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Novembre 17
14:31 2013

Roy-LichtensteinImmagine e parola.
La comunicazione avviene mediante uno scambio di segni. Un mittente trasmette un messaggio ad un destinatario attraverso un canale, che può essere verbale o scritto. Il canale trasporta il messaggio composto da un codice chiaro ad entrambe le parti. Ad esempio la stessa lingua, costituita di segni e regole, ovvero la grammatica. La struttura della lingua italiana comprende l’utilizzo di un soggetto che può essere espresso o sottinteso, un verbo, un complemento oggetto e poi altri complementi. Il messaggio può essere espresso con una frase breve, semplice o complessa.

La comunicazione verbale può anche non rispettare queste regole e il sistema della struttura può essere alterato. Ad esempio, se ci troviamo all’interno di un bar, possiamo dire “un caffè” a chi ci sta servendo. Il messaggio viene chiarito dal contesto, anche se grammaticalmente scorretto, in quanto si dovrebbe dire “desidero un caffè”, forma in cui il soggetto è sottinteso, vi è il verbo e anche il complemento oggetto. Quando i messaggi avvengo attraverso il canale della scrittura si elabora un testo, ovvero un insieme di segni. Ogni segno si chiama “senema” e il testo è definito “senema espanso”. La “semiotica” è una disciplina che studia i segni della comunicazione. Lo studioso Saussure definisce il segno come “l’unione di un concetto e di un’immagine acustica”. Con questa definizione si ha un paradigma psicologico spostato verso l’astratto. Infatti, il segno è inteso come relazione, unione del concetto e dell’immagine acustica in quanto elemento psichico. Si ha da una parte il significante, che coincide con l’immagina acustica e dall’altra il significato, che coincide con il concetto. Un altro studioso, Barthles, sostiene che il concetto è la caratteristica fondamentale del segno e vi è legame tra espressione e contenuto. La lingua fornisce una categoria per poter parlare, un modello primario. La pittura si esprime attraverso un altro tipo di segni. Le parole assumono un significato chiamato “metalinguaggio”. Ad esempio se dico la parola “sedia” formata da cinque lettere, la mia mente richiama subito l’immagine di una sedia, come oggetto su cui sedersi. Vi è un procedere verso l’astrazione che correla il significante al significato. La lingua non è solo nomenclatura ma, approfondendo il significato di segno, emerge una lingua a cui si riconosce capacità di costruire ed ordinare un’esperienza, quindi, una lingua categoriale. Nel 1975 Umberto Eco distingue il codice e il sistema. Secondo Eco, il significante rappresenta un sistema e il significato un altro sistema. Il codice è la correlazione tra i due sistemi. Si ha codice, quindi lingua, quando vengono messi in correlazione due sistemi. Per forma viene intesa la regola che il linguaggio pone per segmentare e correlare le sue sostanze e questa è la grammatica. La forma del contenuto è la segmentazione formale, quindi il lessico. Interpretare una lingua significa ricondurre occorrenze a tipi, sostanze a forme e forme a funzioni. Ad esempi nel gioco degli scacchi si hanno sedici pezzi più sedici pezzi e non è possibile inserirne altri. Il sistema, quindi, è chiuso. Nel linguaggio si ha un sistema creativo, non chiuso. Ancora, nel gioco degli scacchi il pezzo si contrappone al pezzo su un solo piano, quello delle regole del gioco. Nel linguaggio, invece, vi è il piano degli aspetti pragmatici. Ritornando al concetto di testo, dal latino “textum” che indica qualcosa che si fa, che si tesse. Quindi, il testo è qualcosa che ci permette di identificare una struttura. Noi individuiamo un testo a posteriori, non ci sono ancora criteri per stabilire un testo. Si ha la dimensione di testo come dimensione di materia, prodotto storico, oggetto dell’analisi letteraria, ancora, come pratica di comunicazione. La funzione del testo è quella di instaurare una correlazione, deve essere una forma che struttura un contenuto che non è solo oggetto linguistico, ma anche azione culturale. La linguistica testuale nasce negli anni ’70 come tentativo di spiegare un testo in quanto insieme di più unioni. All’interno del testo vi è anche il concetto di competenza testuale che può essere ricettiva o produttiva, ancora può essere di genere. Il testo si riconosce come una parte enunciata in un gioco d’azione comunicativo e tematicamente orientata a realizzare un potenziale illocutivo. Secondo Segre il testo ospita linee, echi culturali in cui si distinguono l’intertestualità e l’interdiscorsività, cioè il dialogo tra codici e sistemi all’interno di una cultura. Lotmann sostiene che “segmentare un testo è come distruggere il cristallo”. Anche Calvino, nelle lezioni americane, cita il paragone al cristallo, visto come simbolo di esattezza e perfezione. Eppure, per studiare un testo occorre smontarlo, riducendolo a codici. Vengono prodotti due tipi di materiali diversi. Se decido di elaborare una poesia devo impormi di adoperare un sistema grafico molto preciso. Ad esempio nel Futurismo si assiste ad una riforma in cui si distrugge tutto quanto è stato elaborato prima. Si toglie struttura da una parte, ma la si prende da un’altra. Ad esempio nella scrittura si cercano forme che rappresentano le singole lettere. La lettera “m” per i futuristi è rappresentata dalla riproduzione grafica delle montagne. L’idea di testo predominante nella cultura contemporanea è quella di “contenuto di un prodotto scritto”.

Ogni cultura ha una visione religiosa del mondo. L’eccellenza della parola testo ci rimanda all’idea del testo sacro, con una precisa idea di tempo. L’idea di testo, ancora, ha in sé anche l’ipotesi di contenitore di memoria storica. Si parla di storia quando si hanno i primi testi scritti. Ancora, indica un procedimento dinamico, in cui il tempo è un elemento fondamentale. Ilia Prigogine parla dell’uomo come inventore del tempo, in quanto organizza il proprio patrimonio simbolico in modo tale da costruirne un tempo originale. Parla di linearizzazione del tempo, in quanto non posso dire due parole contemporaneamente, così come non posso neanche pronunciarle allo stesso tempo. Quindi un testo si intesse in un insieme di regole dettate dal tempo, attraverso questi elementi prende forma e viene messo in circolo per essere diffuso e tramandato.

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