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Una voce dentro l'anima

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Una voce dentro l'anima

Maggio 17
10:07 2014

Gli appuntamenti si aprono domenica 18 maggio alle 17.00 presso lo Spazio Risonanze dell’Auditorium Parco della Musica con l’inaugurazione di una mostra fotografica tratta dall’archivio personale dell’artista conservato presso l’Istituto Bulgaro di Cultura. In programma anche la proiezione in prima mondiale di due documentari: La preghiera di Boris Christoff per la regia di Magdalena Manolova, un documentario che indaga il mondo intimo e spirituale di Christoff, le sue nostalgie e la sua personale preghiera per un mondo migliore espresse nelle registrazioni realizzate nella più cattedrale imponente della Bulgaria – l’Alexander Nevski; il secondo documentario in programma è Lettera dalla Toscana di Gheorghi Toshev per la regia di Ema Konstantinova, un film delicatissimo che dipinge il grande Maestro attraverso lo sguardo e il racconto di chi ne ha conosciuto, anche al di fuori della carriera, la persona, complessa ed esplosiva. Grande giornata conclusiva domenica 25 maggio in Sala Petrassi: si partirà alle 17.00 con un ritratto del grande basso bulgaro a cura del musicologo Maurizio Modugno per proseguire alle 18.00 con un Concerto che vedrà salire in scena Sergio Vitale (baritono), Ivo Yordanov (baritono), Delyan Slavov (basso), Antonio Di Matteo (basso). Al pianoforte Stefano Giannini. Il concerto ripercorre, affidandolo a giovani e promettenti cantanti, il programma dell’ultimo concerto da camera che Boris Christoff tenne il 18 febbraio 1977 a Santa Cecilia, un evento che coronava con successo un sodalizio, quello con la più antica istituzione musicale romana, di oltre trent’anni.

L’evento, realizzato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in collaborazione con la Fondazione Boris Christoff e l’Istituto Bulgaro di Cultura, si avvale del Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Bulgaria in Italia e presso la Santa Sede ed è realizzato con il Sostegno del Ministero della Cultura Bulgaro.

Boris Christoff debuttava a Roma, nei Concerti dell’Accademia di Santa Cecilia al Teatro Adriano, il 3 febbraio 1946, cantando l’Addio di Wotan sotto la direzione di Francesco Molinari Pradelli. Vi tornerà subito, in maggio, per la Matthäus-Passion con Otto Klemperer. Un sodalizio di oltre trent’anni, chiuso con il concerto del 18 febbraio 1977. La ricorrenza del centenario della nascita, i legami tra la Fondazione Boris Christoff, Santa Cecilia Opera Studio e l’Accademia ceciliana, sono le cause prossime del ricordo odierno, che ha il duplice volto di una memoria diretta dell’artista e di un concerto in suo onore, con lo stesso programma del récital del 1977 affidato a giovani cantanti. Le cause remote sono più profonde ed entrano nella coscienza della nostra storia. In quella necessaria apertura d’orizzonte culturale che consente di spaziare non solo sul presente e sul futuro, ma che guarda ai grandi del passato come a maestri senza i quali presente e futuro sarebbero assai più poveri. Da Boris Christoff ci giungono oggi non solo i documenti in audio e in video d’una personalità vocale e interpretativa fra le massime dello scorso secolo, ma anche un approccio alla musica peculiare. “Mi domando se cantare non sia altro che una maniera di vivere”, scriveva egli stesso. Il suono, il canto, il gesto di lui non sono mai stati esercizio di stile, routine, superficialità. Non sono mai stati disgiunti dalla vita: dalla volontà di scendere dentro l’anima dei personaggi per dirne l’intera – contraddittoria e appassionante, meravigliosa e drammatica – umanità. Cantare l’uomo, dare voce alla sua anima, senza paura di cercarne per anni il fondo più segreto: questa è la lezione che ricordando Boris Christoff il nostro tempo può, forse deve apprendere. Questo è l’intento del nostro incontro.

Maurizio Modugno

Per anni responsabile della Musica Classica presso la Discoteca di Stato, dal 1986 è operativo esso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento dell’Informazione e dell’Editoria. Critico musicale, esperto di storia dell’interpretazione nella discografia, nella musica lirica, nel balletto, nel melodramma francese. Ha collaborato con numerose riviste specializzate.. Nell 1996 è uscito un volume, scritto in collaborazione con Carlo Curami, dal titolo La vita, la voce, l’arte dedicato a Boris Christoff.

Lettera dalla Toscana

Sceneggiatura: Iva Tsolova, Ema Konstantinova, Gerogi Toshev

Riprese: Rumen Vasilev Alexander Ivanov

Regia: Ema Konstantinova

Produttore: Georgi Toshev

ShortCutproductions 2014

Come si può preservare la memoria della vita di una persona decenni dopo la sua morte? Come si fa a far durare un ricordo una vita intera?…

Dove sta il confine tra l’omaggio al talento ed il rispetto per la persona? È possibile cercare il perdono dopo anni di separazione silenziosa perché vuoi perdonare…ed essere perdonato?

La ricerca di una risposta a queste domande è il fulcro del documentario dedicato a Boris Christoff, uno dei più grandi bassi lirici al mondo alla vigilia del centenario della sua nascita.

Non è un documentario biografico, ma piuttosto una conversazione intima sul prezzo del successo, sulla dedicazione, sull’onore – una conversazione con gli amici e colleghi del maestro. Tanti ricordano la persona aldilà della carriera e gli applausi e ci aiutano a scoprire la sua natura umana – controversa, a volte esplosiva, ma incantevole come solo questo paladino dell’onore può essere.

Il film non cerca di saldare i conti con il passato, ma raccoglie le testimonianze di persone, ammesse o coinvolte nella vita di una persona straordinaria che si dimostra nello stesso tempo imponente, controversa e in qualche modo tragica. Capace con la sua stessa vita di elevarsi sopra i conflitti politici ed estetici che dilaniano il XX secolo e ad affermarsi come uno degli artisti più celebri nel mondo dell’opera.

La preghiera di Boris Christoff

…pace sulla terra, e agli uomini benevolenza

„CANTARE CON IL CUORE”

Un film di: Magdalena Manolova

Riprese: Alexander Shopov

Regista e produttore: Magdalena Manolova

In ogni occasione festiva la voce di Boris Christoff e le campane della cattedrale Alexander Nievski risuonano in tutta la Bulgaria con l’auspicio di pace e prosperità per tutti gli uomini dal canto “Na mnogaia leta”. Questa preghiera di Boris Christoff entra nei nostri cuori, essa è il suo augurio personale per un mondo migliore.

Il documentario La preghiera di Boris Christoff esplora il tema poco conosciuto del mondo intimo, dei sogni e della nostalgia della legenda della lirica. Racconta del suo ritorno nella Patria e del desiderio avverato di far volare la propria preghiera sotto la cupola della cattedrale maestosa Alexander Nevski, li dove il giovane ragazzo ha iniziato la propria strada verso l’estero.

Il film ricostruisce un immagine diversa da quella solitamente conosciuta nei ritratti di Boris Christoff e solleva il sipario davanti al “re dei bassi” nell’atto raccolto della preghiera, davanti all’altare della fede ortodossa.

Le inquadrature d’archivio ci fanno tornare indietro nel tempo – al momento del ritorno di Boris Christoff in Bulgaria, l’incontro con gli amici, le registrazioni dei canti ortodossi nella cattedrale Alexander Nevski, la sua confessione e preghiera in parole e musica. Il compositore prof. Alexander Josifov, l’allora direttore di Balcanton, ricorda la creazione dell’incredibile monumento sonoro ai canti ortodossi, racconta momenti di retroscena curiosi e ci svela la personalità di Boris. Padre Stanoi, consulente e testimone delle registrazioni, racconta la magia di poter cantare nella cattedrale. Sua eminenza il vescovo Tichon riflette sui significati che il patrimonio del Maestro ci lascia. Brani scelti dello splendore della cattedrale ricreano l’atmosfera della liturgia ortodossa e della preghiera di Boris Christoff.

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