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Velletri – L’ ATTUALE STENDARDO DI S. ANTONIO ABATE COMPIE VENT’ANNI

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Velletri – L’ ATTUALE STENDARDO DI S. ANTONIO ABATE COMPIE VENT’ANNI

Velletri – L’ ATTUALE STENDARDO DI S. ANTONIO ABATE COMPIE VENT’ANNI
12 Gennaio
14:01 2020

Ci avviciniamo alla tradizione Festa in onore di S. Antonio Abate, fermiamoci a parlare del
celebre stendardo e della sua storia. Vessillo dell’Università dei Carrettieri e Mulattieri
fondata nel 1624, essa era una sorta di antesignana delle moderne associazioni di categoria
e dei sindacati. All’epoca con il termine Università si identificavano quei sodalizi che
riunivano delle categorie per precise di “fedeli”. A Velletri la storia lascia traccia di quelle
dei Calzolari che si trovano nella Chiesa di S. Crispino sita nell’omonima piazza, quella
dei Falegnami che si trovano nella Chiesa di S. Giuseppe e quella dei Mulattieri e
Carrettieri che si trovavano nella Chiesa di S. Antonio Abate a loro concessa in uso dopo la
partenza da Velletri dei Canonici di Vienne.
L’Università dei Carrettieri e Mulattieri ma come anche le altre oltre alla cura dello spirito
dei propri sodali ne curava anche l’assistenza sociale ed economica era uso pagare dei
“vitalizi” (intesi come una prima forma di pensione) a quei soci che a causa di incidenti sul
lavoro o per la troppa età non potevano più lavorare i fondi venivano ricavati dai beni
propri del sodalizio che all’epoca erano case terreni lasciti testamentari.
Tutto questo venne meno con l’annessione degli Stati della Chiesa al Regno d’Italia e la
conseguente confisca di beni di ordini religiosi – confraternite e università. I Mulattieri e
Carrettieri di Velletri per continuare nella loro necessaria opera sociale decisero di
mandare all’asta il loro stendardo ogni anno in occasione della Festa del patrono
S.Antonio Abate, ragionevolmente possiamo dedurre che questa consuetudine possa avere
origine dopo il 1870 anno della presa di Roma.
Chi si aggiudicava lo stendardo godeva dell’immunità per un anno e dove custodire il
prezioso drappo in casa appeso in una stanza vuota con una lampada accesa.
Naturalmente il drappo con gli anni e con i trasporti a cavallo si usura e per questo in
concomitanza con gli anni giubilari si rinnova aggiudicando in modo definitivo quello del
venticinquennio precedente.
Sono arrivati fino a noi solo quattro di questi drappi, quello più antico del 1899 è opera del
maestro Aurelio Mariani ed è conservato dalla famiglia Nanni, segue poi quello opera di
Mons. Ruggero Tredici aggiudicato a Cesare Lupi conservato in chiesa, quello conservato
da Bruno Tondi vincitore dell’asta definitiva del 1992 per 20.700.000 lire a cui ha fatto
seguito quello realizzato dalla Signora Giovanna Verger Frezzolini aggiudicato a Salvatore
Ladaga e Marcello Ilardi conservato in chiesa.
L’attuale è opera del maestro Stefano Turchetta ed è in uso dal 2000 esattamente vent’anni
il progetto iconografico è di Mons. Angelo Mancini, presenta se pur attualizzata la scena
degli stendardi precedenti con intorno delle formelle con la storia del convento di Velletri
e scene rappresentanti la devozione veliterna al Santo.
Ai piedi gli stemmi del compianto Vescovo Andrea Maria Erba dell’allora Cardinale
Vescovo di Velletri Joseph Ratzinger e del Papa San Giovanni Paolo II.

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