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Travaso di cultura

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Travaso di cultura

Maggio 27
11:22 2013

primi in Italia e il primo nell’ambito del Sistema Museale dei Castelli Romani a dotarsi di un apparato multimediale che, sfruttando un sistema wi-fi, accompagna il visitatore.
Il progetto Travaso di Cultura è stato curato da Simona Soprano – dell’associazione Manacubba e responsabile del Museo Diffuso del Vino – e Maurizio Taglioni – giornalista enogastronomico e direttore responsabile di lavinium.com. Nella sua prima applicazione ha visto la realizzazione di una ricerca socio-antropologica sul campo volta alla raccolta degli antichi saperi che gravitano intorno al mondo della vitivinicultura dell’area dei Castelli Romani. La cospicua documentazione raccolta nel corso dell’indagine è stata riorganizzata in una serie di documenti video il cui scopo è quello di restituire voce agli oggetti che compongono la collezione museale.
Grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie è possibile, con un comune cellulare tecnologicamente avanzato o con un tablet, leggere il codice Qr Code e tramite la rete wi-fi visualizzare sullo schermo il filmato che spiega la natura e l’utilizzo dell’oggetto a cui il Qr Code si riferisce. Oltre al recupero della memoria storica connessa al mondo della vitivinicoltura dell’area dei Castelli Romani, «uno degli scopi di questo progetto – spiega Simona Soprano – è che le conoscenze si possano apprendere direttamente dai testimoni che da noi sono stati intervistati». Il museo arricchisce il concetto di fruizione trasformando contenuti tradizionali in esperienza multimediale, passando dalla staticità alla mobilità culturale, favorendo l’accesso alla conoscenza delle opere e il ‘Travaso di Cultura’.
Il Direttore Velenti, durante l’incontro, ha ringraziato l’Amministrazione – rappresentata dal sindaco Luciano Gori, dal vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Pulcini, dall’assessore ai beni culturali Giulio Cupellini e dall’assessore alle politiche sociali Caterina Morani – che ha permesso di avviare questo percorso virtuoso di trasformazione dei musei, superando l’idea del museo come semplice luogo espositivo controllato da custodi addetti alla biglietteria. Un’innovativa idea di museo ha preso vita a Monte Porzio Catone ed ha reso interagente il Polo Museale con lo stesso ambiente ospitante e con la società civile, sconfinando nei comuni limitrofi come è avvenuto nel caso della ricerca guidata dalla dott.ssa Soprano e dal dott. Taglioni, che hanno esteso le interviste a tutto il territorio dei Castelli Romani.
Emozionante è stata la consegna degli attestati di ringraziamento a tutte le persone coinvolte nelle varie interviste, vecchi agricoltori che sono stati oggetto di questa ricerca e che hanno illustrato sia verbalmente che praticamente, nei vigneti, tecniche e attrezzature del loro lavoro non trascurando di raccontare anche i momenti legati alla fruizione del prodotto. Durante la consegna degli attestati il Sindaco ha orgogliosamente ricordato di essere un produttore di uve e di voler tramandare questa sua tradizione agricola di famiglia al giovanissimo figlio «il mondo dell’agricoltura – ha spiegato il dott. Gori – è un mondo bellissimo che consente di lavorare all’aria aperta e a contatto con la natura, tutti i problemi dell’agricoltura nascono dalla scarsa redditività del prodotto, come amministratori ci dobbiamo impegnare ad invertire questa tendenza e riportare i nostri giovani a lavorare la terra con la certezza di un guadagno che gli consenta di progettare il proprio futuro». In un mercato globale che riempie i nostri mercati di prodotti esteri di qualità spesso inferiore, ma realizzati a costi di produzione irrisori a discapito della tutela salariale, sociale e sanitaria, non è facile percorrere la via indicata dal sindaco Gori; ma è altresì certo che non ci si possa arrendere alla complessità degli eventi e che debba essere fatto tutto il possibile per la tutela del nostro patrimonio agro-pastorale e dei posti di lavoro ad esso legati.
La giornata è terminata con un brindisi offerto dalla Cantina Sociale di Monte Porzio Catone, è stato stappato l’ultimo dei prodotti, aggiunto alla già nutrita selezione di vini. Da poco, infatti, questa cantina produce dell’ottimo spumante metodo charmat, con cui si è brindato alla nuova applicazione del Museo.

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