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TESTIMONE L’ORIZZONTE… E IL PASSATO SI FA PRESENTE

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TESTIMONE L’ORIZZONTE… E IL PASSATO SI FA PRESENTE

TESTIMONE L’ORIZZONTE… E IL PASSATO SI FA PRESENTE
27 Ottobre
13:39 2018

 

di  Stefano Coletta

 

È sempre bello ed arricchente ascoltare parole che ricalcano tracce di passi antichi, che uniscono piccoli indizi di un passato frammentato per farne un racconto coeso che sussurra a bassa voce paesaggi evocativi.

È quello accaduto venerdì 26 ottobre nella Biblioteca di Frascati-Basc, durante la presentazione del romanzo storico “Testimone l’orizzonte” di Rita Gatta e Lina Furfaro – Falco Editore, relatore il Prof. Giancarlo Rinaldi, sotto l’egida dell’Associazione Di Terra e Di Parole.

Si è parlato di storie, di aneddoti, di piccoli riti appartenenti ad un passato altrimenti muto e situato nei luoghi di Rocca di Papa, Frascati e altre realtà castellane.

L’importanza del riordino di racconti tramandati oralmente, delle ricerche storiche che le autrici hanno svolto con tanta dovizia di particolari si spalanca ed ingoia i nostri giorni, dove l’individuo, vivo solo in un presente ossessivo, è separato da tutto il resto. E allora l’identità fatica a formarsi, e quando ci riesce, si ritrova frammentata.

Perché i nostri tempi hanno dimenticato ciò che, invece, le autrici succitate sembrano gridare a gran voce, ovvero che la nostra identità è legata al passato, ai luoghi, ai sapori antichi. Perché solo così quelle strade, quegli scorci, quei paesaggi, si staccano dallo sfondo del silenzio ed iniziano a parlare. Ed è lì che il mondo diventa meno ostico, più familiare. Più coerente. Perché è lì che alberga l’anima mundi e, con essa, la nostra stessa anima.

Già l’antropologo Gregory Bateson aveva evidenziato come la nostra psiche non sia “individuale”, privata, chiusa in sé, ma bensì aperta al mondo, formata dalle relazioni incontrate, dalle parole udite, dalle orme lontane. E ricucire tutti questi scenari è, in fondo, la ricerca della propria appartenenza: questo sembra esser stato il senso dell’incontro e, con esso, la finalità stessa del libro ivi presentato.

 

Stefano Coletta Psicologo consulente, svolge attività libero professionale. Docente e Coordinatore di diversi corsi presso l’Unitre e Membro dell’ “Associazione Nazionale per le Pratiche Filosofiche”; autore de L’Immagine Risanatrice, un nuovo metodo nella gestione dell’ansia e delle fobie; e de La Psicologia dell’Attesa, approccio che considera il sentimento dell’attesa la base della coscienza; cura diverse Rubriche di psicologia in programmi tv e in mensili come Dimensione Benessere.  Ha vinto ed è arrivato finalista a diversi Premi Nazionali di filosofia ed è autore di diverse pubblicazioni e di un cortometraggio psicologico, L’assenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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