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Venti anni di web

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Venti anni di web

Venti anni di web
Febbraio 28
16:40 2015

13-Internet0A vent’anni dall’inizio dell’utilizzo di massa di internet attraverso lo sviluppo della Word Wide Web (dai circa dieci milioni di utenti connessi nel 1995, agli attuali 5 miliardi), si può ben dire che tutto ciò che riguarda l’informazione, lo scambio di notizie, con la possibilità di navigare per ipertesti, è cambiato.

Le ultime rivoluzioni vogliono le notizie su carta stampata divenute di serie B; la definizione di ‘vita privata’ completamente stravolta dai social seppure, questi, modulabili sulle personali esigenze di comunicazione; le industrie editoriali e discografiche, impossibilitate a proteggere il diritto d’autore, cambiare strategia così da vendere direttamente ai colossi dell’intrattenimento online i loro prodotti per sottoporli alla fruizione del grande pubblico e poter vedere riconosciute le proprie royalties.
Continuando a guardare il dito e non la luna, la questione sembra chiusa: un aiuto pare darlo proprio la rete, sulla quale ognuno può affermare tutto e il suo contrario senza tema, molto spesso, di venire contraddetto. A ben vedere, purtroppo, sebbene qualche talento creativo sia stato recuperato dalla rete al suo esilio lontano dalle ‘autostrade del successo’, e una folla annoiata abbia trovato di che distrarsi sentendosi costantemente al centro di un’attenzione difficile da raggiungere altrimenti, o almeno lo si crede, postando notizie fresche sulla pasta appena cucinata o sull’esito delle festicciole casalinghe, ben poco è cambiato. Certo, è vero che ormai politica e rivoluzioni passano per la rete, la guerra è in primis mediatica, e fin qui nessuna buona notizia, ma il pane quotidiano del web restano originalità di pensiero, intelligenza, conoscenza, capacità di analisi. Senza questi ingredienti sarebbe ferma anche l”industria delle bufale’ che ogni giorno sforna notizie fasulle appena visualizziamo la home page di un qualsiasi motore di ricerca, poiché anche in quel caso, per ottenere il risultato voluto, non ci si può affidare alla sciatteria del lancio fine a se stesso.
La rete può aiutare la conoscenza, come qualsiasi altro strumento, a patto di lasciare da parte le molte chiacchiere e panzane che vi si trovano, e anche a patto di sapere cosa si va cercando. In una sua recente apparizione televisiva il Nobel per la letteratura Dario Fo, classe 1926, ha dichiarato che il computer gli è stato molto utile dalla sua prima apparizione, anche grazie all’intuizione delle potenzialità del mezzo da parte di sua moglie Franca Rame, soprattutto nelle molte stesure utili alla creazione di nuovi testi. Tuttavia consiglia spesso ai suoi giovani collaboratori di privilegiare l’approfondimento, di curare lo studio sugli ‘antichi’ libri di carta reperibili nelle biblioteche (o sugli ebook, perché no?, aggiungiamo noi). Così, anche secondo uno dei padri del teatro contemporaneo, artista e scrittore poliedrico, la rete contiene molto, non può contenere tutto: non è la custode privilegiata della nostra memoria e non sappiamo ancora con precisione quanto sia affidabile.
Proprio di questi giorni la notizia che alcuni guru informatici raccomandano di stampare i contenuti delicati, quali immagini e foto, dai supporti digitali nei quali li archiviamo, richiamando addirittura le virtù del buon vecchio ‘album di famiglia’ poiché non conosciamo la durata esatta dei nostri file. «In un secolo» come raccontato dal Tgr Leonardo, Rai3 «che rischia di non poter tramandare se stesso», causa eccessiva tecnologia!

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