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“Urban Mining” e riciclo di materie prime da rifiuti elettronici

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“Urban Mining” e riciclo di materie prime da rifiuti elettronici

Giugno 20
14:50 2012

Urban Mining e Riciclo delle materie prime. Una proposta per l’area metropolitana di Roma”, che si è tenuto presso la sede della Provincia di Roma, a Palazzo Valentini, organizzato in collaborazione con ENEA e Bioprojectgroup s.r.l.
Il convegno ha avuto lo scopo di approfondire la possibilità di realizzare nell’area metropolitana di Roma impianti tecnologici per il recupero e riciclo di materie prime “strategiche” dai rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche, detti RAEE, secondo il concetto del cosidetto “Urban Mining”, che consente il recupero e il successivo reimpiego di materiali ad alta criticità e valore aggiunto quali terre rare e metalli preziosi. Si tratta di un progetto che consente la chiusura del ciclo dei rifiuti per una categoria di prodotti il cui numero è in rapidissima crescita in tutto il mondo, nonché un utilizzo sostenibile di materiali per i quali si sta verificando un rapido aumento della domanda a livello europeo e mondiale, e una crescente importanza per il loro uso nel settore delle nuove tecnologie, quali ad esempio l’elettronica e la produzione di energia.
L’obiettivo è di attrarre nell’area territoriale romana, investimenti che possano favorire una ripresa sostenibile dell’economia, un esempio concreto di Green economy, vale a dire una nuova fase dell’economia globale improntata alla sostenibilità sociale e ambientale.
Per favorire il raggiungimento di questi obiettivi si è creata una”sinergia virtuosa” fra mondo delle istituzioni e mondo della ricerca.

La Provincia di Roma ritiene di fondamentale importanza per il proprio territorio l’adozione di strategie tese alla chiusura del ciclo dei rifiuti, così come si è già impegnata a fare attraverso la promozione di un modello virtuoso e innovativo di gestione dei rifiuti fondato sulla raccolta Porta a Porta che, in questi quattro anni, ha coinvolto 69 Comuni del territorio finanziati dalla Provincia di Roma per il passaggio al nuovo servizio di raccolta dei rifiuti, per una popolazione complessivamente coinvolta di circa 925.000 abitanti tra progetti finanziati e avviati, dei quali 450.000 già serviti dal nuovo servizio. La Provincia di Roma offre il proprio supporto per affrontare le complesse problematiche connesse alla realizzazione degli impianti per il riciclo dei RAEE per quanto riguarda gli aspetti urbanistici e normativi.

L’ENEA detiene le conoscenze scientifiche nell’applicazione delle tecnologie ambientali indispensabili per la realizzazione di tale progetto, tecnologie intese in maniera sistemica, cioè comprendenti know-how, procedure organizzative e di gestione, e metodologie come la “simbiosi industriale”, cioè l’interfaccia che si viene ad instaurare tra due o più industrie, appartenenti anche a settori diversi, che sono interessate a uno scambio di ‘risorse’, che possono riguardare diversi materiali, che per alcuni costituiscono dei rifiuti e per altri una materia prima seconda, nonché servizi e consulenze.

Questa iniziativa sarebbe la prima ad essere realizzata in Italia, costituisce un nuovo modello di sviluppo industriale sostenibile, che mette a sistema produttività, rispetto dell’ambiente, rilancio di un’occupazione qualificata, favorendo l’occupazione, un elevato livello di professionalità degli operatori e un elevato livello tecnologico delle imprese.
Hanno partecipato i maggiori operatori industriali e commerciali attivi a livello italiano ed europeo in questi settori.
Sono intervenuti: l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Roma, Michele Civita; Danilo Bonato – Presidente Centro coordinamento RAEE; Roberto Morabito – Direttore Unità Tecnica Tecnologie Ambientali ENEA, Edoardo Reviglio – economista; Giorgio Ruffolo – economista; il il Sen. Roberto della Seta, Edo Ronchi – Fondazione Sviluppo Sostenibile, Jacopo Fedi e Antonio Nobili – Bioprojectgroup.

 

NOTA TECNICA
Convegno ” Tecnologie e strategie per una politica industriale sostenibile – Urban Mining e Riciclo delle materie prime – Una proposta per l’area metropolitana di Roma”
Roma, 20 giugno 2012
Terre rare e materiali preziosi

Ormai da diversi anni si parla sempre più frequentemente del concetto di “Urban Mining” inteso come l’ottenimento di risorse utilizzando i cosiddetti “rifiuti urbani”.
In particolare negli ultimi anni grande attenzione viene dedicata, a livello europeo e mondiale, al rapido aumento della domanda di alcune materie prime, determinata dal grande e recente sviluppo tecnologico e dalla diffusione di nuove applicazioni ed innovazioni. Questi elementi sono considerati di fondamentale importanza per l’economia mondiale ed, a questo proposito, la comunità europea ha recentemente pubblicato uno studio (“Critical raw materials for the EU”, CE 2011) nell’ambito del “Raw Material Initiative” in cui vengono considerati una serie di materiali principalmente metalli, ritenuti essenziali per il futuro dell’ economia europea e mondiale.
In questo studio una serie di minerali e metalli “strategici” per il ruolo cruciale che rivestono nella stabilità economica mondiale, vengono classificati come “Critici” sulla base di alcuni criteri quali il concreto rischio di fornitura prevedibile nell’immediato futuro, il continuo aumento della domanda e le eventuali restrizioni al riciclo dovute a vari fattori quali ad esempio la mancanza di tecnologie adeguate.

Garantire un approvvigionamento continuo a questi materiali di primaria importanza per quello che concerne lo sviluppo e la produzione di apparecchiature e/o energia, componenti e sistemi ad alta tecnologia, è diventata un sfida fondamentale per quei paesi che, in tutto il mondo, dipendono da queste risorse.
A questo proposito l’Europa si trova in una posizione particolarmente vulnerabile a causa di diversi fattori, come la forte dipendenza dalle importazioni per molti di questi materiali da un numero ristretto di paesi che detengono il quasi monopolio di tali risorse e per questo spesso attuano politiche economiche, fiscali ed industriali, volte a preservare le risorse detenute per il loro uso esclusivo.

Rifiuti dai rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche (RAEE)

Particolare importanza strategica rivestono i RAEE, prodotti in elevata quantità anche in conseguenza del grande sviluppo tecnologico degli ultimi decenni; secondo recenti stime, nel 2011 in Italia sono state raccolte più di 260.000 t di RAEE, con un incremento di circa il 15 % rispetto all’anno 2010.
I RAEE contengono una grande varietà (> 1000) di sostanze organiche ed inorganiche; la loro composizione è dipendente in generale dal produttore, dal tipo di apparecchiatura e dall’anno di produzione; rifiuti di questo tipo possono contenere fino al 61% in metalli ed al 21% in plastiche di vario tipo.
La parte metallica costituisce un’importante fonte di metalli preziosi e/o strategici, che rappresentano un grande valore economico.
Una semplice scheda a circuito stampato (Printed Circuit Board, PCB) può contenere, ad esempio, fino al 20% in peso di Rame (Cu) e fino a 250 g/t di Oro (Au); questi valori risultano molto elevati, se comparati con il contenuto degli stessi elementi nei minerali da cui vengono estratti in miniera (1-10 g/t Au; 50-100 Kg/t Cu).
Molto importante è anche il valore economico delle quantità indicate: 250 g di oro hanno ad oggi un valore di mercato rilevante che sommato a quello di tutti gli altri metalli, più o meno strategici potenzialmente recuperabili, potrebbe garantire un rientro in tempi accettabili di un eventuale investimento nell’ambito del recupero e riciclo dei RAEE a livello industriale
Le tecnologie ambientali a livello europeo
Le tecnologie ambientali rappresentano lo strumento chiave, definito dalla Comunità Europea attraverso l’ETAP 2004 (Piano d’azione per le Tecnologie Ambientali), per incentivare lo sviluppo sostenibile a protezione dell’ambiente attraverso:
• La conservazione delle risorse naturali (materie prime, acqua ed energia)
• Riduzione della quantità e tossicità delle emissioni e dei rifiuti
• Trattamento ecocompatibile dei rifiuti e promozione del riuso e riciclo.
In ambito europeo le “linee guida” per una gestione sostenibile dei rifiuti sono contenute nella Direttiva Quadro 2008/98/CE recepita in Italia con il D.Lgs. 205/2010. Questa direttiva rappresenta un punto di svolta ed è tesa ad assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente attraverso l’adozione di una gerarchia di azioni (waste hierarchy), che assegna massima priorità alla prevenzione e poi, in ordine decrescente al riuso, al riciclaggio dei rifiuti come materie prime secondarie e al loro recupero come fonti di energia. Lo smaltimento, e quindi la discarica, si configura come opzione residuale, da adottarsi per i flussi di rifiuti che non sono, o non sono ulteriormente, suscettibili di recupero.

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