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Un piccolo successo inaspettato

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Un piccolo successo inaspettato

gennaio 21
14:30 2019

In Puglia c’è un bellissimo villaggio turistico affacciato sul mare, il suo nome è Beach’s village ed è composto da molte stanze e bungalow, dei fantastici giardini e un grande bar situato sulla grande piazza che si affaccia su una ringhiera che, cinquecento metri più in là, ha una scalinata per scendere in spiaggia. Sono le 10:40 e a quest’ora nel bar non c’è nessuno, molti sono scesi in spiaggia, altri sono nei giardini e qualcuno sta giocando nel campo di tennis; solo cinque ragazzi sono seduti al tavolo del bar, hanno dei bicchieri di Coca Cola con del ghiaccio e parlano, tra loro, della loro musica e dei loro progetti, perché questi cinque ragazzi formano un gruppo musicale.

Claudio il batterista, facendo dondolare i cubetti nel bicchiere, esclama: “Si suona anche stasera?”, “Sembra proprio di sì!”, risponde Federico uno dei chitarristi; allora Emanuele, che suona la tastiera, sembra riprendere i due: “Perché, vi dispiace?! Se dovessimo smettere di suonare anche qua sarebbe la fine! Ringraziate il cielo che la sera ci sia ancora un po’ di gente che ci applaude, se no ce ne potremmo andare tutti a casa. Marika la cantante gli dà ragione: “Emanuele ha ragione, fatevi un bel riposino il pomeriggio, se vi stanca stare in piedi fino a tardi. Fabrizio, ma che stai facendo?”. Il secondo chitarrista ha abbandonato sul tavolo la sua Coca Cola ed è intento a scrivere delle note sul pentagramma, mentre pizzica le corde della sua chitarra: “Sto cercando una nuova melodia, mica possiamo cantare sempre le stesse canzoni! Capirai, in questo villaggio ogni anno cambiano i turisti ogni dieci giorni, se non di meno…” ed Emanuele con un’aria triste afferma: “Proprio qui cade l’asino, ci toccherà ogni anno venire a suonare qui per quattro turisti, mentre a me piacerebbe incidere un disco, così potremmo far ascoltare la nostra musica altrove…”.

In quel momento entra il capovillaggio: “E credi che questo non sia possibile?” e Claudio: “Non andiamo mica in tournée noi!”, “ma non sapete una cosa: la gente che è venuta qui in vacanza ha parlato bene di voi in giro, così con un passaparola la voce è arrivata anche a un impresario che stasera è qui per sentirvi.”.

I ragazzi saltano dalla gioia, con grinta prendono i loro strumenti, mentre Marika prende il microfono e cerca di cantare, anche se il cuore le batte forte nel petto per l’emozione.

Arriva la sera, viene montato un palco, che dà le spalle al panorama del mare, dietro gli strumenti dei ragazzi, che sono già posizionati sul palco, si vede un cielo pieno di stelle e un mare che ondeggia calmo nel buio della sera. Fabrizio, Federico, Emanuele, Claudio e Marika salgono e iniziano a suonare e a cantare. Nel pubblico c’è chi balla, chi segue con il battito di mani il ritmo della canzone e c’è anche l’impresario che guarda e ascolta con molta attenzione. La canzone finisce e scoppia un applauso tra le grida dei ragazzi del pubblico, che incitano i musicisti: “Bravi, bravi, bis!”.

La mattina verso le 9:10 il gruppo si ritrova al bar, con cinque cornetti e cinque cappuccini, tutti quanti hanno un sorriso sul volto, quando, com’è già successo, arriva il capovillaggio: “Ragazzi, mi congratulo con voi.” e loro tutti insieme con sguardo interrogativo: “E allora?”, “Calmi, calmi, ora ve lo dico: Marika, l’impresario è nel mio ufficio e vuole parlarti.” “Perché vuole parlare solo con me?” “Questo non lo so, forse pensa che sia tu a guidare tutto il gruppo…”.

I ragazzi spronano Marika ad andare dall’impresario: “Sù cosa aspetti?”, “Dai vai, ma di che ti preoccupi?”.

Marika allora s’incammina verso quell’ufficio, incrociando persone in costume, bambini in bicicletta, quando apre la porta trova l’impresario seduto alla scrivania del capovillaggio con un grande sorriso: “Si accomodi signorina.” “Ho saputo che avrebbe voluto parlarmi ed eccomi qua!”.

Accomodandosi l’uomo riprende un’espressione seria: “La sua voce signorina…”, “Marika! Il mio nome è Marika.”, “La sua voce Marika può interessarci, abbiamo delle canzoni già pronte, ma non abbiamo mai trovato una cantante adatta, lei fa proprio al caso nostro.”.

La ragazza ora è un po’ turbata: “La musica delle nostre canzoni è scritta da un membro del nostro gruppo e io non so se…”

“Lasci stare il suo gruppo, è lei che ci interessa. Abbiamo bisogno di una cantante e quella cantante sarà lei”.

Marika ora ha lo sguardo perso nel vuoto, quello che era il sogno di tutto il gruppo si è ridotto solamente al suo: “Mi dispiace, mi dispiace molto, ma non posso accettare.”

“Ma lei sta dicendo sul serio? Con noi potrebbe diventare qualcuno!”

“Anche gli altri quattro componenti del gruppo avrebbero voluto avere un briciolo di successo, ma lei li ha esclusi. Quelli sono miei amici, noi siamo un gruppo e abbiamo fatto tutto sempre insieme, se io so cantare così è anche per merito loro e adesso, proprio adesso, non posso tagliarli fuori.”.

Così dicendo, e lasciando l’impresario, Marika si alza ed esce sbattendo la porta.

Al bar i ragazzi sono sul filo del rasoio, non vedono l’ora che la loro cantante entri dalla porta del bar, infatti Marika arriva, ma con un viso triste.

“Che è successo?!”, “Che ti ha detto?”, “non ti avrà mica insultata?!!”.

“No, il problema è che vorrebbe me come cantante, escludendo voi come gruppo.” “non avrai mica rinunciato?”, “Ti prego, almeno tu puoi fare strada!” “Zitti! Fate dire a Marika ciò che ci vuole dire.”.

“Io non posso andare da nessuna parte, se voi non siete con me. Ed ho rinunciato perché il nostro è un gruppo e anche se resteremo a suonare in questo villaggio, almeno potremmo farlo tutti insieme.”

A consolarli c’è anche il capovillaggio: “E poi chi l’ha detto che questo sia l’unico impresario venuto in questo villaggio turistico? Ne verranno altri e magari quello a cui piacerete tutti e cinque, perché no?”.

In quel momento nel bar entrano dei ragazzi con delle foto in mano:

“Scusate, ieri sera eravamo a sentirvi ed un nostro amico vi ha scattato delle foto; stamattina invece di andare al mare siamo corsi a farle sviluppare per chiedervi di farci un autografo, siete veramente bravi e vorremmo farvi conoscere a tutti i nostri amici.”

Marika prende in mano una di quelle foto, vede il gruppo davanti a un cielo stellato, sotto al palco ci sono le mani dei ragazzi che sollevano lo schermo del telefonino per illuminare e farlo dondolare, i loro sguardi, quelli del gruppo, sono felici, felici  di suonare tutti insieme “.

“Secondo voi c’è un palco migliore di questo?”

“Quando lo incidete un cd?”

Capovillaggio: “Va bene, vuol dire che sarò io a finanziare questo progetto!”

Nel villaggio turistico della Puglia, nel bar sulla piazza affacciata sul mare, che normalmente verso le 10:40 è sempre vuoto, in un giorno d’estate cinque ragazzi, che formano un gruppo musicale stanno firmando degli autografi a dei ragazzetti, che hanno regalato a loro un piccolo successo inaspettato.

 

Emanuela Pancotti                                                        

 

 

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