direttive e mette in pratica alcuni dei valori più importanti della vita, compresi l’onestà, il rispetto e la riconoscenza.

Ancora una volta la conferma che il teatro è vita, offre spunti di riflessione e fa divertire: teniamoci stretto questo piccolo mondo legato al nostro territorio castellano, soprattutto per i giovani che nella scuola di teatro stanno apprendendo e trovando il loro modo di esprimere se stessi, in un coinvolgimento che, dalla fantasia e immaginazione sa creare e fa conoscere valori.

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