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Luglio 02
08:46 2015

9019-Turisti-nel-Parco---foTurismo nella natura – 2014: in Italia 102 milioni di presenze, 70.000 al Treja

Le vacanze all’aria aperta piacciono, sia agli italiani sia agli stranieri. Anche quest’anno i parchi e le aree protette si confermano il segmento più rappresentativo del turismo natura: a livello

nazionale le visite registrate nel 2014 hanno raggiunto i 102 milioni, con un fatturato di 11,9 miliardi di euro. Un vero boom che non conosce crisi, tanto che dal 2007 ad oggi si è registrata una crescita delle presenze nelle strutture ricettive delle aree protette (+7%) e del fatturato (+21%). La metà dei turisti che scelgono di passare le proprie vacanze nei parchi fa attività sportive, con una predilezione per l’escursionismo e la bici.
“Soprattutto Calcata e Monte Gelato, nel Parco del Treja, sono molto noti e frequentati – osserva il presidente del Parco Luciano Sestili, che aggiunge – il nostro patrimonio storico-ambientale rappresenta un giacimento di ricchezza non solo culturale, ma anche in termini economici, per le sue declinazioni turistiche.”
Nella scelta delle mete, le qualità ambientali dei luoghi pesano più di tutte, ma anche le caratteristiche storico-archeologiche, il paesaggio e le tradizioni enogastronomiche hanno una grande rilevanza. Per questo tipo di turisti la tutela del territorio è il vero valore aggiunto.
“Si tratta di cambiare prospettiva – continua Sestili – e mettere al centro le caratteristiche dei luoghi, la potenza evocativa della storia che li permea, la valenza culturale che connota interi territori, il significato ambientale della loro salvaguardia. Il legame tra natura e bellezza è inscindibile ed è la nostra bussola.”
Al Treja sono stimate 70.000 presenze l’anno. Di queste circa il 10% è ascrivibile direttamente alle iniziative del Parco. Un potenziale certamente da incrementare, migliorando l’offerta per un turismo di qualità. Ma un turismo di qualità si fonda sull’integrità territoriale, che va mantenuta per ragioni culturali e ambientali. Siamo di fronte a un corto circuito virtuoso che dimostra che la tutela può produrre anche una convenienza economica.

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