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Ultimi giorni per la mostra “Normality”

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Ultimi giorni per la mostra “Normality”

Ultimi giorni per la mostra “Normality”
dicembre 01
00:36 2015

Il progetto si conclude il 6 dicembre con una imperdibile cena teatrale, sempre incentrata sulla follia: Follywood, di Roberto Corradi, a cura di Nicola Pistoia, con Ketty Roselli e Roberto Corradi

LA MOSTRA – Ultimi giorni per la mostra “Normality” dei due artisti Valeria Catania e Guido Pecci, presso gli spazi espositivi del ristorante vegetariano Il Margutta, in via Margutta 118 a Roma. L’esposizione è ideata da Tina Vannini, curata da Giorgia Calò, organizzata e coordinata da Anita Valentina Fiorino. La mostra, ad ingresso libero, si concluderà il 5 dicembre.

Oggetto della mostra la follia creativa di due artisti italiani dalle diverse provenienze stilistiche e concettuali, che affrontano la presenza binaria dello spazio espositivo creando un percorso estremamente particolare nella sua totale eterogeneità. La contrapposizione non è solo tra i diversi linguaggi, spesso monocromo con l’uso di plexiglass e lamiere per Catania, estremamente colorato e materico quello di Pecci; ma anche tra due punti di vista ben distinti: più introspettivo il primo, estroverso nel suo tripudio pop il secondo.

Un progetto creativo fatto di ironia, colore, sapore, ma soprattutto rispetto. Rispetto verso gli animali, verso il prossimo, verso chi è differente da noi. La mostra propone al pubblico alcune domande: chi o cosa si può definire normale? L’anormalità fa così paura? E, soprattutto, la normalità esiste sul serio? Dopotutto la diversità è alla base della ricchezza, e la follia diventa momento di confronto e di arricchimento, anche culturale.

GLI ARTISTI DELLA MOSTRA – “Valeria Catania – spiega il critico d’arte Giorgia Calò – ci conduce in un luogo silente, raffinato, fatto di volti o per essere più precisi profili che si ripetono, sembrerebbe, all’infinito. I mezzi usati dall’artista sono pochi e potremmo dire non convenzionali: il plexiglass, l’alluminio, il colore (quando c’è) spesso fluorescente, elaborato in funzione della luce e degli effetti tipici del chiaro/scuro. I lavori di Catania, infatti, si animano mediante particolari illuminazioni che conferiscono all’immagine bidimensionale una struttura plastica, che rimanda per certi virtuosismi all’arte cinetica”.

Guido Pecci catapulta lo spettatore dentro una favola, o meglio un cartoon – aggiunge Giorgia CalòL’artista costruisce scenografie surreali in cui il colore e la materia danno vita a luoghi fantastici, spesso animati da personaggi noti nell’immaginario collettivo, da Winnie de Pooh ai Simpson. Sono personaggi pretestuosi che Pecci usa come simboli di una cultura pop capace di comunicare attraverso icone, avvalendosi di un codice ben preciso per avvicinare chiunque all’arte”.

IL PROGETTO “NORMALITY” – La mostra ha fatto parte di un progetto più ampio, il cui “fuoco artistico” è stato il cortometraggio Normality, produzione indipendente dell’attore Gabriele Lazzaro, che è stato presentato, durante due appuntamenti speciali, a giornalisti ed artisti. Il corto racconta l’amore folle e malato di Norman per sua madre: timido e problematico lui, instabile ed enigmatica lei,  un rapporto paradossale, in cui unica chiave di sopravvivenza è preservare la dipendenza emotiva.

IL TEATRO – Il progetto si conclude il 6 dicembre con una imperdibile cena teatrale, sempre incentrata sulla follia. Follywood, di Roberto Corradi, a cura di Nicola Pistoia, con Ketty Roselli e Roberto Corradi, nasce da un’idea di Tina Vannini e Francesca Barbi Marinetti, vuole essere ancora una volta un modo per gustare intrattenimento, arte e buon cibo creando una cornice di partecipazione e dialogo tra diversi livelli di creatività. Al pianoforte il Maestro Antonio Nasca.

LA TRAMA – Jack e Jennifer sono i classici protagonisti dei film americani, ma il giorno in cui riescono a mangiare per intero un sandwich – anziché destinargli un solo morso prima di rispondere al telefono e andarsene, come accade in qualsiasi pellicola statunitense – le loro certezze svaniscono. Il loro mondo si stravolge, e acquistano una normale imperfezione, rappresentata da un forte accento italiano. Anzi, romano. A nulla varrà cimentarsi in vari stili cinematografici: la trasformazione risulterà irreversibile e l’epilogo sarà in musica.

INFO CENA TEATRALE – Lo spettacolo andrà in scena tra una portata e l’altra della cena: quattro le portate, quattro gli “atti” della messinscena. Start: ore 20,30. Prenotazioni allo 06 32650577  o per mail ad info@ilmargutta.bio.

Scritto da Salvo Cagnazzo

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